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Sport: in Cina il doping diventa reato – Dalla Cina

(ANSA-XINHUA) – PECHINO, 28 DIC – Il doping sarà considerato
reato anche in Cina, dove il 26 dicembre il massimo organo
legislativo del Paese ha adottato l’Emendamento XI al Codice di
diritto penale che, tra l’altro, prevede pene fino a 3 anni di
carcere per i trasgressori.
    Questa svolta storica per l’antidoping in Cina ha avuto luogo
quando il Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del
Popolo ha deciso di estendere l’emendamento all’articolo 355.
    Il nuovo testo stabilisce che chiunque istighi o induca,
anche con l’inganno, gli atleti a far uso di sostanze vietate in
competizioni nazionali o internazionali rischia fino a tre anni
di reclusione e il pagamento di una sanzione pecuniaria. Pene
ancor più severe sono previste per coloro che organizzano o
costringono gli atleti a far ricorso a sostanze dopanti. Anche
offrire consapevolmente sostanze vietate agli atleti è
considerato un reato perseguibile.
    “La legge non è rivolta agli atleti, perché quelli che
trasgrediscono le regole sono già puniti con il bando
dall’attività sportiva e varie multe in conformità con le regole
anti-doping”, ha spiegato Chen Zhiyu, direttore esecutivo della
China Anti-Doping Agency (CHINADA).
    “La norma penale si concentra per lo più sul sanzionare
coloro che restano dietro le quinte”, ha aggiunto Chen. “Ormai è
stato ampiamente riconosciuto che l’entourage degli atleti di
solito gioca un ruolo importante nei programmi dopanti e questo
richiede pene più severe”.
    “Se non fosse per le sanzioni penali, l’entourage degli atleti
potrebbe ancora lavorare in segreto con questi ultimi anche dopo
che sono stati multati e banditi dall’attività sportiva”, ha
proseguito il direttore dell’agenzia antidoping cinese.
    Secondo l’esperto legale Yu Chong, professore associato presso
la China University of Political Science & Law, la nuova legge
risponde sia all’appello del Comitato Olimpico Internazionale
(CIO) che a quanto stabilito da diverse norme antidoping già in
vigore, tra cui il regolamento antidoping cinese, approvato nel
2004.
    Nell’ottobre 2016, nel corso del quinto vertice del CIO, il
Comitato Olimpico Internazionale aveva esortato a “ritenere
penalmente responsabile l’entourage degli atleti, compresi
allenatori, medici, fisioterapisti e altri addetti, se coinvolti
nel doping”.
    “(La nuova legge) Mostra gli sforzi profusi dalla Cina per
soddisfare i requisiti del CIO”, ha sottolineato oggi Yu.
    “Allo stesso tempo, il testo collega il diritto penale alle
norme esecutive per la lotta al doping”, ha rimarcato il
giurista cinese.
    Solitamente, le regole anti-doping prevedono il bando, la
multa o il licenziamento dell’entourage degli atleti coinvolti
nell’uso di sostanze dopanti e stabiliscono inoltre che queste
persone potrebbero essere “soggette a sanzioni penali se la
condotta adottata dovesse costituire reato”.
    “Con la nuova legge, tale clausola non è più uno ‘spaventapasseri'”, ha spiegato Yu.
    L’emendamento al Codice penale rappresenta l’ultima misura
antidoping adottata in Cina. Nel novembre del 2019, la Corte
Suprema del Popolo aveva emanato una serie di interpretazioni
giuridiche in materia di applicazione del diritto penale nella
gestione dei casi relativi al doping, che sono entrate in vigore
il 1 gennaio 2020. Il Consiglio di Stato, il governo cinese,
aveva invece adottato un Regolamento antidoping nel 2004.
    La modifica al Codice penale entrerà in vigore il 1 marzo
2021. (ANSA-XINHUA).
   

Fonte: ansa.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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