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Sport, i protagonisti (nel bene e nel male) di un anno indimenticabile

SPALLETTI LUCIANO (7). Nulla da dire: il tecnico toscano ha lavorato bene. Con lui, ultimo calo a parte, il Napoli è tornato tra i primi della classe. Adesso purtroppo pesano le tante assenze, ma il gioco c’è. E tutto riemergerà quando tra viaggi e infortuni si tornerà a quote più normali. Non era facile, a Napoli, ricompattare una squadra uscita da una stagione tormentata. Spalletti è enormemente migliorato anche dal punto di vista comunicativo: una volta non facendoti capire nulla, ti ipnotizzava con le sue complesse metafore alla Bersani. Ora è molto più diretto. Dice pane al pane e vino al vino. Soprattutto agli arbitri. Che infatti lo buttano fuori.

TAMBERI GIAMMARCO (8). Come potremo scordarci quel volo nel cielo di Tokyo? La sua felicità, quel suo rotolarsi sul tartan come un cucciolo felice? E l’abbraccio con il suo avversario, Essa Barshim, medaglia d’oro a pari merito con Tamberi? Tutto splendido, talmente bello da non poterlo più dimenticare. Giammarco veniva da un grave infortunio. Eppure, quando tutto sembrava perduto, è andato avanti senza piangersi addosso. Direte: è giusto così. È giusto, certo, ma ormai è talmente un’eccezione che quando succede rimaniamo a bocca aperta.

VIO BEBE (8,5). Ecco un’altra atleta straordinaria. Pur di andare a Tokyo, dove ha poi conquistato l’oro, ha rischiato di perdere un braccio. Ma Bebe lo ha detto dopo, a giochi fatti. Una donna straordinaria che, ogni giorno, sorridendo, timbra il cartellino della fatica ricordando a chi è “normale” che solo una scuola su tre è accessibile ai disabili. Che mancano gli insegnati di sostegno. E i mezzi pubblici sono spesso impraticabili per chi ha deficit. Bebe sorride sempre. Ma dentro è granito puro.

VLAHOVIC DUSAN (8). Talento naturale, 21 anni, è un bomber che non perdona. Capocannoniere del campionato con 16 gol, con lui in attacco, hai una certezza: che prima o poi segnerà. Grazie ai suoi gol la Fiorentina ha 11 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Centravanti antico, il serbo è il volto nuovo delle serie A.

ZANIOLO NICOLO’ (6). Il centrocampista della Roma e della nazionale sta faticosamente uscendo dai postumi dell’ultimo incidente al ginocchio. Il ragazzo, 22 anni, è un gioiellino, non si discute. Un investimento per il calcio italiano. Ma fatica ancora a decollare. Troppo preoccupato di mostrare il suo talento, con la sua chioma bionda è un richiamo per i difensori avversari che lo martellano senza pietà. Forse, se ogni tanto passasse il pallone ai suoi compagni, i suoi mastini lo dimenticherebbero.

Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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