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Sport e transgender, il Cio traccia la linea: “Stop al testosterone come misura unica“

Dal prossimo anno, dopo Pechino 2022, l’ormone non sarà più lo sbarramento per decretare chi può partecipare alle competizioni femminili e chi no: ogni disciplina avrà regole specifiche, da stilare

Transgender e sport, si cambia ancora rotta, verso l’inclusione e la non-discriminazione. Su uno degli argomenti più discussi in ambito sportivo degli ultimi anni, il Comitato Olimpico Internazionale è tornato a proferire parola. Come si è imparato a comprendere nel recente passato, questo tema è un vero e proprio campo minato ancora tutto da scoprire, costellato di norme annullate, ricorsi in tribunale e passi indietro. Ora, dopo un paio di anni di lavori, il Cio è arrivato alla pubblicazione di nuove linee guida che sostituiranno quelle in vigore dal 2015. I nuovi testi entreranno in vigore dopo le Olimpiadi Invernali di Pechino del 2022, ecco cosa prevedono.

IL CONCETTO -Il punto di partenza dal quale si sono sviluppati i ragionamenti e i lavori del Comitato negli ultimi mesi è chiaro: essere transgender non implica automaticamente un vantaggio correlato in qualsiasi sport. O meglio, non è detto che una persona nata di genere maschile e poi diventata donna, sia avvantaggiata in qualsiasi competizione allo stesso modo. Insomma, stop al testosterone come misura unica e polivalente per determinare chi può accedere alle gare e chi no. Il Cio ha ammesso che è impossibile – anche dal punto di vista legale – stilare un solo testo che regolamenti qualsiasi disciplina, perché ogni sport si basa su presupposti differenti e quindi ogni caso va trattato in maniera diversa. Questa nuova cornice tratteggiata dal Comitato Olimpico Internazionale delega quindi alle varie associazioni internazionali il compito di determinare le linee guida del futuro sul tema. Il documento , strutturato su 10 princìpi, non si aspetta che ogni sport concluda il proprio processo prima delle Olimpiadi di Parigi 2024: è un tema delicato, la fretta rischia solo di creare disparità e approssimazioni.

COSA CAMBIA – Dal 2015 a Pechino 2022, la norma indicava che le atlete coinvolte, per poter partecipare a competizioni riservate al genere femminile, avrebbero dovuto dimostrare un livello di testosterone inferiore al limite prestabilito nei 12 mesi precedenti alla gara. Attenzione, questo non significa che il testosterone esce di scena dal prossimo anno, ma che non è più il punto di partenza unico per tutte le discipline olimpiche. Il concetto alla base dei lavori è stato ben spiegato dal direttore del dipartimento degli atleti del Cio, Kaveh Mehrabi: “Ciò che offriamo alle federazioni internazionali è il dialogo e il nostro konw-how, piuttosto che una soluzione diretta”.

I CASI – Se la prima persona a cui qualcuno pensa se si parla di atlete transgender è Caster Semenya , si è fuoristrada. La mezzofondista sudafricana rientra in un caso diverso, ma che comunque veniva trattato allo stesso modo : prima con la regola del testosterone, ora chissà. Le atlete come la due volte campionessa olimpica degli 800 metri rientrano nella casistica chiamata Dsd, ovvero difference of sex development, atleti con differenze di sviluppo sessuale. Nel suo caso, peraltro, si dovette ricorrere anche al controllo del genere tramite un esame il cui esito non è mai stato reso noto. Su questo punto il Cio ha ammesso che i test erano “invasivi e irrispettosi” e, come ha spiegato Magali Martowicz, capo della divisione diritti umani del Cio, “Vogliamo davvero assicurarci che gli atleti non siano indotti o costretti a prendere decisioni dannose per il proprio corpo”.

PRIMO PASSO – In sostanza, anche gli atleti stessi entrano ora nel processo decisionale sulla faccenda. Saranno poi le ricerche scientifiche e i relativi risultati a permettere alle federazioni di trovare il punto d’incontro tra il benessere e il rispetto delle atlete coinvolte e il corretto svolgimento delle competizioni femminili. Un passo è stato fatto, ora resta da capire con quali tempistiche e con quali contenuti le varie associazioni accoglieranno questa patata bollente.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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