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Sport e solidarietà con la Santiago in rosa Cycling Marathon

Presentata l’11esima edizione della Santiago in rosa Cycling Marathon, la gara ciclistica che debutterà in notturna all’Autodromo Nazionale di Monza il 9 ottobre prossimo.

Santiago in rosa

Cresce l’attesa per un debutto davvero speciale, quello dell’11esima edizione della “Santiago in rosa Cycling Marathon – primo Trofeo Sauber” per la prima volta sull’asfalto dell’Autodromo Nazionale di Monza. Tre ore di gara in notturna durante le quali 40 squadre (team femminili, maschili e misti) si sfideranno in una corsa che aiuterà Cancro Primo Aiuto Onlus a raccogliere fondi per portare avanti i propri progetti di cura, prevenzione e assistenza ai malati e alle loro famiglie.

L’iniziativa

Nel corso della presentazione della gara, l’amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto, Flavio Ferrari, ha posto l’accento su numeri importanti: “Quest’anno Cancro Primo Aiuto arriverà a registrare circa 50mila contatti per oltre 100mila prestazioni erogate e manifestazioni come Santiago in rosa Cycling Marathon serviranno per finanziare progetti fondamentali come il progetto parrucche per regalare alle donne che combattono contro il cancro delle parrucche da indossare”. “Il nostro è un territorio pieno di eccellenze: l’Autodromo Nazionale di Monza e Cancro Primo Aiuto sono tra queste proprio come lo è il tessuto imprenditoriale brianzolo, sempre attento a iniziative meritevoli come questa” ha dichiarato il presidente della Provincia di Monza Brianza, Luca Santambrogio. E’ poi intervenuto Marco Sala, presidente Italsilva, main sponsor della manifestazione con il brand Sauber: “La nostra società ha un forte legame con il territorio brianzolo dove opera dal lontano 1908 e ha particolarmente a cuore il ciclismo e soprattutto la sicurezza degli atleti. Siamo lieti di supportare un evento permette a tre mondi di incontrarsi: quello femminile, quello della salute e dell’impegno sociale”.

Ospite d’eccezione Justine Mattera

Particolarmente intensi gli interventi di Justine Mattera e Sabrina Schillaci che saranno sulla griglia di partenza il 9 ottobre prossimo e che, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, hanno ricordato quanto lo sport possa essere un’occasione di riscatto e di rinascita personale. La showgirl americana ha svelato come abbia conosciuto il cancro da vicino con la malattia che ha colpito sua sorella appena 11enne e fortunatamente guarita. Sabrina ha confessato di essersi avvicinata al triathlon per superare uno stato di depressione a seguito di un grave incidente stradale occorso al marito e di come lo sport l’abbia aiutata a superare questo male oscuro. In gara ci saranno altre due madrine d’eccezione come Stefania Andriola, giornalista e presentatrice Mediaset, runner e ciclista e Alessandra Fior, triatleta e blogger.

La gara in Autodromo

Una presentazione possibile grazie alla “padrona di casa” Alessandra Zinno, managing director dell’Autodromo e componente del direttivo di Cancro Primo Aiuti Onlus: “Organizzare questo evento nel tempio della velocità è doppiamente importante proprio perché la velocità è decisiva per prevenire e sconfiggere il cancro al seno che colpisce le donne e, in generale, questa terribile malattia”. La corsa è organizzata da Cancro Primo Aiuto Onlus in collaborazione con Asd Velo Club Sovico e Velo Club Oggiono con il patrocinio del Comune di Monza e il patronato di Regione Lombardia. Le premesse per una serata indimenticabile nella quale a vincere saranno sport e solidarietà ci sono tutte. Come ha ricordato Stefano Pedrinazzi, presidente del Comitato lombardo Federciclismo: “L’importante non sarà vincere, ma esserci”.

Tra gli organizzatori il Velo Club Sovico

“Grazie a Federciclismo e all’Autodromo è stato possibile organizzare questo evento che affianca l’agonismo al sociale – ha dichiarato Maurizio Canzi, presidente del Velo Club Sovico, associazione sportiva dilettantistica con sede a Sovico – Abbiamo pensato a due gadget che potessero rappresentare al meglio questo evento:  una borraccia a utilizzo tecnico, che contiene all’interno tutto il kit necessario per la gara, un oggetto utile a tutti i partecipanti. Poi, visto che la gara si svolge a staffetta, ogni squadra avrà in dotazione una borraccia con inserito un chip che servirà come strumento di cronometraggio, che ogni atleta passerà al proprio compagno. Un simbolo che intende ricordare l’immagine più famosa di Coppi e Bartali che si passano la borraccia durante il Tour de France del 1952. Quello che vorrei sottolineare è che si tratta di un evento agonistico ma legato all’aspetto della solidarietà, quindi al mondo reale. Un messaggio solido e fondamentale per il futuro”.

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Fonte: primamonza.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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