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Sport durante e dopo la gravidanza: lo studio che (finalmente) lo “sdogana”

Sport e gravidanza: per anni è stato detto alle donne come e quanto il connubio fosse incompatibile. Fedeli all’antica concezione che essere l’essere incinta equivalesse ad una patologia, qualunque attività fisica era interdetta. Dal primo giorno di gravidanza veniva fortemente sconsigliato correre, nuotare, pedalare, sollevare pesi. Dimenticando tra l‘altro che per secoli le donne hanno lavorato pesantemente (per necessità) per nove mesi, arrivando al parto senza problemi, salvo eccezioni.

I tempi stanno cambiando e oggi le “mum to be”, consigliate e assistite da persone competenti (medici, preparatori atletici, nutrizionisti) spesso continuano a fare sport anche in gravidanza. Ma ci sono ancora tanti, troppi, luoghi comuni e convinzioni errate sull’argomento.

SPORT E GRAVIDANZA: LO STUDIO CONI-CHICCO

CONI e Chicco hanno redatto uno studio sugli effetti che l’attività sportiva in gravidanza e la sua ripresa dopo il parto hanno sulle atlete professioniste. Estendendo poi il discorso alle sportive in generale. A conferma che lo sport non solo non è controindicato, ma assolutamente benefico.
“L’attività sportiva, sia che si tratti di un’atleta che di una donna non atleta, in assenza di patologie, deve essere considerata come uno strumento utile per la tutela della salute della mamma e del neonato. La vita attiva e l’esercizio fisico durante e dopo la gravidanza, in sicurezza e con il supporto di persone competenti e indicazioni specifiche, significa, infatti, maggior salute tanto per il bambino quanto per la mamma, anche nella ripresa della propria professione”.

SPORT E GRAVIDANZA: IL PARERE DEL MEDICO

La dottoressa Bianchedi, medico ginecologo che ha collaborato allo studio, ha detto: “Questo studio nasce per migliorare la conoscenza su un tema ancora poco conosciuto e studiato e si è posto l’obiettivo ambizioso, partendo dalle esperienze delle atlete, di portare alla luce conclusioni utili e valide anche per tutte le donne che praticano sport non agonistico e desiderano avere un bambino. In assenza di controindicazioni mediche, non c’è motivo perché abbandonino la loro passione, così come non c’è ragione che una mamma metta in secondo piano le proprie ambizioni nella vita. Ci sono donne che dopo una gravidanza hanno vinto le Olimpiadi! Da questa ricerca emerge quindi un forte messaggio di empowerment per tutte le donne, indipendentemente dalla loro professione. Da atleta, mamma e donna sono felice di averne preso parte e di collaborare a diffondere questa consapevolezza, perché credo che la vittoria di una mamma, in qualsiasi campo, rappresenti la vittoria di tutta la società nel suo complesso. E da medico, con una tesi in ginecologia, invito tutti i colleghi ad utilizzare l’attività fisica come strumento per dare salute, alle mamme e ai bambini“.

SPORT E GRAVIDANZA: LO STUDIO SULLE ATLETE

Sulla base dell’esperienza di atlete della squadra olimpica italiana, è stato svolto uno studio per migliorare la conoscenza su questo tema, in modo da trarre conclusioni valide per tutte le donne che desiderano avere un bambino. I dati ricavati da questa analisi, infatti, potranno essere utili non solo per le atlete di alto livello ma anche per tutte le donne che praticano sport non agonistico. L’obiettivo è determinare modalità di comportamento idonee nell’ambito dell’attività fisica durante la gravidanza, in modo che le future mamme possano giovare dei relativi benefici sia nel periodo di gestazione sia nel post-partum.
I risultati della ricerca sono stati presentati il 4 maggio 2021 a Roma alla presenza di Giovanni Malagò, Presidente del CONI, e di Claudio De Conto, Amministratore Delegato di Chicco (del Gruppo Artsana).
Lo studio è stato condotto su 55 atlete olimpiche che hanno avuto figli durante la carriera agonistica e ha dimostrato che le atlete possono continuare ad allenarsi in gravidanza svolgendo attività sportiva, sotto la supervisione di professionisti, in tutta sicurezza, ritornando poi ad allenarsi e alle gare ad alto livello.

SPORT E GRAVIDANZA: VIA LIBERA ALLE MAMME ATLETE

Giovanni Malagò, Presidente del CONI, ha sottolineato: “Siamo impegnati in molte iniziative legate alla dual career, ma in questo caso il concetto viene anticipato, con la finalità di sostenere la mamma atleta attraverso la conoscenza delle storie di chi ha avuto figli ed è tornata protagonista a livello agonistico. Gli elementi e i dati forniti da questo studio possono contribuire ad accompagnare le donne nel percorso, supportandone l’azione”.
Gli fa eco Claudio De Conto, Amministratore Delegato di Gruppo Artsana:”Partiamo dall’esempio delle atlete per dare un messaggio positivo a tutte le donne: i loro obiettivi professionali e personali non sono e non devono essere incompatibili con la maternità. Ciascuno di noi può fare la propria parte affinché le donne non si trovino più di fronte a una scelta tra atleta o mamma, perché un’atleta può essere anche mamma

SPORT E GRAVIDANZA: I NUMERI DELLO STUDIO

Ha lavorato allo studio un team di esperti composto da 3 medici dello sport un ginecologo, due preparatori atletici e un analista statistico (prof.ssa Diana Bianchedi, dott.ssa Erica lemme, Dott.sa Adele de Matti, prof.ssa Giovanna Testa, Cristian Borrazzo, Luca Bonaguidi, Annalisa Coltorti).
Sono state incluse nello studio 55 atlete della squadra nazionale olimpica con età media al concepimento di 31.0 +/- 4.3 anni (19-41).
I neonati alla nascita presentavano un valore medio di Apgar di 9.8, un peso di 3,2 kg di media e la lunghezza di 51 cm. La media dei giorni di ricovero della madre è stato pari a 3, e le nuove mamme hanno allattato al seno i propri figli per il 90% dei casi.
Le atlete sono tornate all’attività agonistica in media dopo 7 mesi dalla nascita del bambino, con la prima competizione in media a un anno dal parto. Il 50,6% delle atlete è tornato alle competizioni di livello internazionale. Il 40% delle atlete è tornata sul podio. Il 30% delle atlete ha vinto una medaglia d’oro.

SPORT E GRAVIDANZA: CONCLUSIONI DELLO STUDIO

Lo studio dimostra che le atlete possono continuare ad allenarsi in sicurezza in gravidanza e dopo il parto con una ripresa graduale se seguite in tutto il percorso.
Molte atlete dopo una gravidanza e con allenamenti studiati e dedicati non solo hanno raggiunto lo stesso livello ma spesso hanno migliorato le loro prestazioni.
Lo studio dimostra, inoltre, che la scelta consapevole di una gravidanza deve essere tutelata sotto tutti i punti di vista e l’attività sportiva, sia che si tratti di un atleta che di una donna non atleta, in assenza di patologie, deve essere considerata come uno strumento utile per la tutela della salute della mamma e del neonato.
La vita attiva/ allenamento durante e dopo la gravidanza, in sicurezza e con il supporto di persone competenti e indicazioni specifiche significa maggior salute tanto per il bambino quanto per la mamma, quindi più forza per tornare alla professione, non solo quella dell’atleta.

dilei.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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