Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Sport dilettantistico (non solo calcio): cosa prevede il Dpcm

Negli ultimi giorni, a causa dell’impennata di contagi da coronavirus, il governo e alcune Regioni hanno varato provvedimenti che riguardano anche il mondo dello sport dilettantistico e giovanile. Le nuove norme — che hanno suscitato numerose reazioni: dalla protesta del presidente della Lega Dilettanti si lamenta, all’esultanza del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, soddisfatto perché le palestre e le piscine per ora restano aperte — hanno lasciato qualche margine di confusione. Ecco, dunque, una spiegazione delle nuove regole.

Sport dilettantistico

Cominciamo dallo sport dilettantistico. Nel mare magnum delle società dilettantistiche è infatti utile fare un po’ di chiarezza perché non tutte vengono trattate allo stesso modo.

Mentre per gli sport individuali dove non c’è contatto con l’avversario (tennis, golf, ecc…) finora non ci sono problemi, per quelli individuali e di squadra che prevedono un contatto ci sono dei cambiamenti.

I dilettanti che praticano uno sport di contatto (come calcio, basket, rugby ecc…, la lista completa la potete trovare qui) a livello nazionale e regionale, potranno infatti continuare ad allenarsi e a giocare. E quindi anche il calcio femminile, inclusa la serie A, porterà avanti i suoi campionati.

Ma dal livello «provinciale» in giù ci si potrà solo allenare individualmente mantenendo il distanziamento e non si potranno disputare gare o partite. Spiega Spadafora: «Proseguono partite e gare sportive dilettantistiche a livello regionale e nazionale, mentre per il livello provinciale, società, associazioni sportive ed enti di promozione proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra, ma in forma individuale, come le squadre di Serie A all’inizio della fase due». Quindi è lo stesso Ministro ad aggiungere: «Per fare un esempio: la squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite. Nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati».

Gli fa eco Cosimo Sibilia, numero uno della Lega Dilettanti, che osserva: «Chiudere il calcio dilettantistico sarebbe stato come fargli il funerale, ma impedire le competizioni a bambini e ragazzi equivale a creare un forte squilibrio fra una società organizzata e una disorganizzata. Le società in estate hanno fatto mutui per adeguare le strutture ai protocolli, per sanificare e garantire il rispetto degli standard di sicurezza. Se avessimo chiuso non avremmo più riaperto».

Lo sport dilettantistico in Lombardia

Quella descritta qui sopra è la norma nazionale: come prevede il governo, le Regioni possono però emendare in senso restrittivo quanto previsto dall’esecutivo nei suoi vari Dpcm. In Lombardia, con un’ordinanza del 16 ottobre (con validità per ora fino al prossimo 6 novembre) il governatore Attilio Fontana prevede che siano «sospese tutte le gare, le competizioni e le altre attività, anche di allenamento, degli sport di contatto, svolti a livello regionale o locale sia agonistico che di base dalle associazioni e società dilettantistiche».

Quindi il derby di Milano di calcio femminile si può giocare in Lombardia perché Milan e Inter sono società professionistiche anche se le atlete donne sono formalmente dilettanti. Gli altri incontri tra dilettanti no.

Assai critico sull’ordinanza lombarda Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico Sportiva: «Il Covid non si prende durante lo sport, casomai prima o dopo. Occorrono comportamenti virtuosi come quelli necessari per tutti i cittadini. Diverso è il caso del calcio professionistico dove serve un protocollo più serrato». E ancora: «Un conto è chiudere gli allenamenti dilettantistici per chi termina il lavoro e va a giocare in terza categoria. Ma la scuola e il movimento giovanile non si possono chiudere. Anche l’organizzazione mondiale della Sanità denuncia danni mentali e psicologici, insonnia e ansia che patiscono i ragazzi senza lo sport. E noi proibiamo ai ragazzi la possibilità di allenarsi all’aperto. Non bisogna essere troppo liberali né troppo ristretti ma nel mondo giovanile dobbiamo favorire l’attività sportiva all’aperto, non limitarla».

Calcetto e sport amatoriale

Se lo sport dilettantistico è stato in parte salvato dall’emergenza Covid, non altrettanto si può dire del cosiddetto sport amatoriale (la classica partita di calcetto tra amici per intenderci) che è stato praticamente azzerato almeno per quanto riguarda i cosiddetti sport di contatto (vedi sopra).

Nel nuovo Dpcm firmato il 18 ottobre dal Premier Conte il calcio, il calcetto, il basket e ogni sport di contatto a livello amatoriale continuano ad esistere solo in linea teorica in quanto il decreto dice che: «Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale». Niente partite a calcetto, al limite è possibile fare a casa o al parco esercizio fisico che sia propedeutico a questi sport di squadra, purché si resti sempre da soli.

Scuola e attività sportive di base

E a scuola? Cosa potranno fare i ragazzi e le ragazze durante le ore di educazione fisica, o per i più piccoli nei momenti di ricreazione all’interno delle strutture scolastiche?

Anche qui vige la regola del distanziamento e dell’attività individuale , che in molti casi, mancando spazio e strutture, potrebbe portare alla fine dello sport a scuola. Sottolinea infatti il decreto che le scuole e le attività di avviamento allo sport «sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni». Se poi scatterà la didattica a distanza non resteranno nemmeno quelle.

Sport professionistico

E lo sport professionistico? Nulla cambia, per ora. La Serie A, ad esempio, prosegue, pur fra mille difficoltà e mille tamponi positivi. Anche per la pressione delle tv, che chiedono la regolare disputa delle gare (come mostra il caso di Udinese-Parma, non rinviata neppure di un giorno pur dopo la scoperta di sette contagiati fra gli emiliani).

19 ottobre 2020 (modifica il 19 ottobre 2020 | 17:14)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *