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“Sport da sfogliare”: quarto appuntamento con la rubrica con Bruno Ialuna


Altro giro, altra puntata della rubrica “Sport da sfogliare”: ecco i quattro nuovi libri consigliati da Bruno Ialuna

Ultima puntata della seguitissima rubrica di libri “Sport da sfogliare” con i consigli di Bruno Ialuna per mettere sotto l’albero delle belle storie di sport. Storie per scaldare il cuore nei giorni di queste anomale feste, storie per allenare almeno lo spirito da sportivi in attesa che l’anno nuovo porti l’agognata ripartenza dei giochi per tutti. Storie da sfogliare perchè “leggere significa volersi bene – diceva Sergio Zavoli – saperne di più, aprirsi un orizzonte più vasto, affinare il senso critico”. Eccezionalmente per “The Last Dance” dell’appuntamento settimanale col nostro coach Carter, sono quattro i libri proposti. Con l’omaggio a due poeti dello sport, in campo e con un taccuino in mano, che hanno dato il senso alla parola passione sportiva e che il 2020 maledetto ci ha portato via.

  1. Bisogna saper perdere – (Giorgio Barbareschi, Ultra, 160 pagine)

Un libro sull’altra metà dello sport. Si parla sempre di chi vince, invece qui ci sono le 10 sconfitte più incredibili, epiche e devastanti nella storia dello sport. Come quella di Poulidor, eterno secondo del ciclismo francese. Non ha mai indossato la maglia gialla eppure lo conoscono tutti, in Francia è una specie di mito. Poi c’è Luz Long, il saltatore rivale che divenne amico di Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino 1936. Un’amicizia invisa al regime hitleriano che infrangeva la propaganda, anche in ambito sportivo, del mito della razza aria. Spesso si considera il secondo come il primo degli sconfitti, ma non è così. Se ti alleni 4 anni per andare alle Olimpiadi e perdi l’oro per qualche centesimo, vuol dire che non sei bravo?

  1. Non gioco più, me ne vado. Gregari e campioni, coppe e bidoni – (Gianni Mura, Il Saggiatore, 498 pagine)

E’ una raccolta (uscita nel 2013) di alcuni tra i tantissimi articoli di Gianni Mura, icona del giornalisimo sportivo. Dove si entra dentro al Tour de France attraverso il contorno che c’è alla corsa, o dentro una sfida sportiva parlando di tutto quello che muove anche fuori dal campo. Un libro per chi ama scrivere, raccontare lo sport che aiuta a scrivere. Per me dovrebbe essere letto nelle scuole di giornalismo. Il punto è: non conta solo dare le notizie, ma come le dai.

3. Dream Team – (Jack McCallum, Sperling & Kupfer, 368 pagine)

E’ la storia della più grande squadra di tutti i tempi, quella che ha cambiato il basket mondiale. Una specie di evento unico, perchè quando può ricapitare che gli 11 giocatori più forti del mondo, giocano tutti insieme per un intero torneo. Qui c’è la storia di come il Dream Team di Magic Johnson, Michael Jordan, Larry Bird, Charles Barkley, Scottie Pippen arriva alle gare olimpiche di Barcellona ’92. Si parla di quella che Federico Buffa (che scrive la prefazione) definisce la più grande partita di basket della storia, un’amichevole 6 contro 6 a Montecarlo, dove loro avevano la casa base e da cui raggiungevano Barcellona per le partite. Si dice che avevano scommesso gran soldi tra loro e che se ne dettero di santa ragione. Peccato che quasi nessuno l’abbia vista. Il concetto di “Dream Team”, usato e abusato in ogni settore, nasce con quella squadra. Il libro giusto per i ragazzi che hanno la maglietta di Jordan e non ne conoscono la storia.

4 – Un italiano di nome Kobe Il nostro amico Bryant – (Andrea Barocci, Absolutely Free, 225 pagine)

Il libro per me più bello sul più famoso pistoiese d’adozione, Kobe Bryant. Parla del Kobe bambino, adolescente in Italia. La parte di giocatore Nba è lasciata in secondo piano. Si parla degli anni di Cireglio, di come ne parlava lui alle figlie, come una vita che loro nella gigantesca Los Angeles non avrebbero mai potuto fare. Di come non appena tornava a casa da scuola, andava con gli amici al campino e i genitori lo rivedevano solo dopo cena. E di quella partita con i grandi a Montecatini, a me particolarmente cara. Si parla di lui a Rieti, Reggio Calabria e Reggio Emilia. Uscito nel 2015, in questo libro c’è lui veramente. Leggendolo ci ricordiamo come mai, ci manca così tanto.  

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Fonte: pistoiasport.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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