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Sport: da divertimento a industria multi miliardaria

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Sport: da divertimento a industria multi miliardaria. Com’ècambiato negli ultimi due secoli.

 Fin dall’antichità, lo sport e le competizioni sportive erano un modo per svagarsi o mettere in mostra le proprie capacità fisiche. Solo negli ultimi secoli lo sport si è rapidamente trasformato in un’industria dell’intrattenimento atta a creare introiti multi miliardari in ogni parte del pianeta.

La nascita delle competizioni sportive regolamentate

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 Con l’arrivo della rivoluzione scientifica nell’Europa del diciannovesimo secolo, aumentò la voglia e il tempo per le persone, soprattutto quelle benestanti, di divertirsi e trovare nuovi modi per passare le giornate. Nacque anche una nuova moda, quella di prestare attenzione al proprio corpo e alla propria forma fisica e, proprio per questo, fu coniato il termine sport. L’etimologia della parola deriva dal francese “desport” che significava appunto divertimento.

Le prime competizioni sportive intese come tali hanno origine in Inghilterra attorno alla metà del diciannovesimo secolo, epoca in cui si iniziò a porre enfasi su regole e requisiti degli sport più popolari del momento. Iniziano così a venire stesi i primi regolamenti per calcio, atletica, nuoto, ippica, rugby e pugilato, tutte discipline esistite da millenni senza mai venire ufficializzate per iscritto.

Molta enfasi fu posta sulla scelta della durata delle competizioni, le dimensioni degli spazi di gioco e i requisiti per i partecipanti. Lo sport in quel momento rispecchiava il cambiamento tecnologico, sociale e ideologico diventando simbolo di una riscoperta razionalità scientifica e della standardizzazione del lavoro.

Da passatempo a metodo educativo

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 Una volta regolamentato, lo sport iniziò ad entrare a far parte dell’educazione dei giovani inglesi poiché i rettori dei college lo vedevano come un ottimo veicolo d’istruzione, disciplina e moralità.

La Francia seguì a ruota i colleghi di oltremanica con il politico de Coubertin, il quale spinse per adottare velocemente il modello sportivo ed educativo inglese.

Le prime competizioni moderne.

Nel 1896, si disputò ad Atene la prima Olimpiade moderna che segnò il passaggio definitivo per lo sport da passatempo a vero e proprio mestiere oltre che ad intrattenimento per il pubblico.

Nello stesso anno in Italia viene fondata la Gazzetta dello Sport e inizia a nascere un giro di scommesse sportive che continuerà a crescere di continuo fino ai giorni nostri, dove il dilagare del gioco online darà vita a piattaforme di gioco, come ad esempio Codere, azienda sulla quale potrete trovare maggiori informazioni visitando questa pagina Wiki, tramite le quali è possibile puntare su qualunque disciplina immaginabile.

Dopo solo due anni, nel 1898, viene disputato a Torino il primo campionato nella storia del calcio, trofeo aggiudicatosi dal Genoa Cricket and Football Club. Si deve poi aspettare fino al 1909 per vedere la nascita del Giro d’Italia ed il 1910 per veder giocare la prima storica Nazionale Azzurra che debuttò a Milano contro la sua controparte Francese.

Lo sport si espande velocemente in tutta Europa con la nascita di associazioni sportive per ogni disciplina e, oltre ad aumentare il numero dei partecipanti, crescono sempre più gli spettatori e i tifosi. Sono questi gli anni in cui cambiano le condizioni di vita della maggior parte degli italiani che vedono aumentare i propri stipendi e allo stesso tempo ridurre gli orari di lavoro, lasciando spazio anche alla classe operaia di partecipare attivamente e passivamente alle discipline sportive.

Dal secondo dopoguerra ad oggi, lo sport si è trasformato da perfetto strumento per la propaganda dittatoriale a primo intrattenimento ed amore dei tifosi italiani che spendono sempre più tempo davanti alla televisione e allo stadio per seguire squadra e atleti del cuore. Attorno alle competizioni, si è sviluppata un’industria multi miliardaria che sfrutta la passione dei fan per produrre bilanci stratosferici grazie a contratti televisivi, sponsorizzazioni e scommesse.

Fonte: sardegnareporter.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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