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Spari a Finocchio: arrestata la madre del 20enne morto. Era ricercata per furti e rapine

Prima la morte del figlio di appena 20 anni, deceduto dopo essersi sparato un colpo di pistola alla nuca, poi l’arresto. Una giornata buia per una donna di 39 anni, nata nell’ex Jugoslavia, che dopo aver perso il giovane figlio si è vista mettere le manette ai polsi dovendo espiare una condanna di quasi 18 anni di carcere. 

A smascherarla sono stati i carabinieri della compagnia di Frascati, intervenuti nella mattinata di martedì in via Domanico a Finocchio, dove era stata segnalata l’esplosione di un corpo d’arma da fuoco. Una volta nella strada del VI municipio delle Torri i militari hanno trovato un 20enne privo di vita sotto un porticato, con una ferita d’arma da fuoco alla testa. 

Cominciate le indagini, con gli investigatori che pur non lasciando nulla al caso hanno battuto da subito la pista del gesto volontario da parte del giovane nato nel 2002 a Tivoli, un primo giallo era arrivato dall’arma usata per fare fuoco, fatta prima sparire dai familiari del ragazzo e poi ritrovata dai carabinieri. 

Ascoltati ed identificati i familiari del 20enne, residenti poco distanti dal luogo della tragedia, al momento dell’identificazione della madre del ragazzo qualcosa però non è tornato. La donna infatti, come appurato poi dall’autorità giudiziaria, ha infatti mostrato ai carabinieri un documento d’identità romeno, risultato poi falsificato. 

Accompagnata in caserma e sottoposta ai rilievi dattiloscopici è poi uscita la vera identità della donna, conosciuta in tutta Italia con diversi alias. Risultata essere nata nel 1983 in uno dei paesi dell’allora Jugoslavia, la 39enne è infatti risultata essere ricercata, dovendo espiare una pena di 17 anni ed 11 mesi di reclusione.

La donna infatti è stata giudicata colpevole dal tribunale di Roma di 21 furti e 3 rapine perpetrate in un arco temporale dal 2004 al 2019 in numerose città italiane. Ricercata da due anni, è stata quindi arrestata ed associata nella sezione femminile del carcere di Rebibbia. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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