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Spareggi, rischio big per l’Italia: come funziona il meccanismo

ROMA – Lasciamo stare il “drammatico” precedente del 1958. L’ultima volta che l’Italia ha cercato morbido a Belfast, undici anni fa, pure aveva il problema del centravanti. Cesare Prandelli, da poco ct, stava costruendo la sua Italia, non ancora affidata a Balotelli in attacco. Contro l’Irlanda del Nord (qualificazioni europee) toccò a Borriello scendere in campo (prima di Pazzini e Pepito Rossi), senza esito (0-0), uscendo subito dopo dal giro azzurro. Piuttosto che guardare indietro, meglio rendersi conto di quel che toccherebbe a Mancini, nel malagurato caso di un sorpasso svizzero, domani sera. L’eventuale secondo posto lo obbligherebbe agli spareggi per ottenere uno degli ultimi tre posti Uefa (13 totali) per il Qatar, assegnati tra il 24 e il 29 marzo 2022. A differenza di quanto accaduto nel 2017 però il meccanismo è cambiato, diventando più insidioso. Non più una sfida andata-ritorno con una sola avversaria ma un mini torneo a quattro con semifinale e finale.  

Il regolamento

I tre gruppi saranno formati nel sorteggio del prossimo 26 novembre a Zurigo, individuando prima sei teste di serie (che avranno il vantaggio di giocare la semifinale in casa) tra le dieci seconde dei gironi di qualificazione più Austria e Repubblica Ceca, legate alle wild card della Nations League. A quel punto si creerà per sorteggio il tabellone. Prima tirando a sorte le sei teste di serie, che a coppie formeranno i tre gironi (e dunque si potranno affrontare nell’eventuale finale, se vinceranno la loro prima sfida, con sede determinata per sorteggio). Una insidia in più, per le migliori seconde. Non è una annotazione da poco. Se dovesse toccare all’Italia non ci sarebbe da stare allegri dato che sulla strada del Qatar, dopo la prima avversaria sorteggiata di media caratura, ci sarebbe anche una big da battere, addirittura il Portogallo di CR7, se stasera la Serbia di Milenkovic-Savic e Vlahovic riuscisse a fare risultato, centrando il primo posto. In caso contrario sarebbero loro a entrare in bazzica.  La situazione è in evoluzione, anche se ormai mancano gli ultimi 90’ decisivi. La fotografia di questo rush finale che ci riguarda è piuttosto problematica. Ora come ora la testa di serie numero uno ipotizzabile è il Portogallo o Serbia. A seguire, come testa di serie 2, Italia o Svizzera. Vengono poi Svezia (3), Croazia (4), Polonia (5) e Galles (6). Attualmente da sorteggiare non come teste di serie sono Scozia, Finlandia, Turchia e Macedonia del Nord, più Austria e Repubblica Ceca. Il tabellone potrebbe cambiare, come detto, ma il meccanismo no. E dunque l’eventuale secondo posto azzurro sarebbe sì un paracadute ma da maneggiare con estrema cura.

Fonte: corrieredellosport.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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