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Sos dello sport barese alle scuole: «Aprite le palestre alle associazioni»

BARI – Il nuovo allarme Coronavirus rischia di cancellare anche l’attività sportiva di base. Il motivo? La persistente chiusura della maggior parte delle palestre scolastiche. Palazzo di città prova così a lanciare un’ancora di salvezza a società ed associazioni sportive, grazie all’interlocuzione con direttori di municipi e dirigenti scolastici – ai quali è indirizzato un appello – al fine dell’apertura degli impianti annessi agli istituti, che ormai da anni rappresentano la casa di molte discipline sportive in città, dal minibasket al minivolley, passando per scherma, judo, karate e ginnastica, senza dimenticare i tanti allenamenti delle attività agonistiche giovanili.

Al Comune è stata quindi istituita una sorta di task force guidata dal direttore generale Davide Pellegrino, con gli assessori Pietro Petruzzelli (Sport), Paola Romano (Istruzione) e il consigliere Marco Bronzini delegato del sindaco in materia di istruzione alla Città Metropolitana.
via libera Primo punto di caduta dell’attività svolta dal team sono i direttori dei municipi ai quali è stato dato l’input di concedere gli l’impianti sportivi alle associazioni – sempre in ossequio alle linee guida regionali in tema di prevenzione del contagio -, laddove i dirigenti scolastici abbiano dato il via libera all’utilizzo delle palestre stesse.
sensibilizzazione Secondo target, i dirigenti scolastici scettici o indecisi sul da farsi ai quali verrà inviata una lettera aperta, un appello a rivedere le proprie posizioni, chiedendo loro collaborazione e disponibilità. «Comprendo ii timori nell’aprire le porte delle scuole anche alle associazioni sportive, così come si è sempre fatto negli anni precedenti», afferma Petruzzelli. «Purtroppo, però, anche per le società sportive la pandemia ha portato notevoli danni sia dal punto di vista sportivo che economico, e la mancanza dell’utilizzo delle palestre scolastiche ha creato davvero una situazione drammatica, avendo perso risorse e spazi utili per allenamenti e attività di base, fondamentali soprattutto per sostenere i vivai, i quali, normalmente, alimentano il serbatoio per le squadre senior».
Quindi la richiesta di riaprire le palestre scolastiche anche alle associazioni sportive, prestando «da parte di tutti attenzione alle misure di sicurezza generali, in linea con gli indirizzi governativi e le ordinanze regionali in vigore, riguardanti in special modo la sanificazione, pulizia e aerazione degli ambienti, gli accessi controllati, i distanziamenti interpersonali e come sempre, il fornire informazione e comunicazione adeguata all’utenza».

«È un problema che coinvolge tutte le scuole dell’area metropolitana. Non a caso abbiamo temporeggiato proprio per mettere gli stessi istituti nelle migliori condizioni possibili per poter utilizzare le palestre e rispondere positivamente alle istanze delle associazioni», afferma Bronzini, che nelle prossime ore invierà una nota a tutti gli istituti del Barese.
responsabilità Sullo sfondo ovviamente c’è un problema di responsabilità da gestire: il ritorno a scuola è stato sancito con tutti i crismi nell’ottica della sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico, per cui l’apertura delle palestre potrebbe essere vista come un maggiore fattore di rischio relativamente alla possibilità di contagio. Proprio in quest’ottica sono state previste regole rigide, relativamente all’accesso delle strutture scolastiche: dall’ormai acclarato uso delle mascherine e dei dispenser di sapone agli ingressi contingentati (solo allenatore e atleti), fino alla rilevazione della temperatura e alla igienizzazione (ovvero una pulizia profonda) di palloni e attrezzi e soprattutto della palestra al termine di ogni giornata di attività. Il tutto al fine di non mettere a rischio la salute e lo svolgimento delle lezioni scolastiche.
buone prATICHE Così con l’uso di buone pratiche ed il sacrosanto rispetto delle regole si consentirebbe da un lato la pratica sportiva di migliaia di bambini e ragazzi, dall’altro si darebbe ossigeno vitale alle tante realtà sportive che pur non possedendo una struttura propria riescono a svolgere un’attività fondamentale per la crescita di ragazzi stessi e per lo sviluppo di quelle discipline sportive che non sono il calcio.

Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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