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Sopravvivere ai pollini e continuare a fare sport: i consigli per chi soffre di allergia

Con i cambiamenti climatici e le conseguenze sulla pollinazione non esiste più una sola stagione delle allergie, ma i tempi si allungano. Con terapie adeguate e poche semplici regole, però, non si deve interrompere l’attività fisica

Vera Martinella

Naso gocciolante, occhi arrossati, starnuti a raffica: l’arrivo della bella stagione è incubo per quasi un adulto su cinque (19,5%) e addirittura un under 30 su quattro, colpiti dall’allergia ai pollini. Anche se oggi è sempre più difficile parlare di primavera come “stagione delle allergie” perché il cambiamento climatico influenza decisamente anche il manifestarsi dei vari disturbi, arriva un momento in cui gli allergici soffrono l’aria aperta e, spesso, si credono costretti a rinunciare allo sport. Ma sbagliano.

cambi climatici e allergie

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“I mutamenti climatici hanno alterato i cicli delle stagioni e questo comporta conseguenguenze inevitabili sull’incidenza delle allergie – spiega Giorgio Walter Canonica, direttore del Centro di Medicina Personalizzata Asma e Allergologia all’Istituto Clinico Humanitas di Milano -. In pratica, le stagioni di pollinazione sono aumentate e risultano essere più precoci. Nello specifico, l’innalzamento delle temperature ha modificato il ciclo vitale delle piante, originando cambiamenti nella distribuzione e concentrazione degli allergeni e determinando un’anticipazione o prolungamento della stagione pollinica”. Uno studio sulla stagione della fioritura della parietaria (diffusa in tutta Italia) nel corso di un periodo di 23 anni ha evidenziato che la stagione della pollinazione di questa specie si è allungata di 90 giorni l’anno, ovvero tre mesi in più di quanto non succedesse precedentemente: un mutamento dovuto prevalentemente alle variazioni climatiche degli ultimi anni. 

curarsi con antistaminici e antiallergici

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Cosa possono fare, allora, gli allergici? “La prima buona norma è stare il più lontano possibile dalla causa dell’allergia, anche se non è sempre facile prevenire l’esposizione ai pollini” risponde Canonica. Si possono evitare, se si conoscono, i luoghi dove ci sono alte concentrazioni di piante che provocano i disturbi nella singola persona o preferire i campi (se il problema non è l’erba) dove ci sono pochi alberi. E poi esistono app e siti internet che forniscono previsioni su quando e dove determinati tipi di pollini si concentrano maggiormente, per cui si può orientare l’allenamento di conseguenza. Altra regola aurea: curarsi adeguatamente. I farmaci da banco o di automedicazione (contraddistinti dal bollino rosso che sorride sulla confezione, come ricorda ASSOSALUTE) possono rappresentare un alleato per alleviare i sintomi. “Antistaminici e antiallergici disponibili come spray nasali, colliri e compresse a cui si aggiungono anche decongestionanti nasali (da usare con cautela) sono efficaci e sicuri – ricorda Canonica -. Per quanto riguarda la rinite allergica, si può ricorrere ad antistaminici di seconda generazione, disponibili anche senza ricetta e, solo sotto prescrizione, a steroidi nasali e a farmaci a base di antileucotrieni o salbutamolo al bisogno, indicati anche per la terapia dell’asma pediatrica”.

farmacista e medico in aiuto

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Gli antistaminici di ultima generazione non rendono più i soggetti estremamente spossati, danno poca o nulla sonnelnza e agiscono generalmente per 24 ore, in modo che una compressa sia sufficiente per un’intera giornata. Chiedere consiglio al farmacista può aiutare a scegliere, fra i tanti prodotti medicinali, quello più indicato al singolo caso. Soprattutto per gli atleti che vogliono fare agonismo o quando i sintomi si fanno pesanti, poi, è bene consultare un dottore. “Poiché i pazienti non sono tutti uguali e la gravità della sintomatologia può presentarsi in maniera differente – sottolinea Canonica -, accanto a queste prime soluzioni di automedicazione si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante o al proprio allergologo di fiducia per verificare la sintomatologia e se bisogna raccomandare una cura personalizzata”.

fare sport

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Per le gocce nasali e oculari, invece, l’ideale è istillarle poco prima di iniziare l’attività sportiva, perché hanno un’efficacia relativamente rapida. Meglio, poi, allenarsi nelle ore del giorno a più bassa concentrazione di pollini: in città ad esempio ciò avviene soprattutto al mattino tra le 6 e le 8, in campagna invece solo la sera a partire dalle 19. Ed è bene sapere che l’inquinamento peggiora le cose: i pollini presenti nell’aria inquinata, infatti, spesso causano episodi di dispnea, soprattutto nei soggetti asmatici. Infine, soprattutto se gli occhi prudono e sono particolarmente sensibili, un paio di occhiali con protezione laterale può essere di grande aiuto.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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