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Solidarietà di due assessori a Pallavicini: «Che vergogna Carlo, chi credono di prendere in giro questi pm?»

Poco dopo la decisione del Tribunale del Riesame circa le misure cautelari dei sei sindacalisti di Si Cobas e Usb indagati nella maxi inchiesta della procura, un esponente del Si Cobas, Carlo Pallavicini, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un lungo post del quale riportiamo alcuni stralci che riguardano la solidarietà che gli è pervenuta in queste settimane. Da quanto si legge sarebbero due gli assessori della giunta Tarasconi e sette consiglieri che hanno espresso vicinanza per quanto sta affrontando in queste settimane.

«“Che vergogna Carlo, a Piacenza vi conoscono tutti per quello che fate, chi credono di prendere in giro questi pm? Forza, sei un ragazzo forte e tutta la città è con te”. Questo è un assessore della giunta Tarasconi. Colgo l’occasione per ringraziarlo, lui come l’altra assessora che mi ha fatto pervenire messaggi simili e come anche i sette consiglieri comunali (sei di maggioranza e uno addirittura dell’opposizione!) che ci hanno tenuto a manifestare a me e al sindacato la loro vicinanza. Leggo ancora qualcuno dei loro messaggi, perché sono davvero esplicativi di come la città, anche quella che con le nostre lotte centra poco, sia ormai consapevole della totale mala fede e della malvagità di chi ci perseguita: “se voi siete un’associazione a delinquere perché fate scioperi, cosa sono le cooperative che spariscono con i contributi o i confederali che non muovono un dito? Ma questi giudici hanno preso i piacentini per scemi?”. O ancora un ex Presidente del Consiglio Comunale (tranquilli, non è Caruso): “siamo al ribaltamento della logica: prendono le testimonianze dei mafiosi per accusarvi di associazione a delinquere!”.»

«Spero  – scrive Pallavicini – avrò modo di ringraziarvi presto uno a uno. Così come ringrazio i tanti iscritti CGIL che mi hanno scritto, sconcertati dall’atteggiamento dei loro dirigenti. Attenzione: non sto parlando della minoranza interna, che è uscita subito con un documento di solidarietà, ma proprio di iscritti normali, facenti parte della maggioranza. Fra questi ci sono anche due persone che lavorano, stipendiate, proprio alla CGIL di Piacenza, una delle quali ha scritto anche un bell’articolo per il Manifesto sotto pseudonimo per paura di ritorsioni».

«Vi ringrazio infinitamente, anche se  – dice – invito voi, tanto quanto gli esponenti di giunta e consiglio, ad uscire allo scoperto per poter contribuire a porre fine a questa mondezza. Umanamente apprezzo al vostra stima e vicinanza, ma di fronte ad un attacco così sfacciato alle libertà costituzionali credo sia giunta l’ora di metterci la faccia, anche a costo di vivervi delle polemiche interne. E’ la strada per la verità e la giustizia, una strada che non è mai in discesa!».

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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