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Smog e temperature elevate aumentano il rischio di mortalità tra i romani

Caldo e smog rischiano di incidere in maniera significativa sulle aspettative di vita dei romani. E’ quanto emerso in uno studio condotto da Enea. 

La crescita di decessi per il 2050

La ricerca ha analizzato il rischio mortalità nel 2050 per le due principali città italiane. Rispetto ad oggi, nella Capitale, crescerebbe dell’8% contro il 6% di Milano. Un aumento che è stata messo in relazione dalla combinazione di temperature crescenti, dovute al cambiamento climatico, e della concentrazione di inquinanti nell’aria, come l’ozono e il PM10.

“Per il nostro studio – si legge nella nota pubblicata dai ricercatori Enea – abbiamo selezionato Roma e Milano per la popolosità e per le differenti condizioni climatiche, socioeconomiche e di inquinamento. Condizioni che possono avere un impatto significativo sulla salute e sul rischio di mortalità. Infatti, il particolato atmosferico è riconosciuto come agente cancerogeno e rappresenta la prima causa ambientale di mortalità”.

I soggetti più a rischio

Sempre secondo la ricerca Enea, nei prossimi decenni la città di Roma potrebbe raggiungere i 591 decessi l’anno durante i mesi estivi (l’8% in più rispetto ai decenni precedenti) a causa delle alte temperature e di una concentrazione di ozono troposferico (O3) al di sopra del valore limite per il danno alla salute umana (70 microgrammi/metro cubo). 

A pagare soprattutto le conseguenze di questo mix, dato da smog e temperature elevate, sarebbero soprattutto i soggetti più vulnerabili, a partire dagli over 85. In generale, determina un’ampia gamma di effetti sulla salute che vanno dallo stress da caldo/freddo, colpi di calore e disidratazione, all’insorgenza o il peggioramento di patologie respiratorie e cardiovascolari. Lo studio ha fatto anche una stima di quanti potrebbero essere il  numero di decessi, a Roma, dovuti alle temperature più alte (principalmente in estate). Tra gli over 85 nel 2050 è i decessi potrebbero riguardare 312 casi su 1.398 annuali (+22%). 

Per condurre questo studio il team ENEA ha messo a punto un modello di calcolo che integra simulazioni climatiche e di qualità dell’aria (FARM) a livello regionale con una risoluzione spaziale di 20 km2. Si tratta di un dettaglio spaziale molto elevato che ha permesso di valutare realisticamente la mortalità a livello di area metropolitana in Italia, attraverso modelli statistici di epidemiologia ambientale utilizzati dai ricercatori ENEA. L’Agenzia, infatti, possiede storicamente competenze di eccellenza sui modelli di cambiamento climatico, di dispersione degli inquinanti in atmosfera e di epidemiologia ambientale e, da alcuni anni, questi tre strumenti modellistici sono utilizzati in integrazione crescente per l’analisi e la valutazione degli impatti sulla salute umana e sugli ecosistemi, come dimostra anche questo studio.

“Abbiamo così ottenuto una migliore comprensione degli effetti combinati del clima e dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana al 2050, utilizzando come riferimenti due scenari IPCC che presuppongono, entro il 2100, un aumento della temperatura media globale che oscilla tra 0,4 e 0,8 °C nello scenario più ‘sostenibile’  e 3,3 – 4,9 °C nello scenario meno sostenibile di business as usual ”, ha spiegato Melania Michetti, ricercatrice ENEA della divisione Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali.

“Oltre al miglioramento della definizione spaziale, abbiamo compiuto un ulteriore avanzamento con l’analisi degli effetti ritardati sulla salute umana per ciascuna città e per variabile di esposizione, ossia temperatura, ozono e particolato. Un punto di forza del modello, con cui è stato possibile calcolare fino a quanti giorni dopo il verificarsi di un evento meteoclimatico o di inquinamento la popolazione esposta ne subisce le conseguenze – ha commentato la ricercatrice di Enea – Per entrambe le città il risultato è fino a 20 giorni per la temperatura e fino a 3 giorni per ozono e PM10”.

Come ridurre rischio mortalità

Cosa fare? I risultati dello studio evidenziano “l’urgente necessità di adottare politiche più rigorose e integrate in materia di qualità dell’aria e contrasto al cambiamento climatico – spiega Enea- con il contenimento dell’aumento della temperatura media globale al di sotto di 1,5 gradi entro il 2100, che permetterebbero di ridurre il numero di decessi di 8 volte a Roma e di 1,4 volte a Milano rispetto al periodo 2004-2015”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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