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Simula un omicidio e si rifugia a Medjugorje per fuggire dai debiti: trovato su un gommone al largo di…

Davide Pecorelli, 45enne titolare di un albergo e alcuni parrucchieri tra Umbria e Toscana, era scomparso da gennaio. La sua auto era stata trovata carbonizzata nelle campagne albanesi, con all’interno resti umani e i suoi effetti personali. Identificato in mare aperto, sentito dalla procura di Perugia, si è giustificato dicendo di essere “rovinato”, “travolto dai problemi economici”. È indagato per sostituzione di persona e simulazione di reato

Ha simulato la propria morte incendiando un’auto nelle campagne dell’Albania e facendo perdere le tracce per quasi nove mesi. Domenica lo hanno trovato vivo e vegeto su un gommone, nel mar Tirreno, mentre dall’isola del Giglio tentava con difficoltà di spostarsi a Montecristo. E adesso racconta che per tutto questo tempo è stato a Medjugorje, in una comunità di preti, perché “rovinato”, “travolto dai problemi economici”. Ha del romanzesco la storia di Davide Pecorelli, 45 anni, imprenditore titolare di un albergo e alcuni negozi di parrucchiere tra l’Umbria e la Toscana. Lo scorso 6 gennaio era scomparso in Albania, dove si era recato per lavoro: la Skoda Fabia che aveva noleggiato all’aeroporto, nei giorni successivi, era stata trovata carbonizzata nella zona di Puke, a nord di Tirana. Sulla vicenda aveva aperto un fascicolo – per omicidio volontario e traffico di droga – anche la procura di Perugia, dove oggi Pecorelli è comparso per essere sentito a sommarie informazioni dal procuratore capo Raffaele Cantone e dall’aggiunto Giuseppe Petrazzini.

A quanto riferisce la Nazione, però, anche lui si è trasformato in indagato: per sostituzione di persona – ha alloggiato in un bed & breakfast e noleggiato il gommone al Giglio sotto falsa identità – e anche per la simulazione di reato commessa in Albania, in cui Pecorelli sistemò nella carcassa della macchina resti ossei e i propri effetti personali per avvalorare la tesi dell’omicidio. Ai pm ha detto di aver deciso di scomparire perché assediato dai debiti, e di aver avuto in programma di tornare a casa in ottobre. “I miei familiari non sapevano dove fossi e il motivo della scomparsa non era certamente incassare il premio dell’assicurazione“, ha spiegato ai cronisti . L’imprevisto, però, si è materializzato durante quella gita via mare verso Montecristo, dove Pecorelli a quanto pare cercava per davvero il tesoro nascosto. Le difficoltà ad attraccare (sulla piccola isola l’approdo via nave è adirittura vietato), il soccorso dei Carabinieri forestali, l’identificazione. E la parola fine su una fuga romanzesca.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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