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Silvia Avallone: “L’amicizia ha un ruolo centrale nella costruzione delle nostre identità”

INCIPIT – La scrittrice torna in libreria con un romanzo che ha per protagoniste due ragazze agli antipodi. E a Sky TG24 racconta: “Spesso questi legami, così forti al liceo e all’università, si spezzano quasi a indicare che ci voglia un tradimento per diventare adulti”

“Come tanti della mia generazione, anch’io sono cresciuta nel mito dell’invisibilità e del segreto. Fino a venti anni fa nessuno si sarebbe interrotto mentre stava vivendo per scattarsi una foto e per pubblicarla. Anzi, non essere rintracciabile era un valore. Poi, pian piano, sono arrivati il web, i primi cellulari fino ai social di oggi che hanno stravolto questa concezione, proponendo un virulento protagonismo dell’immagine. Ecco, nel romanzo ho sentito l’esigenza di fare i conti con questo radicale mutamento che ha coinvolto tutti noi”. Così Silvia Avallone racconta a Sky TG24 come è nata “Un’amicizia”, il suo ultimo romanzo pubblicato da Rizzoli.

“La letteratura resta il luogo della verità di ciò che senti”

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Le protagoniste si chiamano Elisa e Beatrice,  “due ragazze agli antipodi – racconta Avallone  a Incipit, la rubrica di libri di Sky TG24 – La prima con una passione per il demone della parola scritta e per l’invisibile che contiene; la seconda attratta dall’immagine e da tutto ciò che mostra”.

“Sui social tutti noi –  dice la scrittrice – siamo invitati a esibirici quasi con violenza in una felicità che fa a gara con le felicità altrui e in una visibilità ostentata che non mostra ciò che di solito le parole e i romanzi raccontano, e cioè che le nostre vite sono piene di fragilità, di crepe e di momenti complessi. Per questo amo la parola scritta: perché ci fa provare comprensione, solidarietà, addirittura affetto, per un personaggio. Per me, in fondo, la letteratura e il romanzo restano il luogo della verità di ciò che senti, facendo i conti con te stesso mentre ti affacci sulla storia di un altro”.

“Per diventare adulti serve un tradimento”

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Il romanzo di Avallone racconta anche quell’ingombrante e scioccante processo di trasformazione che è l’adolescenza. “In quegli anni – dice Avallone –  l’amicizia gioca un ruolo fondamentale nella costruzione delle nostre identità, diventando un enorme laboratorio etico di chi potresti essere e di chi vorresti diventare. E ciò cementa delle relazioni che per me, da narratrice, sono molto più interessanti dell’amore, specie se analizzate da una prospettiva adulta. Spesso infatti queste amicizie, così forti al liceo e all’università, si spezzano, quasi che ci voglia un altro tradimento per diventare adulti”.

tg24.sky.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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