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Siccità, la regione ha proclamato lo stato di calamità naturale

Negli ultimi mesi a Roma ha piovuto pochissimo. Anche tre volte in meno rispetto alla media degli ultimi sedici anni. La situazione è critica. Lo è al punto tale da aver spinto la regione a prendere un provvedimento emergenziale. A darne notizia è stato lo stesso governatore del Lazio, durante un evento che era in corso a Civitavecchia .  

Lo stato di calamità

“Lo stato di calamità servirà ad adottare immediatamente le prime misure- ha spiegato il governatore- a invitare i sindaci alle prime misure di contenimento perché ovviamente dobbiamo prepararci a una situazione che sarà molto critica e dovrà basarsi sul risparmio idrico in tutte le attività, a partire dai consumi familiari, e anche alla ricerca di forme di approvvigionamento e di presenza vicino alle amministrazioni comunali”.

Regione, comune, Consorzio di bonifica e Autorità di bacino del Tevere, il 21 giugno hanno previsto di attivare l’osservatorio straordinario per affrontare il tema dell’emergenza idrica. Un appuntamento pensato anche per ragionare sulle misure che, l’assenza delle piogge, potrebbero rendere necessarie. A partire dai razionamenti nell’approvvigionamento idrico delle fontane e, limitatamente alle ore notturne, di alcune zone delle città. Si tratta di provvedimenti che vanno in una direzione chiara, che è quella che porta ad evitare gli sprechi.

Il primo step

“Lo stato di calamità naturale è il primo step e, monitorando la situazione con le prefetture, Acea e gli altri attori interessati, vedremo quali altri step successivi serviranno. Per ora mi permetto di dire a tutti di fare a attenzione e di fare i conti con l’emergenza climatica che in questo significa risparmiare acqua” ha sottolineato il governatore del Lazio.

L’annuncio di Nicola Zingaretti ha già sortito un effetto concreto. Nel pomeriggio del 20 giugno è stata infatti convocata in prefettura una riunione straordinaria. L’appuntamento previsto a Palazzo Valentini è per affrontare la questione della crisi idrica e per valutare cosa fare, anche con la regione Lazio, sulla scorta dall’appena annunciato stato di calamità naturale. 

Il Tevere ed i laghi della regione

Una situazione che era nell’aria, causata dalle scarse precipitazioni che hanno portato il Tevere ad avere un metro d’acqua in meno della sua portata media stagionale. Problemi che, come segnalato dall’Anbi Lazio in questi giorni, non hanno riguardato nella regione solo il principale fiume visto che ad esempio, com’è stato segnalato dall’Anbi Lazio negli ultimi giorni, la situazione idrica è  definita “preoccupante” anche “ai Castelli Romani, dove i laghi sono ai minimi storici con deficit idrico quantificabile in 50 milioni di metri cubi”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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