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“Si scordi lo stipendio di Palazzo Chigi”: sui 5S la “bomba” Casalino

Tutto come previsto: finito il tour dei salotti televisivi, per parlare della sua fatica editoriale, Rocco Casalino rientra alla Camera, a libro paga del gruppo del Movimento 5 Stelle. Magari nell’attesa di fare il salto ulteriore, quello dell’elezione in Parlamento. Ma prima delle prospettive futuribili, occorre pensare all’oggi. Casalino rientra a Montecitorio per due ragioni: avere uno stipendio e dettare il verbo di Giuseppe Conte nelle Aule. Del resto l’ex avvocato del popolo ha chiesto al reggente Vito Crimi la ricollocazione del suo consigliere numero uno anche per una sorta di tornaconto politico. Gli servono occhi e orecchie per sapere cosa circola nei corridoi del Palazzo. E la cosa non è priva di conseguenze. I mugugni si diffondono tra gli eletti grillini. “Finora Conte non ha detto cosa vuole fare del Movimento 5 Stelle, qual è il progetto che ha in testa, come sarà la struttura. Sta continuando a prendere tempo, insomma. Eppure, nel frattempo, fa tornare i suoi fedelissimi nello staff”, si lamenta un parlamentare.

Fastidi nello staff di comunicazione

Un certo fastidio sta scuotendo anche la struttura di comunicazione dei pentastellati a Montecitorio. Casalino non è tipo da restare in secondo piano e si mormora che voglia essere messo addirittura a capo della comunicazione, al posto di Andrea Cottone, ex portavoce di Alfonso Bonafede, subentrato a un fedelissimo di Casalino, Fabio Urgese. Ma su questo punto è pronto a scattare il fuoco di fila: l’attuale organizzazione non si tocca, perché è stata già rimodulata qualche mese fa. Il meccanismo è ormai rodato e lo stesso Cottone non deve essere spostato: almeno questo è il monito lanciato nelle sedi opportune. Secondo quanto apprende ilGiornale.it, dunque, “non c’è alcuna intenzione di sbarrare la strada all’assunzione di Casalino. Ma deve essere chiaro che lui si occuperà di Conte e non del lavoro dei deputati. Per questo lavoro esiste una struttura comunicativa già funzionante”.

Per la serie: su questo aspetto Casalino non deve mettere bocca, né pretendere ritocchi all’organico, inserendo suoi fedelissimi, altrimenti il clima si arroventa ancora di più. La mediazione è in corso e il punto di caduta, per evitare strappi, è stato messo sul tavolo: lui prende lo stipendio dal gruppo della Camera, ma lavora per il Conte, senza intaccare ulteriormente gli equilibri. La soluzione, però, deve essere avallata dal diretto interessato. Ed è tutto da vedere se è effettivamente disposto a farlo o punti a riprendere il pieno comando delle operazioni, rinverdendo i fasti della scorsa legislatura.

Ingaggio meno esoso

Un’altra fonte svela poi un aneddoto sui risvolti economici della vicenda: “Sapevamo tutti che sarebbe tornato. Casalino, per mesi, ha avuto un ufficio libero alla Camera, in previsione di una possibile caduta del governo e nel budget c’è stata sempre una voce dedicata all’eventuale rientro di chi lavorava con il governo. Tra cui Casalino”. Manco a dirlo, anche su questo aspetto soffia il vento dei malumori: l’ingaggio di Casalino è esoso e non vorrebbe rinunciarci a cuor leggero. Solo che bisogna fare i conti con i soldi in cassa. Le risorse ci sono. “Ma si deve scordare lo stipendio di Palazzo Chigi”, è la sentenza emessa in ambienti grillini. Insomma, con molta franchezza gli è stato recapitato il messaggio di abbassare le richieste economiche.

Insomma, il ritorno al Palazzo di Casalino non è proprio la migliore delle notizie per i 5 Stelle, dai parlamentari in giù. Anche perché c’è preoccupazione per i suoi personalismi. “In fondo vuole ritagliarsi un ruolo politico per il futuro, quello di una candidatura alle prossime Politiche”, racconta un deputato a ilGiornale.it, rilanciando una voce che circola da tempo. “Ma di mezzo c’è un lavoro di due anni da portare avanti, non possiamo pensare al destino di Rocco”, chiosa il parlamentare.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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