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Serie A: Milano a fatica con Pesaro, bene Sassari e Venezia

Nella 14ª giornata l’Olimpia rimonta e sorpassa nell’ultimo periodo con le triple di Datome. Brindisi vince in volata con Trento, colpo di Cremona a Brescia

REGGIO EMILIA- SASSARI 78-85 dts
Terza vittoria consecutiva per Sassari che supera Reggio Emilia dopo un tempo supplementare e blinda la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia. La squadra di Pozzecco si conferma con un super Bilan (22 punti, 14 rimbalzi e 30 di valutazione) e nella volata finale trova anche Spissu (12 e 5 assist). Alla Unahotels, condizionata dai falli (addirittura 31), non bastano Baldi Rossi (19 punti e 22 di valutazione) e Taylor (18 con 10 assist) e la tripla di Bostic che le regala il supplementare è l’anticamera della resa.
Martino parte con Taylor, Bonacini, Bostic, Baldi Rossi ed Elegar mentre Pozzecco risponde con Spissu, Gentile, Burnell, Bendzius e Bilan. I protagonisti del primo quarto sono Baldi Rossi e Burnell con 8 punti a testa, la partita è fluida e vibrante, le squadre si inseguono a suon di parziali ma si ritrovano poco distanti (23-21 per Reggio al 10’). La buona circolazione di palla non si traduce però in buone percentuali al tiro da tre (5/18 da per entrambe) e la gara si fa più spigolosa. Tecnico per proteste al presidente Sardara, mentre la Unahotels paga il conto alla sfortuna e perde Johnson per un problema ai flessori della gamba destra, ma va comunque al riposo sul +3 (37-34) condotta da Taylor (8 punti e 5 assist). Sassari reagisce martellando sotto canestro con Bilan e quando anche Gentile e Bendzius scaldano la mano il sorpasso è realtà (54-56 al 30’). A riportare la Unahotels avanti ci pensa il solito Taylor (63-61 al 36’). Qui però sale in cattedra Spissu che segna 7 punti in volata (63-68 al 38’) con la Unahotels che ha il merito di restare incollata (70-73 a 5” dalla fine) e grazie alla tripla di Bostic a fil di sirena, aggancia il supplementare. Reggio non ha più Candi ed Elegar (5 falli) e prova a resistere con Baldi Rossi (77-77 al 43’) ma prima Bendzius e poi Burnell regalano la vittoria alla Dinamo.
Reggio Emilia: Baldi Rossi 19, Taylor 18, Kyzlink 14, Bostic 13.
Sassari: Bilan 22, Burnell e Bendzius 15, Spissu 12.

TREVISO-VENEZIA 86-88
Il derby veneto è combattutissimo, ma alla fine la Reyer riesce a spuntarla. De Raffaele deve ringraziare Watt (15 punti), ma soprattutto un Tonut meraviglioso (27 più 7 assist), mentre molti dei veterani brillano solo a tratti. Rispetto ai lagunari, Treviso ha panchina cortissima, ma sopperisce con la fame di vittoria: impone ritmi altissimi e difesa aggressiva, lotta con ogni energia e solo all’ultimo deve rinunciare al sogno delle Final Eight di Coppa Italia. Come spesso accade, la squadra trevigiana inizia alla grande, grazie alla freschezza del proprio quintetto: difesa e canestri facili in contropiede valgono un piccolo break iniziale (11-6), ma Venezia ci impiega davvero un attimo a riportare a posto le cose. Tonut è super: mette la museruola a Logan e punta costantemente il canestro. Dopo 10’ è già a quota 13 e la Reyer comincia ad allungare (22-28), favorita anche dai primi cambi. L’ingresso di Chillo e Imbrò cambia l’intensità difensiva della squadra trevigiana, che ritorna completamente in partita con un parziale di 15-2 di puro cuore. Anche stavolta è Tonut a metterci una pezza, impattando con una tripla a quota 42 (18’). L’equilibrio dura fino all’intervallo (49-48), ma non solo: nonostante la Reyer aumenti la fisicità del proprio gioco, Treviso non intende mollare un centimetro, trascinata da un super Mekowulu. Al 27’ i ragazzi di coach Menetti conducono 62-59, poi toccano anche il +8 prima di chiudere il terzo quarto avanti 71-64. Nel momento peggiore, Venezia risorge: la difesa diventa implacabile, Treviso non vede più il canestro per lunghi minuti. Bramos, Daye e Stone, fino a quel momento irriconoscibili, firmano un 13-0 che rischia di uccidere il match (71-77 al 33’). Invece Logan e compagni non muoiono mai: nonostante gli errori dalla lunetta, rientrano e potrebbero addirittura puntare all’overtime. Venezia però difende alla grande e porta a casa i due punti.
Treviso: Mekowulu 18, Sokolowski 15, Russell 13, Logan 10.
Venezia: Tonut 27, Watt 15, Daye 11.

MILANO-PESARO 97-93

Rischia grosso l’Olimpia che, senza Hines, Delaney e Micov, risolve la sfida con Pesaro solo nel finale, 97-93, ed intasca la testa di serie n.1 nel tabellone della prossima Coppa Italia. È infatti Pesaro Prosciutto a fare da lepre per tutto il match con un superlativo Delfino ben spalleggiato da Filipovity e Cain. Sono Roll, Shields e Datome a firmare la rimonta con Rodriguez che sigilla il canestro decisivo. Fondamentale per i padroni di casa l’impatto di LeDay che tiene in partita l’Olimpia nei momenti più difficili del match. Partenza fredda per Milano che stecca qualche volta di troppo dall’arco, Pesaro avanti 8-4 dopo la tripla dall’angolo di Filipovity. Punter e Shields provano a dare la sveglia all’AX, LeDay impatta con una bella esecuzione, 8-8. Coach Repesa da subito spazio al neo arrivato Gerald Robinson che risponde con una buona iniziativa, Milano mette la freccia dalla lunetta, 13-10. Shields fa danni nell’area dei marchigiani con le sue penetrazioni, la Carpegna tiene grazie alle zampate di pura esperienza di Cain e Delfino, 18-16. Ancora il veterano argentino apre il fuoco in apertura di secondo periodo per la parità a quota 21 con Pesaro che non molla. Olimpia che fatica a trovare ritmo offensivo, marchigiani avanti grazie alla schiacciata di Zanotti servito dallo splendido assist di Justin Robinson, 23-25. Lievita sino a 8 il margine degli ospiti dopo i due liberi di Drell, si sblocca da tre con Rodriguez l’AX ma è sempre in fuga Pesaro dopo il botto dell’ex Filloy, 26-34 dopo due liberi di un ottimo Filipovity. LeDay spinge il tentativo di rimonta biancorosso, gli uomini di Repesa giocano con totale leggerezza, bomba di Justin Robinson per il più 9, 32-41. Arriva anche il vantaggio in doppia cifra della Carpegna dopo il 2+1 di Cain, l’ex Varese è reattivo anche nello sfruttare uno spazio regalato dalla difesa biancorossa, 34-46. LeDay è l’unico argine tra i padroni di casa che sono sotto canestro sulla sirena di Delfino, 39-49. Assai più aggressiva la versione dei padroni di casa dopo la pausa lunga, Rodriguez ispira, Shields e LeDay riportano la truppa di coach Messina a meno 4, 48-52. Lotta con ferocia il texano che, sempre in coppia con Shields, confezionano la parità, 52-52. Non mancano orgoglio e lucidità ai pesaresi che restano avanti con le scorribande di Gerald Robinson e Delfino, 54-66 dopo 10 punti filati del sempiterno ex Fortitudo. Sale il nervosismo in casa milanese con tecnico affibbiato a coach Messina, Pesaro spreca due volte la chance per volare a più 16, Datome da respiro all’Olimpia, 57-67. L’azzurro sfrutta la differenza di centimetri e tonnellaggio contro Gerald Robinson, Roll riporta vicina l’Olimpia ma è ancora lo stesso Robinson a tenere a più 8 gli ospiti alla penultima sirena, 64-72. Brani di zona ed il tandem Roll-Datome il cocktail vincente per Milano che ribalta la partita in meno di 2 minuti, 73-72. Parziale di 11-0 guidato da un inarrestabile Datome che stordisce gli uomini di coach Repesa che si aggrappano alle astuzie di Cain e dall’esplosività di Zanotti, 81-80. E’ una gara intensa ed emozionante con la Carpegna ancora aggrappata alla partita con la tripla di Filipovity, 87-85. Irreale Delfino che mette la freccia con una tripla da fuoriclasse, LeDay non sbaglia dalla linea della carità per il più 1, 89-88. La stoccata decisiva è il buzzer beater di Rodriguez, di Shields il libero della staffa che gela l’ultimo sprazzo di Justin Robinson, 97-93.
Milano: LeDay 24, Shields 22, Datome 18
Pesaro: Delfino 23, Filipovity 18, Cain e J.Robinson 15

BRINDISI- TRENTO 74-73
Brindisi torna alla vittoria battendo una coriacea Trento, dimostrando grande carattere e sacrificio negli ultimi dieci minuti della partita. L’inizio di gara è molto confusionario ma appannaggio dei padroni di casa. La Happy Casa riesce a realizzare solo dalla lunetta, prima di accelerare sino al 9-0, parziale, che costringe Brienza a fermare la gara. Il minuto di sospensione non sortisce, però, gli effetti sperati. Trento resta a digiuno in attacco per più di 5’. La tripla di Morgan (6’, 11-3) cancella lo zero dal tabellone per gli ospiti che in difesa faticano nell’arginare l’energia del team brindisino. La Dolomiti torna a galla grazie all’apporto della panchina: la parità conquistata con caparbietà a quota 16 viene subito cancellata dalla tripla di Zanelli nel finale del primo quarto (10’, 19-16). Harrison sale in cattedra dispensando canestri dall’arco e assist che non bastano a demolire le certezze di Trento, capace di trovare addirittura il vantaggio (16’, 29-32) con il gioco 2+1 di Sanders. Brindisi va in tilt perdendo fluidità in attacco ed energia in difesa. Prima dell’intervallo lungo sono 9 le lunghezze di vantaggio della Dolomiti (20’,35-44) con Sander sempre più protagonista.
Al rientro in campo Morgan, da tre punti, dilata ancora di più il vantaggio (21’, 35-47) che viene aggiornato qualche minuto più tardi da un contropiede dell’ex Martin (24’, 40-53). Gli acuti di Thompson e Visconti dall’arco permettono alla Happy Casa di ritrovare fiducia (28’, 50-55) dopo diversi minuti di buio totale in attacco. Brindisi riesce a crescere anche in difesa un dettaglio che permette agli uomini di Vitucci di ritornare prepotentemente in vantaggio (36’, 64-60), grazie ai 10 punti di Gaspardo e un parziale di 14-0. Maye da tre punti e Browne con un 2+1 permettono a Trento di rimettere il naso davanti (38’, 64-69), azioni cancellate dalla prodezza di Harrison da 8 metri (39’, 70-69) per il nuovo vantaggio di Brindisi. Con 81” ancora da giocare i due tiri liberi di Browne riportano la Dolomiti in vantaggio. Il successivo fallo in attacco di Harrison complica i piani di Brindisi, che ritorna a condurre con una tripla di Harrison (74-73). Browne sbaglia il canestro della vittoria, Harrison fa 0/2 dalla lunetta ma non c’è più tempo per gli ospiti, che imboccano gli spogliatoi con tanto amaro in bocca.

Brindisi: Harrison 18, Gaspardo 15, Thompson 13
Trento: Morgan 19, Browne 18, Sanders 12.

BRESCIA-CREMONA 85-89
Lo spareggio in chiave Final Eight di Coppa Italia tra Brescia e Cremona premia la squadra di coach Galbiati che per due volte recupera da -18 e nell’ultimo quarto piazza un parziale di 27-14 che per Brescia significa la seconda sconfitta consecutiva, nonostante un Ristic da 23 punti e 17 rimbalzi. Con volontà e calma, Cremona non si arrende mai ed esce alla distanza, trovando in TJ Williams e Hommes i trascinatori di una ripresa che ricorda molto da vicino quello della vittoria esterna con la Virtus Bologna.
Brescia alla contesa si presenta senza Burns, out per una frattura alla mano destra, e recupera l’ex Vitali: è l’altro ex, Crawford, ad essere protagonista a inizio gara (9-5). La squadra di Galbiati in difesa può poco contro una Brescia concentratissima: Kalinoski e Ristic sono inarrestabili e Brescia arriva a + 15 (33-18). Hommes e TJ Williams fatturano poco e Brescia scappa via (43-25) con un Bortolani molto intraprendente: nel momento peggiore riemerge la squadra cremonese che con Cournooh e l’altro Williams piazza il parziale che riapre il derby dell’Oglio (15-2): sul 45-40 Cremona sembrerebbe avere l’inerzia dalla sua parte: Brescia però reagisce ed alla pausa lunga è + 10 (54-44). Dall’arco Brescia fa la differenza (10/14) e allunga nuovamente 67-49 con Chery indiavolato: e di nuovo Cremona ricuce buona parte dello strappo con Hommes e Poeta assoluti protagonisti (69-62). E negli ultimi 10’ è ancora Cremona a macinare punti presentandosi a 2’ dalla fine a +3 (81-84): il finale premia la squadra ospite che dà una lezione di basket a Brescia e resta in corsa per le finali di coppa Italia.

Brescia: Ristic 23, Chery 15, Crawford e Kalinoski 12.
Cremona: Hommes 20, Cournooh 19, T. Wiliams 17.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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