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“Se trionfa l’Italia, rilancia tutto lo sport”

di Claudio Lavaggi Stefano Baldini di gare importanti se ne intende, con il suo titolo olimpico di maratona, due successi agli europei, un titolo mondiale di mezza maratona e grandi prestazioni a tutti i livelli e in tutto il mondo. Appassionato di calcio e juventino, ci racconta in anteprima Inghilterra – Italia. “Se mi chiedete un pronostico, beh, per scaramanzia dico Inghilterra 51 e Italia 49, ma al di là dei numeri questa Italia ce la può fare. Tre anni fa sarebbe sembrato un sacrilegio ipotizzare la presenza dell’Italia in finale, ma il gruppo di Mancini ha messo mattone…

di Claudio Lavaggi

Stefano Baldini di gare importanti se ne intende, con il suo titolo olimpico di maratona, due successi agli europei, un titolo mondiale di mezza maratona e grandi prestazioni a tutti i livelli e in tutto il mondo. Appassionato di calcio e juventino, ci racconta in anteprima Inghilterra – Italia.

“Se mi chiedete un pronostico, beh, per scaramanzia dico Inghilterra 51 e Italia 49, ma al di là dei numeri questa Italia ce la può fare. Tre anni fa sarebbe sembrato un sacrilegio ipotizzare la presenza dell’Italia in finale, ma il gruppo di Mancini ha messo mattone dopo mattone ed è arrivata sin qua”.

Lei dove guarderà la partita? “Si tratta di una giornata storica, sportivamente parlando: finale di calcio, finale di tennis e per me anche europei under 23 di atletica leggera. Guarderò la partita a casa e mi riposerò dopo una settimana impegnativa che mi ha visto commentare quattro meeting d’atletica”.

Lei è juventino, se diciamo Chiellini e Chiesa, prima contestati, oggi osannati?

“Chiesa è la grande rivelazione, un giocatore concreto, decisivo sullo 0 a 0 nel creare e nel segnare e uno che non ha paura di sbagliare fa tanta… paura agli avversari. Chiellini non si discute: certo, non ha più 25 anni, ma la sua esperienza può essere determinante come la è stata col Belgio. E poi avete visto la differenza di comportamento e serenità ai sorteggi rispetto al capitano della Spagna?”.

Quindi la pressione avrà il suo peso?

“Sì, ma il peso è tutto su gli inglesi. Sono loro che non vincono da oltre 50 anni e che giocano in casa”.

Noi più tranquilli?

“Sicuramente, anche se devo dire che anche i nostri avversari sono riusciti a costruire un grande gruppo e a trovare la loro identità dopo campionati nazionali e coppe che sono più pesanti dei nostri. Bel gruppo anche quello azzurro, rimasto compatto per un mese e forse al di là del risultato a qualche ragazzo dispiacerà che gli europei siano finiti”.

Degli inglesi cosa teme?

“Sono più grossi e sanno correre forte e molto sulle fasce. Noi abbiamo la qualità di far correre il pallone e soprattutto un grande adattamento all’avversaria. In questo europeo abbiamo capito le doti degli avversari e le abbiamo neutralizzate. E se la fortuna non ci lascia…”.

Se l’Italia vince o perde, per lei cambia qualcosa?

“No, a parte forse l’umore di qualche ora. Poi lunedì mattina sarò di nuovo al campo d’atletica ad allenare i miei ragazzi che mi stanno dando belle soddisfazioni. Se gli inglesi saranno più bravi di noi, buon per loro”.

E per lo sport italiano cambia qualcosa?

“Credo che un’eventuale vittoria a questi livelli possa essere un traino per tutto lo sport nazionale”.

Fattore campo?

“Non credo conti tantissimo, a questi livelli tutti sono abituati a giocare dovunque. Vorrà dire che una vittoria a Wembley sarà più bella di una ottenuta a Roma”.

Un po’ come dire che è meglio vincere la maratona di Atene, piuttosto che una italiana? “Beh, l’ha detto lei”.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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