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“Se allevi conigli non puoi pretendere leoni…”: carabiniere commenta la morte del 13enne…

Se allevi conigli non puoi pretendere leoni…“. Sono alcune delle parole scritte da un Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri in un post su LinkedIn riferite alla vicenda di Alessandro, il 13enne di Gragnano, in provincia di Napoli morto dopo essere precipitato dalla finestra del suo appartamento e, su questo indagano la procura di Torre Annunziata e del tribunale per i minorenni di Napoli, probabilmente “istigato al suicidio”.

Un post venuto alla luce grazie alla denuncia via Youtube di Matteo Flora, esperto di reputazione digitale, dal quale l’Arma dei carabinieri ha subito preso le distanze, sottolineando che è stato avviato “un procedimento amministrativo per le valutazioni disciplinari”.

Il post originale, dopo il polverone, è stato immediatamente cancellato dal carabiniere, che è anche Coordinatore per le attività sportive e la difesa personale, della scuola Ufficiali dei Carabinieri, ma grazie agli screenshot di Flora è possibile leggerlo integralmente. “Un ragazzino si suicida – scrive il militare nel post commentando alcuni commenti degli psicologi in televisione – e psicoterapeuti sproloquiano in tv sul fatto che le parole sono armi e che c’entra il bullismo… senza pensare che se allevi conigli non puoi pretendere leoni… e che magari la colpa è quindi di chi non ha saputo far crescere adeguatamente quel ragazzino… il problema con un bullo si risolve, da sempre, dimostrandogli che non hai paura di lui…”.

“In merito ai contenuti pubblicati su una piattaforma social da parte di un Ufficiale dell’Arma in relazione al suicidio di un 13enne – ha fatto sapere l’Arma all’AdnKronos – trattasi di commenti espressi a titolo personale, le cui responsabilità ricadono esclusivamente sull’interessato”. L’Arma “dal canto proprio” ha quindi “avviato un procedimento amministrativo per le valutazioni disciplinari”.

Finora sono sei, cinque minori e un maggiorenne, i soggetti indentificati come presunti autori dei messaggi di insulti e minacce trovati dagli investigatori sul telefonino del 13enne dopo che è stato trovato morto giovedì scorso. Sul loro conto sono in corso approfondimenti, condotti di pari passo tra la procura di Torre Annunziata – che ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di istigazione al suicidio – e la procura del tribunale per i minorenni di Napoli. Sarebbero imminenti le iscrizioni nel registro degli indagati, anche per consentire la nomina di periti di parte in vista dell’autopsia, la cui data ancora non è stata fissata.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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