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Scuola, per i prof non c’è retribuzione aggiuntiva sui corsi di recupero

krisanapong detraphiphat via Getty Images

Con un documento che verrà inviato in queste ore alle scuole il ministero dell’Istruzione dà lumi su come debbano essere considerati, retributivamente, i corsi di recupero che inizieranno tra qualche giorno, a partire dal primo settembre.

L’interrogativo c’era tra presidi e docenti,  e i sindacati spingevano per una posizione diversa da quella scelta, invece, dal documento del ministero, che riportiamo:

“Il DL 22/2020 ha disposto che le attività concernenti PIA (Piano di integrazione degli apprendimenti, ndr) e PAI (Piano di apprendimento individualizzato, ndr) possano svolgersi a partire dal giorno 1 settembre e, se necessario, nel corso di tutto l’anno scolastico 2020-2021, secondo tempi, forme e modalità stabilite dalle singole autonomie scolastiche. Nel fare ciò, la norma ha evidenziato come esse debbano intendersi quale attività didattica ordinaria (articolo 1, comma 2), da collocarsi, pertanto, nell’alveo degli adempimenti contrattuali ordinari correlati alla professione docente e non automaticamente assimilabili ad attività professionali aggiuntive da retribuire con emolumenti di carattere
accessorio”.

Per cui, non ci saranno pagamenti aggiuntivi, se le suddette attività dovessero chiudersi prima dell’inizio delle lezioni.

“Per le attività che invece debbano svolgersi nel prosieguo dell’anno scolastico 2020/2021 – prosegue il documento – lo stesso DL 22/2020, all’articolo 1, comma 9, ha destinato i risparmi, dovuti alla diversa configurazione delle Commissioni degli esami di Stato, per metà all’incremento del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e “per la restante metà al recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019/2020 nel corso dell’anno scolastico 2020/2021”. La destinazione avverrà a seguito della ricognizione dei predetti risparmi, al termine della sessione straordinaria degli esami di Stato”.

Il documento ministeriale era grandemente atteso da docenti e presidi, prima dell’avvio dei corsi. Lo stesso documento, nella parte finale, spiega, altresì: 

“Resta inteso che, qualora non fosse possibile declinare le attività nella modalità dell’ordinaria attività didattica all’interno dell’orario di cattedra spettante al singolo docente e, comunque, qualora le attività di recupero e integrazione dovessero proseguire dopo l’inizio delle lezioni, dovendo ricorrere alla prestazione di ore aggiuntive da parte del personale interessato, i dirigenti scolastici, sulla base della contrattazione integrativa di istituto, attingeranno per il pagamento di tali prestazioni in eccedenza sia alle eventuali economie del FIS riconosciuto per l’anno scolastico 2019-2020, sia al MOF ordinario 2020-2021. Su questi ultimi aspetti specifici, interverrà il CCNI annuale, ai sensi dell’articolo 22 del CCNL vigente”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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