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Scuola, in classe un’ora in più: lezioni di 60 minuti, come prima del Covid

Un ritorno al passato, di quelli di cui si sentiva la mancanza. Le scuole infatti, quest’anno, potranno tornare alle lezioni in classe da 60 minuti. Riappropriandosi di quelle ore di studio in aula che per colpa della pandemia erano state perse, con la formula delle lezioni ridotte a 50 minuti. E non è poco, soprattutto ora che ci sarà bisogno di recuperare gli apprendimenti andati perduti negli ultimi due anni. Certificati anche dalle rilevazioni Invalsi. 

Scuole al via, i nuovi orari: entrata anticipata per chi sta in classe più ore

L’ORARIO
In classe quindi si torna alla normalità, per studiare tutti in presenza, e lo si fa alla vecchia maniera. Lo scorso anno appunto, le lezioni erano state tagliate di 10 minuti, in moltissimi casi, per far sì che gli studenti delle superiori con gli orari scaglionati non uscissero troppo tardi da scuola. In quel modo, infatti, si tagliava la giornata di un’ora o forse più: le classi vedevano tutti i docenti, per non restare indietro con i programmi, ma lo facevano con orari ridotti. E così entrando alle 10 di mattina, ad esempio, svolgevano 6 lezioni in 5 ore o poco più. Non solo, quei dieci minuti in meno servivano anche ai ragazzi delle superiori che seguendo online, da casa, avevano il tempo di staccare gli occhi dallo schermo e riposare la vista. 

Ora che la didattica a distanza non è più prevista, salvo casi di quarantena, non si presenta più la necessità di ridurre l’orario. Non solo, senza Dad non si potrebbe neanche recuperare quei minuti persi: «Lo scorso anno – spiega infatti Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi del Lazio – le scuole potevano approfittare della didattica digitale integrata per recuperare i minuti tagliati, utilizzando le lezioni online. Quest’anno non sarebbe possibile. Restiamo quindi volentieri in presenza per 60 minuti. Moltissime scuole, potendolo fare, si stanno organizzando in questo senso». 

Una novità che interessa soprattutto i ragazzi delle scuole superiori, che lo scorso anno trascorsero in Dad buona parte delle loro lezioni che venivano quindi ridotte, ma anche le scuole medie che, tra quarantene, zone rosse e scaglionamenti, si vedevano ridurre le lezioni di dieci minuti l’ora. La decisione non è dettata dal ministero dell’Istruzione ma spetta ai singoli consigli di istituto che, riunendosi, stabiliscono l’orario scolastico da seguire. 

Resta il fatto che, quest’anno, le scuole superiori dovranno adottare nuovamente lo scaglionamento orario e questo aspetto sta mettendo in agitazione i dirigenti che, appunto, sono orientati a tornare alle vecchie lezioni da 60 minuti. Lo scaglionamento degli orari di ingresso e di uscita, infatti, nelle scuole dell’infanzia, nelle elementari e alle medie consiste nel separare l’arrivo delle classi di 10-15 minuti, ma alle superiori è molto più ampio. 

Gli studenti dei licei, infatti, si spostano con i mezzi di trasporto pubblico e per evitare gli assembramenti, su autobus e metro dove è consentito l’80% della capienza massima, devono essere individuati orari nei tavoli prefettizi, in linea con le esigenze del trasporto. Lo scorso anno si adottò, in tutta Italia, il doppio ingresso alle 8 e alle 10 con due ore di scarto. Quest’anno non ci sarà un’indicazione unica ma la decisione non è comunque semplice. 

LA CAPITALE
Per le scuole di Roma ad esempio, quindi anche in tutte le scuole della provincia, l’ufficio scolastico regionale sta valutando l’ipotesi di due fasce orarie di ingresso alle 8,00 e alle 9,40. In questo modo però la differenza tra il primo e il secondo ingresso sarebbe di 100 minuti, vale a dire due ore da 50 minuti. Una decisione contestata dall’Associazione nazionale dei presidi: «Non può funzionare e non va incontro alle necessità delle scuole – denuncia il presidente Anp di Roma, Mario Rusconi – proprio perché non consentirebbe il ripristino delle lezioni da 60 minuti: è necessario considerare come possibili fasce orarie le ore 8 e le ore 9, oppure, come ultima ratio, le ore 8 e le ore 10. Si potrebbe anche affidare la definizione degli scaglioni orari all’autonomia delle singole scuole che devono, di fatto, organizzare gli orari. Se dovesse essere confermato invece l’orario di ingresso alle ore 8 e alle 9:40, bisognerà considerare la riduzione a 50 minuti delle prime 2 ore come causa di forza maggiore e quindi senza necessità di recuperare i minuti di riduzione».
 

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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