Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Scuola, il primo giorno: dai test salivari ai bus, i problemi ancora da risolvere

L’incubo di insegnanti, presidi e genitori restano i contagi e il ritorno (anche breve) in Dad. L’essere vaccinati comporta una riduzione del numero di giorni da passare in casa isolati se si è stati in contatto con un positivo: sono dieci per i non vaccinati e sette per chi ha il green pass. Per tornare in classe bisognerà comunque sottoporsi ad un tampone, anche antigenico, che deve risultare negativo. Ciò che fa la differenza per la quarantena però è l’essere stato un contatto stretto o no della persona contagiata. A decidere dunque se tutta la classe dovrà andare in isolamento o soltanto i vicini di banco sarà la Asl alla quale la scuola deve rivolgersi in caso di contagio. Finora la scelta è sempre stata quella della massima precauzione e la classe è sempre stata messa in quarantena a meno che fossero passate 48 ore tra il contatto e l’esito del tampone. Soltanto in caso di focolaio (e di rialzo dei contagi nella Regione) la Asl potrà decidere di isolare e chiudere un’intera scuola. Infine toccherà ai sindaci e ai presidenti di Regione, in caso di zona rossa, decidere se chiudere o no le scuole. Ma questo è limitato soltanto al caso di massima allerta.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *