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Scuola, dal green pass ai turni in mensa: la guida alla ripartenza

di Valentina Santarpia

La vera novità scatta dal primo settembre, con l’obbligo per il personale scolastico. Il nodo di genitori e operai che entrano a scuola: dovranno presentare la certificazione?

Quasi tutti gli istituti scolastici d’Italia hanno riaperto i battenti dopo la pausa estiva: tra esami di riparazione, procedure per l’assegnazione delle cattedre e piani estate, si lavora già a pieno ritmo. Ma quello che sta per iniziare – ufficialmente dopodomani, anche se le lezioni riprendono il 13- è ormai il secondo anno scolastico della pandemia, che del Covid deve tener conto in ogni passaggio amministrativo, burocratico, organizzativo. Alcune regole sono già assimilate, altre stanno per entrare in vigore: una tra tutte, l’obbligatorietà dal 1° settembre del green pass per il personale scolastico.

Il green pass

Il green pass diventa per legge obbligatorio per chiunque appartenga al personale scolastico: dirigenti, impiegati, collaboratori, docenti. Non è ancora definito se dovranno mostrarlo genitori, educatori, addetti ai servizi di ristorazione (che però nella maggior parte dei casi hanno l’obbligo professionale), fattorini, operai. Ma l’accesso degli estranei in genere è molto limitato, e comunque sottoposto ad una registrazione all’ingresso. Il ministero sta comunque preparando dei documenti per chiarire tutte le fattispecie.

I controlli

Il controllo del green pass avverrà, almeno fino al 10 settembre, in maniera manuale: un collaboratore all’ingresso controllerà con la app il QR code del documento digitale di chi sta entrando. Nel caso il pass sia regolare, l’accesso sarà libero, altrimenti scatterà la segnalazione in segreteria, dove verrà controllata la situazione di chi ha un documento non valido. Non appena sarà pronta- entro l’inizio delle lezioni- la piattaforma ad hoc che ha preparato il ministero dell’Istruzione insieme a quello della Salute, il controllo avverrà automaticamente in segreteria ogni mattina: semaforo rosso o verde per tutti quelli che hanno necessità di entrare a scuola. Per chi non ha il green pass, scatta l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro e dopo 5 giorni anche una sanzione amministrativa (da 400 a 1000 euro) e la sospensione senza stipendio. In questi giorni sta sorgendo il problema di chi non ha il green pass solo per problemi amministrativi: chi ad esempio non ha dovuto fare la seconda dose dopo valutazione del medico ma si vede comunque negare la certificazione. Sono casi che andranno risolti velocemente per evitare che chi è in regola possa comunque subire penalità.

Le mascherine

Le mascherine sono obbligatorie dai sei anni in su. Ne sono esenti solo i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia, o alcuni studenti con particolari disabilità. Per quelli con difficoltà di udito o sordità ci saranno le mascherine trasparenti. A fornire le mascherine sarà sempre la struttura commissariale per l’emergenza. Non è previsto l’uso delle mascherine per lo svolgimento dell’attività sportiva

I test

Gli studenti non sono obbligati né a fare il vaccino né a sottoporsi a tamponi per entrare a scuola: ma molte regioni stanno organizzando tamponi a campione, per monitorare la popolazione studentesca, che attualmente non è completamente coperta dal vaccino (il 31% ha fatto la seconda dose o dose unica, il 53% la prima). È il caso del Veneto, con le scuole sentinella, e del Lazio, con i test salivari per i ragazzi di elementari e medie. L’istituto superiore di sanità ha raccomandato l’uso dei test salivari per monitorare le scuole.

Il distanziamento

La distanza del metro tra le rime buccali non è più un prerequisito per poter partecipare alle lezioni: il Cts ha precisato di mantenerlo «laddove possibile». In ogni caso, confermato l’organico Covid, le scuole che avevano avuto la possibilità di sdoppiare le classi per garantire una migliore areazione e un minore assembramento, potranno farlo anche quest’anno.

La purificazione dell’aria

L’areazione deve essere garantita dall’apertura delle finestre, ma alcune scuole si sono dotate di impianti specifici per purificare l’aria. Stanno sorgendo diversi quesiti però circa la manutenzione di questi impianti, che sarebbe complessa e costosa, ma indispensabile per garantire il corretto funzionamento.

La sanificazione

La pulizia di aule e ambienti non sarà svolta da ditte specializzate ma dal personale abituale. Dovranno esserci erogatori di disinfettante per la pulizia delle mani.

Le mense

Le mense funzioneranno regolarmente, con la raccomandazione di scaglionare i turni per mantenere il distanziamento visto che la mascherina non può essere usata durante il consumo di cibo e bevande.

Le palestre

In palestra la distanza consigliata è di due metri, ma non esiste obbligo di mascherina, e sono consigliati sport non da contatto.

La quarantena

Se uno studente o un insegnante dovesse risultare positivo, scatterà la quarantena per la classe: 7 giorni per i vaccinati, dieci per i non vaccinati. In quel caso si continuerà a fare didattica, ma a distanza. La dad potrà essere usata anche in zona rossa o arancione se presidenti di Regione e sindaci dovessero ritenerla necessaria per limitare gli spostamenti.

L’orario

In quasi tutte le scuole si torna all’ora di 60 minuti: era stata ridotta a 50 per consentire un’entrata ordinata e a volte anche in orari differenziati. Sono comunque i Consigli d’istituto a decidere. Resteranno invece ingressi e uscite scaglionati per evitare assembramenti.

Lo psicologo a scuola

Sulla base di una convenzione tra ministero dell’Istruzione e il Consiglio nazionale Ordine degli psicologi, si promuove un sostegno psicologico per fronteggiare situazioni di insicurezza, stress, ansia dovuta ad eccessiva responsabilità, timore di contagio, rientro al lavoro in “presenza”, difficoltà di concentrazione, situazione di isolamento vissuta.

30 agosto 2021 (modifica il 30 agosto 2021 | 13:01)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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