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Scuola, 13mila lavoratori trovati positivi: ecco chi si può definire «fragile»

«Ogni minuto è prezioso»: lo dice il presidente dell’associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, a tre giorni dall’inizio delle lezioni in 13 regioni (in Friuli si inizia il 16, in Sardegna il 22, nelle altre si è posticipato al 24). La verità, ammette Giannelli, è che, di giorno in giorno, di ora in ora, il contatore delle criticità- banchi, docenti, mascherine, test- fa uno scatto in avanti. «Mancano circa 5 mila aule, almeno 2,2 milioni di banchi: in molte scuole gli studenti dovranno mantenere la mascherina anche da seduti».

I test

Circa il 50% dei docenti e dei collaboratori si è sottoposto a test sierologico: il 2,6% è risultato positivo, il che significa che 13 mila persone potenzialmente contagiose non entreranno a scuola, fino a quando il tampone non darà esito negativo. Non è detto che tutto il personale si sottoponga al test, volontario. L’unica regione che, tra le polemiche, lo ha reso «obbligatorio», è la Campania.

Scuola e Covid, ecco il vademecum in caso di contagi in classe
Il vademecum
I banchi

Entro l’inizio dell’anno scolastico in tutta Italia dovrebbero essere 200 mila i banchi consegnati, ma dallo staff del commissario Domenico Arcuri si assicura che entro ottobre verranno consegnati tutti e 2,4 milioni. Sarà complicato: con l’inizio delle lezioni dovranno essere i dirigenti a trovare i momenti buoni per le operazioni, senza inficiare sull’orario, già decurtato in attesa di completare l’organico.

I professori

È il nodo più problematico. Il ministero dell’Istruzione parla di 60 mila supplenti da nominare, a cui aggiungere le deroghe sul sostegno. La Cisl smentisce: «Sono 206 mila le caselle da riempire». Le nomine sono partite ieri, dagli uffici scolastici provinciali, ma da lunedì si comincerà a chiamare dalle graduatorie di istituto i supplenti e l’organico Covid. «Sarà difficile spiegare alle famiglie e agli studenti che ci vorranno diverse settimane prima di cominciare con un docente in classe», sottolinea Maddalena Gissi (Cisl). E c’è il problema dei «prof fragili» che potrebbero ulteriormente far lievitare le cattedre da coprire. Ieri sera è stato definito il vademecum per i presidi. Il lavoratore che presenta una patologia grave potrà essere dichiarato idoneo al lavoro, ma con prescrizioni (maggiori misure di sicurezza), o inidoneo temporaneamente: nei casi rischiosi, il prof rimarrà a casa in malattia; negli altri, sarà adibito a diverse mansioni.

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Le mascherine

Fino a ieri le scuole ne hanno ricevute 41 milioni, entro lunedì ne verranno consegnati altri 77 milioni, una «quantità sufficiente per due ulteriori settimane di lezione», assicura Arcuri. Dal 14 ne verranno fornite 11 milioni al giorno. Non si potranno distribuire all’ingresso, per il rischio di assembramento. Quindi gli studenti dovranno averne una personale per entrare. E quindi, come verranno consegnate? «Decideranno i presidi», chiosa Giannelli. Per ora, questo è l’ultimo dei problemi.

10 settembre 2020 (modifica il 10 settembre 2020 | 21:28)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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