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Scandalo supercoppa, Rubiales: “Ho paura, mi metteranno della cocaina nell’auto…”

Il presidente della federcalcio spagnola dopo il furto del telefonino da cui sono state estrapolate le chat con Pique: “È un disegno mafioso e delinquenziale, so chi c’è dietro ma l’avvocato mi ha consigliato di non fare nomi”

Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci @filippomricci

Due ore e mezza di conferenza stampa. Luis Rubiales, presidente della federcalcio spagnola, accompagnato dal Segretario Generale Andreu Camps ha dato tutte le spiegazioni che riteneva necessarie relative al “Supercopa Gate”, l’affaire legato all’assegnazione all’Arabia Saudita della Supercoppa di Spagna per 6 anni, diventati 10, grazie all’opera di un intermediario peculiare, Gerard Piqué, grazie alla sua società Kosmos Holdings. La federazione incassa 40 milioni all’anno, la Kosmos 4. La scorsa settimana il telefono di Rubiales è stato hackerato e da lì sono stati sottratti un gran numero di documenti, passati poi al giornale digitale El Confidencial, che da lunedì ha iniziato a pubblicare file audio, contratti, email.

toni sinistri

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“Non posso escludere che prima o poi qualcuno metta un sacco di cocaina nel mio bagagliaio” ha ripetuto più volte Rubiales. “Non dico che verrò ritrovato in un fosso con un proiettile nella nuca, però sì che ho paura. Per me, per i miei famigliari, per i miei amici. Quando ho deciso di correre per la presidenza federale sapevo che avrei corso dei rischi, che mi sarei fatto dei nemici poderosi che avrebbero fatto di tutto per ostacolarmi, che dovevo essere coraggioso. Però mai avrei pensato che una mafia come questa potesse rubarmi contenuti privati del mio telefono, le foto con le mie figlie, le conversazioni con i miei amici. È un disegno mafioso e delinquenziale e il tema del sacco di cocaina non è un’esagerazione. Ma io sono un lottatore: quando avevo un mese mia sorella, più grande di me, mi cadde sopra e mi ruppe le gambe. Mio padre mi portò all’ospedale, avevo 6-7 fratture in ogni arto e il dottore fu esplicito: ‘Suo figlio potrà fare ciò che vuole nella vita, meno che il calciatore’. Per questo dico che sono un lottatore”. Rubiales ha detto più e più volte di sapere chi c’è dietro quella che ha ripetutamente definito “mafia”, ma che l’avvocato gli ha consigliato di non fare nomi. “Sappiamo tutti chi trae beneficio da tutto questo. Lo sapete voi, lo so io, vediamo se riesce a scoprirlo anche la polizia”.

accordo favoloso

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Cocaina, mafia, fratture multiple e colpi alla nuca a parte, Rubiales si è difeso con passione e argomenti. “In qualsiasi trattativa c’è un agente che prende una commissione, chiedetelo alle squadre di calcio. In questo caso è la Kosmos, che non ha nessuna relazione economica con la Federazione. Sono gli arabi che pagano Kosmos, non noi. Senza la Kosmos non saremmo arrivati all’Arabia Saudita, e quindi alla firma di un contratto favoloso, che porta enormi benefici al calcio di base. Ci hanno pagato 40 milioni anche quando per la pandemia abbiamo svolto la competizione in Andalusia, ed era un momento di enorme pressione economica per il calcio spagnolo. La Serie A ha preso 7 milioni dall’Arabia Saudita per una partita. Noi 40 per tre. Non so come hanno distribuito in Italia i 7 milioni incassati per la loro Supercoppa, però i nostri 40 hanno portato enormi benefici al calcio di base. Così come è innegabile che ci sono state migliorie a livello sociale per le donne arabe grazie al nostro accordo.

commissione etica

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“E non è vero che la Commissione Etica della Federazione disapprovava l’accordo come hanno detto sul Confidencial, è falso. Questo documento, che vi passiamo, dice esattamente il contrario. Abbiamo superato tre filtri di controllo, compreso quello della commissione etica. Che sì, è vero, tre mesi dopo la firma del contratto con Arabia Saudita si è dimessa in blocco, però per altri motivi, non legati alla Supercoppa”. Il grande tema della discussione divampata in questi giorni in Spagna è legato al differente cachet assegnato alle squadre partecipanti, con penalizzazione per la federazione da 5 milioni (a squadra) se non partecipano Real Madrid e Barcellona.

Ieri il Cholo Simeone ha fatto notare che è evidente che alla federazione, la quale controlla gli arbitri, interessi che partecipino le due grandi. E in questo campionato per arrivare al secondo posto, che manda in Arabia, c’è una lotta serrata tra Barça, Siviglia, Atletico e Betis. Ad aggravare la cosa, il contratto fisso-variabile di Rubiales, che guadagna di più se la federazione incassa di più. E se il Barça arriva secondo e va alla Supercoppa per la federazione ci sono 5 milioni di euro in più. “Il presidente della Liga guadagna 3 milioni fissi. Io ho scelto di pesare molto meno sulle casse federali, e di legare parte dei miei compensi al successo del mio mandato – ha dichiarato Rubiales –. A me sembra una cosa onesta e corretta, però vedo che viene interpretata in altro modo, magari dovremo cambiare la forma del mio contratto”.

quantità per legge

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Il segretario Camps ha spiegato che in ambito di premio di partecipazione al torneo, le squadre della Liga vengono divise in 5 categorie, e che sono gli arabi a decidere quote e premi ai club. “Ma questa divisione è identica a quella che in Spagna è stabilita per legge per la divisione dei diritti tv, non l’abbiamo decisa né noi né gli arabi. È la stessa della Liga ed è determinata dalla legislazione spagnola. La grande maggioranza dei club per andare alla Supercoppa prende il doppio di quanto viene normalmente pagata per un’amichevole all’estero, e in alcuni casi 5 volte tanto. E infatti si è lamentato solo un club, su 20”. E Rubiales: “Anche in Champions è così. Se la competizione la vincono Real Madrid o Barcellona o un altro club spagnolo, gli incassi sono molto diversi, perché sono determinati da valori specifici legati a immagine, utenza e traffico, che non decidiamo certo noi. La Supercoppa si adegua a leggi nazionali e internazionali”.

nazionale no, giochi sì

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Chi non ha fatto una gran figura è stato Gerard Piqué, soprattutto in questioni patrie. Nel 2018, dopo mesi di polemiche legate al suo vero o presunto abbraccio alla causa indipendentista catalana, Piqué ha abbandonato la Roja. Però quando la Spagna si è qualificata per le Olimpiadi, ha iniziato a bombardare di messaggi Rubiales (audio diventati pubblici grazie al Confidencial) chiedendogli di convincere il c.t. dell’Under 21 Luis de la Fuente a portarlo a Tokyo come uno dei 3 fuoriquota, temendo che il gran rivale ed ex compagno di nazionale Sergio Ramos potesse soffiargli il posto. Alla fine i Giochi sono stati rinviati e né Ramos né Piqué sono andati a Tokyo, però oggi Rubiales ha avuto il suo daffare nel cercare di ridurre le pressioni di Piqué a “sciocchezze”.

il caso andorra

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Il presidente ha affrontato anche il delicato caso dell’Andorra, sempre in tema di conflitto d’interesse. Il club del Principato, acquistato da Piqué, che nel 2020 è passato dalla quinta alla terza serie prendendo il posto lasciato libero dal Reus, con lamentele per un presunto favore ricevuto dalla federazione: “Nulla di irregolare – ha detto Rubiales –. C’era un bando e solo l’Andorra ha presentato il pagamento necessario e aveva i requisiti per fare il salto di categoria. Dubbi sul futuro in caso di controversie arbitrali a favore o contro l’Andorra? Nessuno: abbiamo i migliori arbitri del mondo, 5 internazionali tra le donne e 10 tra gli uomini, più di tutti. Integrità massima”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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