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Sara Pedri, le ultime lettere: «Chiedo aiuto, in quel reparto vivo nel terrore»

La scomparsa

La dottoressa, scomparsa dal 4 marzo, avrebbe poi condensato i motivi delle dimissioni in una mail inviata al primario dell’unità, Saverio Tateo, che lei chiama «sovrano illuminato». Un messaggio che ora è agli atti degli ispettori mandati a Trento lo scorso 6 luglio dal ministro Speranza: quanto raccolto servirà a chiarire se il clima in reparto era davvero «malsano», come denunciato dai familiari di Sara e da altri sanitari che vi hanno lavorato. Il giallo della scomparsa della ginecologa tiene col fiato sospeso da oltre quattro mesi: da quando cioè la sua auto è stata ritrovata nei pressi del Ponte di Mostizzolo, vicino a Cles (cosa che lascia pensare a un gesto estremo). Sara era arrivata all’ospedale di Trento in novembre; ma già dopo pochi mesi aveva dato le dimissioni dall’azienda sanitaria. È il 3 marzo — il giorno prima della scomparsa — quando lo annuncia al fidanzato e alla sorella («Mi sono tolta un peso»). Ora però i suoi scritti gettano nuove ombre su quel frangente. «L’esperienza a Trento doveva essere formativa — scrive Sara — ma ha generato in me un profondo stato d’ansia, a causa del quale sono completamente bloccata e non posso proseguire». La giovane racconta di «aspettative deluse». «Non ho mai detto no, nonostante i molteplici imprevisti e i progetti incivili. È una situazione più grande di me». E poi l’amara conclusione: «Con la fretta e la frenesia non si impara, i risultati ottenuti sono solo terrore (…). So che mi comprometto, ma ho bisogno di aiuto». L’1 marzo, Sara venne trasferita dall’ospedale di Trento a Cles, cui era destinata fin dall’inizio (che fa capo alla stessa azienda sanitaria).


Sara Pedri, le ultime lettere: «Chiedo aiuto, in quel reparto vivo nel terrore»

I dubbi

Ma la 31enne ormai aveva cominciato a dubitare della sua bravura. «La vita da ospedaliero non sarà per tutti e ne prendo atto — scrive — ma io sono stata sfortunata a causa delle contingenze». Lo stress che divorava la forlivese era sotto gli occhi di tutti: da quando era a Trento, era dimagrita 6 chili. «Sono stata addirittura chiamata a colloquio da Tateo perché ho perso troppo peso». Un confronto sofferto, quello con il primario. Tanto che nella mail che lei gli invia per annunciare le dimissioni, si rivolge a lui chiamandolo «Sovrano Illuminato». Sul fronte dell’inchiesta, ieri la pm Licia Scagliarini ha acquisito i dati del telefono di Sara, ritrovato nell’auto. Mentre l’Ordine dei medici ha fatto sapere che, a fine luglio, valuterà i margini per attivare procedimenti disciplinari nei confronti di alcuni colleghi della ginecologa. Le indagini interne dell’Azienda sanitaria invece si sono concluse, anche se c’è chi lamenta di non essere stato ascoltato. E resta il nodo delle dimissioni del dg, Pier Paolo Benetollo, che ha lasciato alla vigilia dell’arrivo degli ispettori di Speranza.

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10 luglio 2021 (modifica il 10 luglio 2021 | 08:30)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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