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“Salvaguardiamo gli sport amatoriali”

di Francesco Zuppiroli Caro vecchio sport, ci rivediamo presto. Amato sport, come quel sentimento insito nella denominazione di una categoria ancora da definire nell’accezione pratica – gli amatori -, che l’impennata dei contagi potrebbe colpire per prima costringendola a un nuovo stop. Calcetto, pallacanestro, pallavolo, boxe, arti marziali, nessuno escluso fra le discipline che implichino il contatto, adesso rischiano grosso, stando alla bozza del Decreto ministeriale: attesa in queste ore la firma del premier Giuseppe Conte. Anche se, da indiscrezioni, sarebbero salve tutte le attività gestite da società con protocolli di sicurezza già attivati. L’entrata in vigore del nuovo Dpcm, comunque, dovrebbe vietare la pratica sportiva ‘amatoriale’ – come le partitelle nel giardino sotto casa o i due tiri con gli amici al campetto di quartiere – fino a quando l’andamento epidemiologico si attesterà sui numeri…

di Francesco Zuppiroli

Caro vecchio sport, ci rivediamo presto. Amato sport, come quel sentimento insito nella denominazione di una categoria ancora da definire nell’accezione pratica – gli amatori -, che l’impennata dei contagi potrebbe colpire per prima costringendola a un nuovo stop. Calcetto, pallacanestro, pallavolo, boxe, arti marziali, nessuno escluso fra le discipline che implichino il contatto, adesso rischiano grosso, stando alla bozza del Decreto ministeriale: attesa in queste ore la firma del premier Giuseppe Conte. Anche se, da indiscrezioni, sarebbero salve tutte le attività gestite da società con protocolli di sicurezza già attivati. L’entrata in vigore del nuovo Dpcm, comunque, dovrebbe vietare la pratica sportiva ‘amatoriale’ – come le partitelle nel giardino sotto casa o i due tiri con gli amici al campetto di quartiere – fino a quando l’andamento epidemiologico si attesterà sui numeri recenti. Quindi, saranno davvero solo questi gli amatori dibattuti? Anche Bologna se lo chiede.

Solo gli avventori casuali dei playground o anche chi pratica attività di contatto organizzata, pur non militando in un campionato federale? E i dilettanti allora, compresi atleti non riconosciuti come professionisti che eppure fanno dello sport la loro maggiore attività redditizia? Comunque vada, sarà un arrivederci per chi dovrà fermarsi. Poiché non sarà un capitolo buio della storia a sradicare la passione dal cuore di chi ama lo sport. “Ci aspettiamo chiarezza da parte del Governo – così Serafino D’Onofrio, presidente dell’Aics provinciale che conta 460 associazioni affiliate per oltre centomila tesserati, il 40% dei quali praticanti sportivi –. Chi s’intende con il termine ‘amatori’? Riterremmo più giusto focalizzarsi solo sulla spontaneità dell’attività di contatto. Un conto sarebbe limitare il libero accesso ai playground o le partitelle autonome di calcetto fra amici. E un conto coinvolgere in questo blocco anche chi fa attività sportiva di contatto amatoriale sotto l’egida di enti di promozione, che in quanto tali sono obbligati a presentare protocolli di prevenzione sanitaria approvati. Il tessuto sportivo di una comunità non può limitarsi ai soli professionisti, anche gli amatori vanno salvaguardati”.

Pensiero condiviso anche dal Csi felsineo, come riporta il presidente Andrea De David: “Per quanto ci riguarda a Bologna parliamo di oltre 25mila tesserati, la metà praticanti sportivi. Come Csi è chiaro che abbiamo molto a cuore la salute e la sicurezza dei nostri associati ma proprio per questo finora le società sono state molto diligenti nel rispetto di tutte le regole che ci sono state imposte. Ciò che ci auguriamo è che quanto emergerà dal Dpcm sia un provvedimento sostenibile. Dopo mesi di fermo obbligato, anche lo sport era sulla via della ripartenza e chiudere adesso significherebbe mettere un punto definitivo all’attività del 2020. Sarebbe una botta da cui molte società non si riprenderebbero, poiché anche a livello economico lo sport amatoriale muove comunque una importante porzione di indotto. Ciò che ci auguriamo è che i provvedimenti presi siano precisi e omogenei, non ambigui o aperti a interpretazione”. E poi c’è chi vivendo la situazione dall’interno aveva già deciso di non prendere parte ad alcun campionato per questa stagione, come nel caso della società di basket amatoriale Reale Mutua Mezzolara, il cui allenatore Tommaso Peli afferma: “Abbiamo deciso già prima della bozza del nuovo Dpcm di non iscriverci ad alcun campionato, per un motivo legato alla sicurezza, quindi non esporci a troppi contatti stretti con persone che non si conoscono. Inoltre la spesa d’iscrizione in un momento delicato e offuscato da così tanti dubbi non ci sembrava valere la pena. La linea è che se dovessero davvero impedirci di allenarci, comunque non ci iscriveremo ad enti di promozione pur di continuare. Si tratta di stringere i denti. Noi siamo fortunati perché alle spalle abbiamo una struttura solida, ma alcune società amatoriali autofinanziate certamente rischieranno di scomparire del tutto in caso di secondo stop”.

Allarme sopravvivenza per il mondo cestistico a più livelli che è ben presente infine anche fra i banchi di Palazzo D’Accursio, dove il consigliere Pd Raffaele Persiano ieri ha rivolto a Lepore il suggerimento di: “Metterci a lavorare insieme per fornire aiuti alle società e creare un fronte comune per chiedere gli aiuti giusti al Governo. Basterebbe – continua il dem – l’accesso al credito. Convochiamo le società in sofferenza per comprenderne le esigenze legate anche alle limitazioni di pubblico nei palasport e capire come aiutarli”.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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