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Salvador de Bahia, inaugurato il primo convento della Fraternità Francescana di Betania

Progettato da Mixtura, un team di giovani architetti romani, il complesso sorge nel quartiere di São Cristóvão, uno dei più poveri e pericolosi di Salvador. Al suo interno ampi spazi per la preghiera, l’accoglienza e l’incontro con la comunità locale

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L’architettura contemporanea si è messa al servizio della sostenibilità e delle favelas grazie a una struttura che mira a offrire un futuro migliore ai giovani di Bahia. Si tratta del primo convento della Fraternità Francescana, una struttura pensata nell’ambito di un importante progetto sociale che la fondazione Betania Onlus porta avanti in Brasile dal 2010 e che ha già visto la realizzazione di un asilo per 120. Progettato da Mixtura, un team di giovani architetti romani, il complesso sorge nel quartiere di São Cristóvão, tra i più poveri e pericolosi di Salvador: al suo interno ampi spazi per la preghiera, l’accoglienza e l’incontro con la comunità locale. In cantiere per il futuro, anche la realizzazione di un complesso scolastico per più di 500 bambini che vivono in condizione di grave disagio e difficoltà.

Minimo impatto ambientale, massima efficienza energetica 

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“Si è trattato non solo di realizzare un edificio ma anche di capire la natura profonda del luogo dove saremmo andati a progettare”, ha commentato uno dei responsabili del progetto, l’architetto Cesare Querci. “Salvador de Bahia è un posto speciale, dove la cultura occidentale si fonde con quella africana dando vita a un sincretismo culturale e religioso unico nel suo genere”, ha aggiunto. Che ha spiegato come il progetto il complesso punti a unire alla massima efficienza energetica il minimo impatto ambientale grazie anche all’utilizzo di pannelli fotovoltaici e sistemi di recupero delle acque piovane.  

Un convento moderno ed ecosostenibile

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Con questo progetto la struttura classica del convento, sviluppata attorno a un unico chiostro chiuso, viene reinterpretata moltiplicando il numero dei porticati e diradando l’edificato per permettere al vento, che costantemente soffia da est, di circolare tra i sei edifici da cui è formato il complesso: un refettorio, la chiesa, l’amministrazione, la biblioteca, la sacrestia e le celle. Ampie coperture e frangisole in legno proteggono invece dall’irraggiamento solare diretto, mentre pareti permeabili e pannelli rotanti mantengono naturalmente ventilati gli ambienti dondando un ottimo confort ambientale senza l’uso di sistemi meccanici.

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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