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Sainz ai Gazzetta Motori Days: “La Ferrari un sogno, così la guido a ogni curva”

Lo spagnolo racconta la sua nuova vita a Maranello, l’ambientamento e cosa si prova a essere pilota del Cavallino. Anche al volante delle stradali: “La Ferrari Roma è così confortevole che nemmeno ci si accorge della velocità in autostrada”

Luigi Perna

La Ferrari del futuro in pista e in strada ha anche il volto di Carlos Sainz. Lo spagnolo, arrivato a Maranello per sostituire Sebastian Vettel, è un tassello importante nel percorso di recupero della competitività in F1 del Cavallino. In occasione dei Gazzetta Motori Days lo abbiamo intervistato (qui sotto l’intervista video integrale) per parlare di questi primi mesi da pilota rosso, dell’ambientamento, delle difficoltà di guida al volante delle attuali F1 e degli obiettivi futuri.

Cos’ha provato nel varcare i cancelli di Maranello?
“Difficile spiegarlo o raccontare quella sensazione, un momento molto speciale per la carriera di un pilota perché tutti sogniamo che accada un giorno della nostra vita. A me è successo relativamente giovane a 26 anni, è tutto ancora molto nuovo e impressionante”.

Cosa significa essere pilota Ferrari?
“Un insieme di emozioni, innanzitutto la responsabilità gigante, sai che non guidi solo per una squadra ma per milioni di tifosi in Italia e nel mondo. Poi è un onore, ogni bambino ha avuto in mano una macchina rossa e essere un pilota della Ferrari significa che è arrivato il momento di essere quello che guida la macchina di quel colore. Per me è anche un’occasione per divertirmi, di guidare una macchina velocissima.

Com’è la sua vita italiana?
“Sono sincero, quando sono a Maranello è per lavorare, magari quando finisco mi capita di passare una giornata, ma nel weekend poi torno a Madrid. Una giornata tipica è simulatore dalle 9 alle 17, riunione con gli ingegneri, cena alle 19.30, sto un po’ cambiando l’orario spagnolo, poi a letto presto e il giorno dopo si riprende con altre riunioni. Sto facendo bene la dieta, per avere energia il giorno dopo”.

La F1 è tecnologia estrema, le piace approfondire le questioni con gli ingegneri?
“Si, mi piace andare nei dettagli, la F1 mi piace non solo perché posso guidarla, ma anche per la tecnologia e il talento che c’è dietro al lavoro per realizzare queste monoposto, la meccanica, l’aerodinamica, sono tanti gli elementi da imparare per conoscere le dinamiche di una F1 moderna, davvero complessa”.

Su cosa si concentra nella messa a punto?
“Direi aerodinamica, meccanica inteso come grip meccanico, il motore, l’area del differenziale che bisogna regolare come pilota. Il pilota sicuramente ha meno controllo sull’aerodinamica, ma è quella che dà più grip nelle curve. Il resto si può imparare, per esempio l’Ers (Energy recovery system; n.d.r.) che se si sa impiegare bene può garantirti più sorpassi in gara”.

È giusto che la F1 abbia rinunciato al sound dei V10 e dei V8 per queste moderne power unit ibride?
“Non so se è proprio una rinuncia, spesso i fan credono che le F1 attuali non facciano più rumore, ma poi quando vengono ai box vedo che comunque cercano di coprirsi le orecchie perché il rumore è forte, certo diverso da V10 e V8 passati. Io personalmente mi sto abituando, non lo vedo come un problema. Se riusciamo a fare divertenti, macchine veloci e spettacolari il sound diventa qualcosa di cui i fan nemmeno si preoccupano”.

Quanto è difficile gestire le F1 attuali che hanno da tenere in considerazione l’energia elettrica, i consumi rispetto alle categorie inferiori?
“È un altro mondo, specie parlando dell’ibrido con i sistemi di recupero dell’energia. Di base la macchina fa da sola, ma con l’Ers si può ricaricare la macchina in alcuni punti per sfruttare l’extracarica in rettilineo per fare dei sorpassi o nei giri che precedono o seguono un pit stop”.

Quanto si usano i manettini sul volante?
“Un giro di qualifica è abbastanza intenso, li usiamo appena abbiamo una possibilità in rettilineo perché il bilanciamento della macchina cambia in ogni curva, a seconda del vento, della tipologia di curva e quindi gli assetti si possono personalizzare con una mappatura del differenziale, della frenata, il freno motore. Si può anche non fare nulla, ma se si ha la possibilità, lo si fa per ottimizzare ogni curva”.

Nel 2022 cambiano i regolamenti tecnici, vedremo davvero più sorpassi?
“Voglio credere di sì, sto seguendo il lavoro della F1 per sviluppare un regolamento che consenta alle macchine in scia di seguire più da vicino, che generino meno area sporca, la stessa Pirelli sta creando gomme apposite. Per me si sta andando nella direzione giusta, mi piace vedere che la F1 si modifica per andare alla ricerca di più spettacolo, che poi è quello che vogliono tutti, il compromesso perfetto è auto velocissime e gare spettacolari”.

I carburanti ecologici dal 2022 sono una svolta per la sostenibilità ambientale?
“A volte bisogna fare un passo indietro per farne due in avanti, il mondo va in questa direzione e la F1 deve essere pioniera in questa direzione. Vedo che i nostri partner della Shell e i motoristi sono carichi a fare un motore da 900-1000 cavalli con maggiore efficienza e energia ancora più pulita di quella che abbiamo adesso. La gente spesso non considera che queste monoposto raggiungono i 1000 cavalli col 50% di efficienza e consumi ridottissimi, solo 100 chili di carburante”.

Le piacerebbe contribuire allo sviluppo delle vetture del futuro, come fa la Ferrari che inserisce l’ibrido sulle sue stradali?
“Perché no, in F1 siamo già al settimo anno coi motori ibridi , mi piacerebbe, ho già provato la SF90 stradale e facevo quasi fatica a tenerla in pista, mi hanno stupito i 1000 cavalli ibridi su una stradale, possono regalare tante emozioni nella guida rispetto alle macchine del passato”.

Che automobilista è nella vita di tutti i giorni?
“Diciamo che anno dopo anno cerco un equilibrio tra prestazioni e comfort. Quest’anno ho già provato 3-4 Ferrari che mi hanno aperto la mente, nel vedere come alla potenza si possa abbinare la comodità, la Ferrari Roma mi ha stupito, in autostrada in certi momenti nemmeno mi accorgevo di essere così veloce e dovevo rallentare, una sensazione bellissima”.

Ha fiducia di poter lottare per il campionato nei prossimi anni con Leclerc?
“Sicuramente, è anche per questo che ho scelto la Ferrari, non ci sono tante squadre che hanno possibilità e capacità di reazione. Certo è difficile ma già quest’anno stiamo dimostrando di essere più veloci, ora ci serve un po’ di tempo, vogliamo costruire una squadra vincente, magari non l’anno prossimo ma quelli dopo. Vediamo cosa succede col nuovo regolamento, stiamo lavorando per essere competitivi già nel 2022 ma non sappiamo il livello degli avversari”.

Cosa vorrebbe dire ai tifosi?
“Di avere un po’ di pazienza, il 2021 è un anno di ricostruzione della squadra e della confidenza per ripartire nel 2022. Stiamo costruendo una buona squadra, per gli anni futuri, piloti e tutti a Maranello siamo carichi per riuscirci”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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