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Russo (capo epidemiologia Area metropolitana): «Milano come Lodi a marzo. Lockdown inevitabile»

Tutte le epidemie corrispondono storicamente a momenti in cui le società hanno dovuto rivedere la propria organizzazione. Ma in questo momento va detto che non è pensabile lasciare stabilmente aperte tante terapie intensive, troppo costose, perché stabilmente abbiamo bisogno di altri tipi di interventi. Un posto letto in terapia intensiva costa 10mila euro, contro i mille di un normale posto. Dobbiamo piuttosto diventare capaci a aprire e chiudere rapidamente, come hanno fatto in Cina.

Non vede in un lockdown un rischio per l’economia – la stessa che con le tasse tiene in piedi anche il sistema sanitario?

Sarebbe meglio, appunto, intervenire con una coscienza sociale forte. O, per il momento, con un breve lockdown, che, ripeto, in questo momento mi pare inevitabile.

Non crede occorra anche un buon sistema di tracciamento dei contagi, che in questo momento il sistema sanitario non riesce ad assicurare?

Sono diventati troppi i tracing: ogni caso porta a 50 interviste, della durata di due o tre ore ciascuna. Occorre una forza lavoro che non abbiamo. Però va detto che la coscienza sociale sta aumentando. Abbiamo avuto una grande risposta in sole 24 ore ad un messaggio inviato a 7mila casi, a cui abbiamo chiesto di collegarsi al nostro portale per ricevere informazioni e dirci chi sono i familiari stretti.. Un terzo di loro ha subito aderito. Buon segno: la coscienza sociale dei milanesi c’è.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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