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Russia, il summit Putin-imprese italiane è un caso diplomatico

È un caso diplomatico l’incontro di questa mattina alle 11 in videoconferenza tra le principali imprese italiane presenti in Russia, da Pirelli a Unicredit, da Enel a Banca Intesa, da Eni a Generali, e il presidente Vladimir Putin. Un incontro d’affari, per sviluppare le relazioni economiche, ma che arriva nel mezzo della più seria crisi diplomatico-militare degli ultimi anni ai confini dell’Europa.

La notizia è stata rilanciata con l’elenco dei partecipanti ieri sera dal Financial Times, dopo che nel corso della giornata era stata annunciata da una nota stampa ufficiale del Cremlino. Un’evidenza che crea imbarazzi, per la tempistica più che per l’evento in sé, che è stato tenuto già più volte. Così in serata sono arrivate le prime defezioni: Eni non parteciperà all’incontro, ha precisato il portavoce del gruppo, né tramite l’amministratore delegato Claudio Descalzi né altri esponenti della società. La Farnesina è stata informata di questo summit ma — è la precisazione che si raccoglie — si tratta di un’iniziativa privata a livello imprenditoriale, al quale non partecipa l’ambasciatore.


All’evento in agenda oggi, secondo quanto svelato dal quotidiano britannico, dovrebbero partecipare tra gli altri Francesco Starace, ceo di Enel, Andrea Orcel, ceo di UniCredit, Antonio Fallico, presidente Russia di Intesa Sanpaolo, mentre per Generali ci sarà non l’amministratore delegato Philippe Donnet ma il presidente Gabriele Galateri. Anche l’Eni veniva citata tra i presenti dal quotidiano britannico, prima del ritiro di ieri sera. Non confermata la partecipazione di Marco Tronchetti Provera, numero uno di Pirelli. Proprio pochi giorni Unicredit pareva interessata a rilevare dallo Stato Otkritie Bank, settimo istituto russo: un dossier poi accantonato anche per l’inasprirsi delle tensioni geopolitiche. Al summit parteciperanno anche manager russi importanti come Igor Sechin, numero uno del gigante petrolifero Rosneft, vicinissimo a Putin, e Kirill Dmitriev, capo del Russian Direct Investment Fund.

A organizzare l’incontro è stata la Camera di Commercio italo-russa presieduta da Vincenzo Trani. Si parlerà della «possibilità di rafforzare la cooperazione nei settori dell’energia, industria, finanza e tecnologie ambientali», ha fatto sapere il Cremlino. Putin «si aspetta che le grandi imprese possano indebolire la politica dell’Occidente nei confronti della Russia», è la lettura dell’analista Akexander Gabuev, del Carnegie Moscow Center, citato dall’Ft. I timori sono per l’energia. «Quando si muovono soldati e si parla di carri armati bisogna sempre mettersi a disposizione per evitare guai. Egoisticamente aggiungo che qualora qualcuno chiudesse i rubinetti del gas, a differenza di altri Paesi europei l’Italia è al buio e al freddo da domani», ha commentato il leader della Lega, Matteo Salvini.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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