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Roma, Mourinho: “Basta bugie, voglio vincere la Conference League”

ROMA – La Roma torna di nuovo in campo in Conference League dopo il doppio successo negli spareggi contro il Trabzonspor. La squadra di Mourinho domani sera all’Olimpico affronterà il Cska Sofia per il primo match della fase a gironi. Questo pomeriggio il tecnico giallorosso è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match. 

Come sta la squadra? Come si fa a mantenere alto il livello di tensione?
“Cinque vittorie non sono cinquanta, e tre vittorie in campionato non sono trenta. Non c’è ragione per essere ulta ottimisti e ultra positivi. I risultati positivi però sono importanti perché aiutano nel processo di crescita e di sviluppo della squadra. I tifosi sono felici, però anche loro devono essere equilibrati come noi, cioè capire che è un processo e stiamo lavorando solo da due mesi. Si sente l’evoluzione a tutti i livelli ma dobbiamo essere tranquilli. Lo stadio è al massimo della capienza è bello e può spingere le autorità a capire che c’è una voglia tremenda dei tifosi di tornare e aspettano la normalità, lo stadio esaurito. Mantenere alto il livello è una caratteristica che noi vogliamo mantenere. Dico ai miei che tutto cioò che è meno del 100% è niente, dobbiamo mantenere questa caratteristica. Contro il Sassuolo potevamo perdere, ma la nostra ambizione e l’empatia con i tifosi non è negoziabile. Siamo in costruzione. Il turnover? Sì, ci saranno dei cambiamenti rispetto a domenica scorsa. L’importante però è mantenere la struttura perché è importante un risultato positivo in una competizione dopo passo dopo passo vogliamo ottenere la qualificazione alla prossima fase”. 

I tifosi della Roma pazzi di Mourinho: cori e ovazione dopo la cena

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Come si gestisce un giocatore come Zaniolo che viene da un periodo di lunga inattività? Domani gioca?
“I giocatori non sanno ancora chi giocherà. Con Nicolò bisogna trovare un equilibrio tranquillo, senza pressioni. Sta bene. L’infortunio è passato, così come le sensazioni negative. L’altro giorno era stanco, e capisco che quando i giocatori vanno in nazionale c’è poco tempo per lavorare. Se un giocatore va in nazionale e gioca torna con condizioni fisiche ridotte. Questo lo abbiamo sentito con Zaniolo e con altri giocatori. Se ha recuperato potrà giocare, ma non voglio parlare sempre delle condizioni di Nico. L’infortunio è al passato, ora guardiamo al futuro”. 

In cinque partite ha giocato solo con tredici titolari. Come si tiene compatto il gruppo di quelli che non giocano e che si sentono esclusi? Il fatto di essere il primo allenatore a vincere tutte le coppe europee è un fattore extra?
“I giocatori sono intelligenti e capiscono le cose. Se un ragazzo non gioca titolare capiscono nel modo in cui gli guardiamo, commentiamo gli allenamenti e le partite. Per me El Shaarawy è un giocatore importante, un titolare. Io non ho mai avuto una stessa squadra che inizia e finisce la stagione. La stagione è una strada tortuosa. i giocatori devono capire che senza di loro siamo morti, non possono sempre giocare gli stessi. Stephan sa che mi piacciono le sue caratteristiche, e che all’inizio della stagione doveva tornare in forma: tra Cina e infortunio aveva perso intensità e dinamismo. Adesso sta crescendo. Prima della gara contro il Sassuolo avevamo parlato un po’ e gli avevo detto che domani giocherà titolare. Lo spogliatoio è unito, i giocatori sanno i propri ruoli e rispettano le decisioni dell’allenatore. Questo è un bel gruppo. La Conference League? Come assistente ho anche vinto una coppa che non esiste più, la Coppa delle Coppe. L’ho vinta col Barcellona nel 1997. Mi piacerebbe vincere la Conference, ma adesso siamo lontanissimi dal vincerla. Ma cercheremo di vincere. Mancano ancora tante partite, e non voglio essere bugiardo nel dire che non mi interessa vincere. Prima passiamo i gironi, poi vediamo. Questo è un progetto collettivo, e se qualcuno che ha giocato contro il Sassuolo andrà in panchina andrà bene. Tutti sono importanti”. 

I Friedkin lasciano la cena della Roma fra l’entusiasmo dei tifosi

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Ci sono squadre dove i giocatori rendono meglio nelle partite tra andata e ritorno?
“La Roma l’anno scorso ha fatto molto bene in Europa League. La sconfitta col Manchester è stata pesante, perché il club inglese è una squadra con un potere diverso e la Roma era arrivata in quella partita con difficoltà. Non so se questa squadra è più adatta per una competizione o per un’altra. Il campionato è molto più importante della Conference League, ma io voglio che la squadra abbia una mentalità forte. Deve pensare che la prossima partita sarà sempre la più importante. Domani non giocherà Vina ma Calafiori, è un cambio normale”.

Si aspettava tanti tifosi fuori dal ristorante ieri sera?
“È stato molto importante per noi e per i giocatori, anche quelli che arrivano dall’estero come Vina e Abraham che capiscono dove sono.  Ringrazio i tifosi. Questa empatia che si è creata è molto importante. Noi dobbiamo essere tranquilli e capire che dobbiamo lavorare tanto. Oggi abbiamo avuto la riunione sulla gara contro il Sassuolo e abbiamo visto gli errori individuali e collettivi: noi siamo in una crescita costante. Sono convinto che anche senza il gol di El Shaarawy i tifosi sarebbero andati a casa convinti che la squadra aveva comunque dato tutto”. 

Come stanno i quattro centrali difensivi? Pensa a qualche cambio, come Kumbulla?
“Se gioca Kumbulla e non gioca Mancini poi tu mi chiedi perché non gioca quest’ultimo. O magari se non gioca Smalling magari pensi a un problema legato ai tempi di Manchester. Quattro centrali è il numero giusto. Sono contento del gruppo dei centrali, hanno caratteristiche ed età diverse. Domani non cambierà tutti e due i centrali”. 

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Fonte: corrieredellosport.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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