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Roma, i pazienti restano bloccati nelle ambulanze: è record di malati in attesa di ricovero

Record di malati in attesa di ricovero: la rete ospedaliera della Regione Lazio è in sofferenza. Un picco che non si registrava da inizio pandemia. Le cifre, registrate ancora questa mattina, confermano quanto sta avvenendo in tutti gli ospedali della regione e della Capitale: alle nove di questa mattina erano 743 in attesa di ricovero con 568 da oltre 24 ore. L’equivalente, per capienza, di un ospedale come il San Camillo. Un record negativo che ha superato quello registrato nella prima ondata della pandemia (primo marzo – 30 aprile 2020) quando il totale dei malati in attesa aveva toccato i 600 malati in attesa in un solo giorno. 

Roma, allarme posti letto negli ospedali: ambulanze bloccate con pazienti a bordo

Obiettivo aumentare posti letto

Mentre padiglioni, reparti e terapie intensive sono già al limite. Ecco perché ieri – lunedì 27 dicembre – durante il tavolo settimanale tra Regione e ospedali, è stato fatto il punto sull’attuale situazione. L’obiettivo da qui ai prossimi giorni è quello di aumentare i posti letto da dedicare ai Covid ma non solo. Intanto ieri sono stati aperti altri 40 letti, 20 all’ospedale San Giovanni e 20 all’ospedale San Camillo. Ancora troppo pochi per rispondere alla richiesta. 

Le ambulanze bloccate 

Con la rete dei ricoveri che funziona a singhiozzo, già è scattato l’emergenza sul blocco ambulanze. Alle 11 di questa mattina della flotta di 240 se ne contavano 46 bloccate nei piazzali: dall’ospedale San Camillo, al Pertini all’Umberto I. Questo perché, i pazienti senza un posto letto, restano bloccati nelle ambulanze che diventano delle sale visita. 

I pronto soccorso 

«È necessario accelerare sull’apertura dei posti letto. Non c’è, e questo lo abbiamo registrato anche in passato, un allineamento temporale. Il tempo di reazione per l’apertura di reparti Covid, è ancora troppo lento» spiega Adolfo Paganelli direttore del pronto soccorso del policlinico Casilino. A rallentare la registrazione dei nuovi ricoveri però, non sarebbe stato solo l’aumento di malati e quindi di richieste. Nei giorni festivi infatti, con meno personale in corsia, calano anche le dimissioni. Tuttavia «è chiaro che stiamo vivendo un momento molto delicato – conclude Paganelli – causato da diversi fattori. L’unica soluzione è di aumentare al più presto i posti letto».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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