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Roberto Grandi, il ritiro dalle Comunali di Bologna dopo le parole di Lorenzo Prodi

Roberto Grandi, capolista della lista civica del candidato di centrosinistra Matteo Lepore: si è ritirato dalle elezioni
Roberto Grandi, capolista della lista civica del candidato di centrosinistra Matteo Lepore: si è ritirato dalle elezioni

«Sono convinto che Bologna avrebbe avuto da offrire tante altre persone con curriculum valido che non siano implicate in situazione simili:ritengo inopportuna e fuori luogo la candidatura di Roberto Grandi con un processo alle porte. E infelice la scelta di Matteo Lepore di partecipare a un memorial per la morte di un ragazzo di 18 anni e poi candidare chi è accusato di omicidio stradale nei suoi confronti». Dalle frequenze web di Radio 1909, di cui è socio, le parole di Lorenzo Prodi piombano come un macigno sulla campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra, terremotando la sua lista civica e spingendo al ritiro dalla corsa il capolista Roberto Grandi. «Per mantenere il clima civile e responsabile della campagna elettorale e per non distrarre il dibattito dai temi sul futuro di Bologna – annuncia Grandi – nel rispetto del dolore della famiglia di Matteo Prodi e ipotizzando che anche per loro la mia eventuale presenza in Consiglio Comunale sia inopportuna, mi faccio da parte». Mentre il candidato del centrosinistra, pur rivendicando la scelta compiuta nella composizione della lista, ringrazia il presidente dell’Istituzione Bologna Musei «per la sua sensibilità e la scelta di fare un passo indietro per rispetto di quel dolore. Chi lo conosce sa quanto questa vicenda tragica abbia cambiato anche la sua vita. Mi auguro che questa sua scelta permetta di riportare ogni valutazione su quanto è successo nelle sedi più opportune».


Il duro attacco di Lorenzo Prodi

È uno sfogo durissimo quello arrivato da Lorenzo Prodi in merito al dramma capitato al cugino Matteo Prodi, il pronipote di Romano Prodi (il nonno è Vittorio Prodi, fratello dell’ex premier ed ex europarlamentare), morto nel febbraio 2020 mentre era in bici sui Colli travolto da un’auto guidata proprio da Grandi, il presidente dell’Istituzione Bologna Musei scelto a guidare la lista Matteo Lepore sindaco. «Io non ho mai parlato apertamente della questione, perché mi fa molto male. Poi è successo qualcosa che ha cambiato le carte in tavola. Da qualche settimana questo dolore è diventato sempre più forte – racconta alla radio Lorenzo Prodi – perché qualcuno ha decisi di andare a rimestare in questa profonda e dolorosa ferita. E questa persona è Matteo Lepore, candidato sindaco a Bologna». Candidando Grandi, oggi imputato per omicidio stradale (l’udienza preliminare sarà il mese prossimo), Lepore ha compiuto «una scelta politica infelice, che dal mio punto di vista – accusa Lorenzo Prodi – ha fatto consapevole della situazione che c’era». Il nipote di Vittorio Prodi definisce «una provocazione» l’aver sentito Grandi parlare di sicurezza stradale durante la presentazione della lista Lepore, senza fare il minimo accenno all’incidente che è costato la vita al cugino. «Sono sicuro che un incidente così lo abbia turbato e creato sofferenze anche in lui», prosegue Lorenzo Prodi, che dopo aver letto di come Grandi si sia sentito ringiovanito dall’avventura elettorale confessa di aver pensato «a Dorian Gray. Dall’altro lato della medaglia di questo suo sentirsi giovane ci siamo io, i miei familiari e chi conosce Matteo. Siamo noi che subiamo questo suo ringiovanire e vi assicuro che per chi soffre il dolore è veramente tanto».

Roberto Grandi: «Mi ritiro, ma non ho voluto provocare nessuno»

Un intervento durissimo, che ha spinto il capolista di Matteo Lepore sindaco a farsi da parte. «A oltre un mese dall’annuncio della mia candidatura, e a una decina di giorni dalla data delle elezioni, la mia scelta è ritenuta inopportuna da Lorenzo Prodi, che giudica addirittura provocatoria una mia frase tesa a sottolineare la centralità del valore della libertà di movimento dell’infanzia. Cosa ovviamente lontana da ogni mio intendimento. Prendo atto di queste affermazioni», scrive Grandi annunciando il ritiro della sua candidatura.

Lepore: «Non ci sono e non c’erano ostacoli giuridici alla candidatura»

«Per amore di verità voglio dire che non c’erano e non ci sono ragioni ostative alla sua candidatura sul piano giuridico, dato che il processo che dovrà definire eventuali responsabilità non è neanche cominciato; né rispetto al codice etico del Pd sulle candidature, codice che ho sottoscritto», commenta Lepore, valutazioni che però «di fronte al dolore di una famiglia vengono dopo. Anche per questo, mi sono ripromesso di scrivere loro in privato quello che provo e che mi sento di dire».

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22 settembre 2021 (modifica il 23 settembre 2021 | 06:53)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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