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Ritorno della zona gialla in Italia, quando e dove? Le cose da sapere

Si affaccia lo spettro della zona gialla in Italia a causa dell’avanzata della variante Delta con conseguente risalita dei contagi. Il timore è che il nuovo aumento dei casi, spinto anche dall’assenza di misure restrittive, vacanze e maggiori occasioni di svago e assembramento, possa portare le regioni più a rischio ad abbandonare la zona bianca e tornare in uno status di maggiori controlli e restrizioni.

Non si esclude che l’Italia possa seguire l’esempio della Francia, dove quest’estate servirà il green pass per bar, ristoranti, cinema, teatri, parchi divertimento, treni e aerei; né si escludono nuovi criteri per l’assegnazione delle zone.

Ma davvero rischiamo un ritorno delle zone gialle in Italia e nuove restrizioni? Quali sono le intenzioni del Governo e cosa si farà per fermare la variante Delta quest’estate? Cambieranno i parametri per i colori delle regioni? Facciamo chiarezza.

In Italia torna la zona gialla?

Anche se la variante Delta è presente in Italia e responsabile di un aumento del tasso di positività, “il numero di contagi è ancora esiguo”, ha spiegato il sottosegretario della Salute Pierpaolo Sileri a Radio 24, aggiungendo che per il momento “non c’è bisogno di tornare alle zone gialle”.

Stando alle parole del medico pentastellato, quindi, la zona bianca non è messa in discussione, almeno nel breve termine.

Le regioni “a rischio” zona gialla

Perché, allora, si teme che 4 regioni potrebbero tornare in zona gialla? Le regioni in questione sono Abruzzo, Sicilia, Marche e Campania che, stando all’ultimo monitoraggio settimanale dell’Iss, hanno registrato una maggiore risalita dei casi, stoppando la discesa che andava avanti da tempo. Il report ha poi mostrato che 8 regioni e province autonome (Abruzzo, Campania, Marche, Bolzano, Trento, Sardegna, Sicilia e Veneto) sono tornate ad avere una classificazione complessiva del rischio moderata e che in 2, Abruzzo e Sardegna, l’indice Rt è tornato sopra la soglia dell’1.

Secondo i parametri attuali, la zona gialla scatta con più di 50 casi Covid ogni 100mila abitanti. Attenzione, però, perché al momento nessuna delle regioni italiane ha numeri che giustificherebbero l’abbandono della zona bianca. Anche se i casi aumentano, i valori in Sicilia, Abruzzo, Marche e Campania restano bassi (inferiori ai 20 casi ogni 100mila abitanti). Il rischio zona gialla potrebbe concretizzarsi se la curva, invece di scendere o interrompersi, continuerà a salire in modo rapido superando la soglia dei 50.

Nuovi parametri per la zona gialla

Visto che all’aumento dei contagi, per ora, non sembra corrispondere un aumento di ricoveri e decessi grazie alle vaccinazioni, le regioni chiedono di rivedere i parametri con cui si entra in zona gialla, dando più peso al dato sulle ospedalizzazioni. È d’accordo Andrea Costa, sottosegretario alla Salute insieme a Pierpaolo Sileri. “I dati ci dicono che non nostro Paese la situazione epidemiologica è sotto controllo. Credo che la riflessione sui parametri per le chiusure chiesta dai presidenti di Regione sia opportuna e giusta, perché i contagi possono anche innalzarsi ma dobbiamo monitorare la pressione sugli ospedali, è questo che ci deve preoccupare”, ha detto Costa ai microfoni di Rai Radio 1.

Nulla è stato ancora deciso. Tutto potrebbe restare com’è, irrigidendo le regole sull’uso del green pass o sul numero minimo di tamponi da fare settimanalmente per restare in zona bianca; oppure potrebbero abbassare le soglie per ricoveri e terapia intensiva.

Il Governo starebbe valutando tutte le ipotesi sul tavolo per evitare una nuova ondata, ma bisognerà aspettare almeno il prossimo monitoraggio settimanale dell’Iss per avere un quadro più chiaro sugli scenari futuri.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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