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Riforma dello sport, il Cio pronto a convocare Malagò

Domani, martedì, un’altra, l’ennesima, riunione fra Vincenzo Spadafora e i rappresentanti dei partiti della Maggioranza: tema, la riforma dello sport che non va avanti. Domani si parlerà anche di una nuova bozza appena uscita. Ma Italia Viva ha già spiegato al ministro Spadafora che non ci sono le condizioni affinché il testo vada in cdm. Troppi i punti non condivisi. C’è stato un summit anche sabato scorso, in videoconferenza, ma non ha portato a grandi risultati: si è parlato soprattutto di lavoro sportivo (tra l’altro argomento fuori delega…), dove permangono differenze di opinioni. L’onorevole Patrizia Prestipino (Pd) avrebbe voluto trattare di Coni e mandati: niente da fare, se ne parlerà (forse) domani. Mercoledì intanto riunione a Losanna dell’esecutivo del Cio: si parlerà anche della situazione dei Noc (comitati olimpici), quindi anche del caso Italia. Bach potrebbe aprire un’istruttoria sul Coni in mancanza di risposte chiare su autonomia e governance. Il primo passo verso provvedimenti seri. Il Cio dovrebbe convocare Malagò nell’esecutivo che si terrà più avanti: il presidente del Coni sarà tenuto a fare una relazione. “Su questa vicenda-disse tempo fa-non si deve scherzare…”.

Spettatori e protocollo, sport di squadra in crisi
Fra protocollo sanitario, col potere alle Asl, e spettatori (massimo 1000 all’aperto e 200 al chiuso) gli sport di squadra sono in piena crisi, e rischiano di chiudere bottega: il calcio sarà ricevuto oggi dal ministro Spadafora, le altre discipline aspettano e si appellano a Giovanni Malagò, che vada, il più presto possibile, a parlare con il premier Conte (anche per parlare della riforma dello sport che non piace a nessuno, atleti inclusi). Giorgetti e adesso Spadafora hanno tentato di togliere centralità al Coni, e in parte, c’è da dire, ci sono riusciti: una volta Gianni Petrucci, per 14 anni alla guida del Comitato Olimpico Italiano, teneva i contatti con D’Alema, con Veltroni, con la Melandri, con i ministri degli Interni, Pisanu e Amato. Oggi Spadafora riceve solo i vertici del calcio, non Malagò. Niente basket, volley, pallanuoto, pallamano. Gli altri sport di squadra, sono più che mai preoccupati. Anche se, con un Coni destinato meno centro dello sport, molti presidenti si sono mossi autonomamente bussando a Palazzo Chigi, e qualcuno ha scavalcato anche Spadafora. Il risultato è che siamo a questo punto. Punto zero. Con 200 spettatori cosa ci fa l’Armani di basket? Non ci saranno più deroghe dalle Regioni?

A lanciare l’allarme ieri Paolo Barelli, presidente della Federnuoto (Fin). “Se non si fa chiarezza gli sport di squadra, tutti, rischiano di saltare” (vedi Spy Calcio del 4 ottobre). In consiglio nazionale Petrucci aveva parlato di “mobilitazione” da parte dello sport: un avviso ai naviganti, lo sport non farà mai sciopero. Di questi tempi, poi. Ma la rabbia delle Federazioni cresce, di giorno in giorno.
 
Federazione sci nautico (e surf): Serafica verso il terzo mandato
Luciano Serafica è stato eletto nel 2014 per la prima volta, riconfermato nel 2016 e il 29 ottobre a Milano farà tris: per la terza volta sarà il presidente della Federazione italiana sci nautico e wakeboard. Serafica sarà il candidato unico. La Federazione sci nautico da un paio di anni si occupa anche di surf, sport giovane, in piena ascesa pure da noi. Sono state investite risorse per il sogno olimpico (vedi Spy Calcio del 24 settembre), sperando che la pandemia dia tregua e si possano fare le qualificazioni a El Salvador.
 

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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