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Riapertura sale da gioco, dai controlli nei locali all’interruzione a intervalli: le raccomandazioni del ministero

“Dopo la forzosa astinenza – si legge nota – si ritiene necessario adottare con urgenza misure a tutela della salute pubblica” in quanto potranno produrre “un impatto negativo sulla salute”.

Nell’anno 2019 il volume del denaro in attività di azzardo ammontava a oltre 110 miliardi di euro, giocate da una popolazione pari a circa 5,2 milioni di persone. A sollecitare la nota, inviata agli Assessori regionali alla Sanità, le preoccupazioni dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave che, nel corso della riunione del 23 giugno scorso ha compiuto un esame delle implicazioni del riavvio a pieno regime della capillare distribuzione dei giochi pubblici con vincita in denaro che disponeva di circa 230mila punti vendita prima del blocco decretato per la pandemia.

In questi mesi, si legge, “i giocatori hanno avuto una inattesa remissione del sintomo per la forzata interruzione della presenza dei punti di gioco”. Mentre le famiglie “hanno visto attenuarsi il carico di tensioni e problematiche anche di natura economica innescate dalle condotte del familiare con dipendenza da gioco d’azzardo”. Ora, “la riapertura dell’intera rete distributiva di gioco d’azzardo con supporto fisico si cumulerà con l’avvenuto incremento del gioco su canale telematico registrato proprio nei mesi del lockdown accentuando ancora di più le conseguenze negative del balzo dell’offerta prevista dal primo luglio”. Di qui, “l’acuta preoccupazione” denunciata dall’Osservatorio.

Le indicazioni – Per “prevenire i gravi rischi correlati alla riapertura”, le indicazioni prevedono tra l’altro: ispezioni preventive dei locali adibiti al gioco con riferimento a spazi, illuminazione, areazione, rispetto delle distanze e degli obblighi di mascherina; gradualità nella rimessa in funzione dei sistemi con verifiche preventive da parte delle Asl; obbligo di interruzione a intervalli programmati; sospensione delle somministrazioni di bevande alcoliche e dell’uso di tabacco “ovunque compreso nei locali disponenti di sistemi di areazione” ed “evitare l’oscuramento delle vetrate delle zone dei locali adibiti al gioco d’azzardo”. 

Covid, “Nelle sale da gioco più complessa la prevenzione” – Le attività di gioco d’azzardo presentano “notevole complessità nella prevenzione del contagio” e “hanno una classificazione del rischio di livello medio alto per il rischio di aggregazione in locali al chiuso”, in cui si somministrano alcolici ed è consentito il fumo. E’ quanto si sottolinea ancora nella nota.

Le raccomandazioni mirano a mitigare l’effetto boomerang nei giocatori con dipendenza patologica dopo mesi di chiusura, ma hanno un occhio di riguardo anche verso il “mantenimento del regime di cautela per una possibile riacutizzarsi della pandemia”. Quali esercizi, infatti, precisa la nota, “si svolgono quasi esclusivamente in spazi confinati per la connotazione intrinseca del gioco e presentano una notevole complessità nella prevenzione del contagio anche per le numerose evidenze di utilizzo di superfici di contatto promiscuo”.

Un “ulteriore elemento di complessità” sottolineata già dal Cts, riporta la nota, è legato alle attività dei lavoratori e dei clienti e consiste nella “impossibilità di previsione dell’utilizzo della mascherina da parte di tutti i presenti negli ambienti, anche in relazione al consumo di alimenti e bevande e del fumo di tabacco che avviene nei locali da gioco”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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