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Renzi: “Un complotto per mandar via Conte? Come stanno le cose…”

Prosegue lo scontro a distanza tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi, ai ferri corti da ben prima che l’ex sindaco di Firenze desse la spallata definitiva al governo presieduto dal sedicente avvocato del popolo.

Ancora una volta al centro del dibattito le presunte trame ordite dall’uomo dello “stai sereno” più famoso d’Italia nei confronti dell’allora presidente del Consiglio con lo scopo di far crollare il fortino giallorosso. Tra i temi principali del dibattito c’era stata la famosa questione della delega ai servizi segreti, a cui Italia Viva teneva in modo particolare, tanto da aver dato l’aut-aut a Giuseppi nel caso in cui non avesse acconsentito alle richieste della compagine renziana.

Manco a farlo apposta, giusto per creare ancora più tensioni e dare adito ad ulteriori sospetti, l’incontro, anche questo oramai celebre, avventuto all’Autogrill di Fiano Romano lo scorso 23 dicembre (cioè quando ancora il governo Giuseppi II era in piedi, se pur traballante) tra Matteo Renzi e lo 007 e dirigente del Dis Marco Mancini. Un incontro casuale, secondo Renzi, e poco probante, che comunque qualche strascico lo ha avuto, quantomeno per Mancini: quest’ultimo, infatti, ha ricevuto il benservito dal Dis, con una sorta di prepensionamento la cui unica alternativa sarebbe stata rappresentata dal ritorno nell’Arma dei carabinieri col grado di maresciallo.

Giuseppi aveva poco gradito questo rendez vous pre-natalizio, tanto da vedervi del marcio: “Io credo che qualsiasi rappresentante delle istituzioni, un segretario di partito in questo caso, debba rispondere del suo operato in modo trasparente. Renzi fa gli incontri che ritiene, e si vanta anche degli incontri che fa, però è giusto che risponda, in tutte le sedi istituzionali, del perché e per come si ritrovi in una area di servizio con un uomo dell’intelligence con cui non avrebbe ragioni istituzionali tali da giustificare l’incontro”, aveva dichiarato l’uomo dei Dpcm notturni.

“Peraltro”, aveva aggiunto Conte,“il premier incontra di solito i direttori dei Serivizi, Mancini credo di averlo incontrato una sola volta. Poi ci sono le occasioni pubbliche, dove si incontrano tutti. Diciamo che, quando ho incontrato io Mancini non ricordo che fosse in un autogrill, ma nella sede istituzionale propria”.

Un episodio che continua a generare polemiche, tanto che il leader di Italia Viva è dovuto tornare su di esso anche nel corso di un intervento a “L’aria che tira” su La7. “L’incontro con Mancini all’autogrill? È un dirigente dello Stato che incontra anche Di Maio, Salvini, Conte. Non ho fatto ‘aumm’aumm’…”, dichiara Renzi in un chiaro esempio di captatio benevolentiae.“Stavo tornando a casa di corsa e gli ho chiesto di incontrarci all’autogrill”, puntualizza ancora l’ex sindaco di Firenze. “Io non ho nulla da nascondere. Un complotto per mandar via Conte? Maddechè: ero andato in tv a dire di voler mandar via Conte se non cambiava”, chiosa l’ex segretario del Partito democratico.

L’affondo di Renzi prosegue nella sua analisi dei CinqueStelle, oltre che quella del nuovo leader spirituale Giuseppi. “Sono imbarazzanti: hanno cambiato posizione su Olimpiadi, Tap, Tav, adesso Di Maio ha chiesto scusa sulla giustizia. Se Di Maio ha tempi di reazione di cinque anni, sono convinto che tra cinque anni ci diranno scusa anche per averci attaccato sul passaggio Conte-Draghi”. Renzi poi torna ancora ad analizzare la figura dell’ex premier: “Uno dei temi che in questo momento mi interessa meno in assoluto è capire se Conte ha un futuro o no come leader politico. Ha fatto una grande operazione di immagine sulla sua persona, ma penso che il Movimento sia finito”, conclude.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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