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Renzi e l’incontro con lo 007 Mancini: “La Belloni ha imposto il segreto di Stato: un incontro in autogrill c…

La maledizione di Marco Mancini non risparmia nemmeno questa legislatura. La spia (ora in pensione) che per una vita ha sussurrato alle orecchie della politica diventando così protagonista di alcuni dei fatti più dibattuti della storia recente italiana, a partire dal rapimento di Abu Omar, torna infatti al centro della scena; un libro di un ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi (la riedizione del suo fortunato “Il mostro”,) accusa l’attuale numero dei servizi italiani, Elisabetta Belloni, di aver opposto senza ragione il segreto di Stato n una vicenda che lo riguarda. «E lo ha fatto qualche mese dopo – dice Renzi – che io mi ero schierato contro la sua elezione a presidente della Repubblica. Chiunque potrà farsi delle domande…».

La storia è quella dell’incontro in Autogrill del dicembre del 2020 tra Renzi e appunto Mancini. Incontro ripreso con il telefonino da un’insegnante che passava lì per caso, o almeno questo è stato sempre raccontato, e poi mesi dopo trasmesso in esclusiva da Report. Dopo la pubblicazione di quel servizio Mancini è stato travolto dalle polemiche (si era nel pieno di una crisi politica e l’incontro era stato ritenuto particolarmente inopportuno) tanto da essere convinto a un pensionamento anticipato. Di più: da quella vicenda sono nate diverse inchieste giudiziarie, figlie delle denunce di Renzi e di Mancini. La procura di Roma ha verificato se esistessero collegamenti tra la donna ed esponenti della nostra intelligence (per fugare la possibilità di un complotto) ma nessun elemento era emerso. Nell’ambito di indagini difensive, però, i legali di Mancini avevano ascoltato la numero 1 del Dis, Elisabetta Belloni. «E la direttrice – scrive Renzi – ha deciso di opporre il segreto di Stato fino al 2037. Vengo a conoscenza in modo casuale il 25 giugno scorso. Rimango senza parole. Alla luce di questa decisione enorme la verità sulle vicende connesse all’autogrill sarà pubblicata solo nel 2037». «Ma soprattutto – continua l’ex premier – come si può trattare un incontro in autogrill, assolutamente legittimo, visto che Mancini incontrava spesso politici, a partire dall’ex premier Conte, come fosse la strage di Ustica? Che ci azzeca il segreto di Stato in questa storia?».

In realtà la ricostruzione di Renzi, fanno sapere fonti della nostra intelligence, non sarebbe corretta. La Belloni oppone il segreto di Stato non al principio dell’interrogatorio, «per tutelare chissà quale segreto». ma quando l’avvocato di Mancini le pone alcune domande sul funzionamento dei Servizi, domande alle quali la norma le imponeva di non rispondere. Per questo ieri l’Autorità delegata, il sottosegretario Alfredo Mantovano, è intervenuto per difendere l’operato della numero 1 del Dis: «L’opposizione del segreto di Stato è stata confermata dal presidente del Consiglio nel giugno 2022 ed è avvenuta nel corso di indagini dell’autorità giudiziaria, in relazione alla sola esigenza di tutelare la funzionalità dei Servizi, e per scongiurare il rischio di violarne la necessaria riservatezza». Mantovano spiega inoltre che ne era stata data comunicazione al Copasir, come prevede la legge. «Massima fiducia nell’operato della dottoressa Belloni». «Confermano quello che ho scritto» dice Renzi che ha annunciato per oggi una conferenza stampa.

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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