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Renault, de Meo: “Allo studio scorporo delle attività nei motori termici e del business elettrico”

MILANO – La Renault continua a studiare il progetto di una possibile riorganizzazione che porti alla separazione sia delle attività di produzione nei motori a combustione, sia di quelle legate alle motorizzazioni elettriche. Lo ha spiegato il chief executive officer del gruppo automobilistico francese Luca de Meo, a margine di un incontro che si è tenuto questa mattina a Milano per rafforzare i contatti e le collaborazioni con i fornitori italiani di componenti per il settore automotive. “Siamo qui per farci conoscere, perché in Italia acquistiamo componenti per circa un miliardo di euro l’anno, una quota significativa che però colloca l’Italia solo al dodicesimo posto nel ranking dei Paesi dove facciamo acquisiti. Pensiamo che ci sia spazio per crescere”, ha detto de Meo. Il numero uno della Renault ha spiegato quali sono i pilastri del processo di rilancio che è stato battezzato “Renaulution”, lanciato all’inizio del 2021 per far uscire il gruppo transalpino dalle difficoltà in cui era caduto al termine della lunga era di Carlos Ghosn.

“Negli ultimi anni eravamo andati a cercare di aumentare le nostre dimensioni, oggi abbiamo invertito l’equazione dando più attenzione al valore aggiunto invece che ai volumi”, ha raccontato de Meo, facendo un esplicito riferimento a Tesla “che rappresenta forse meno dell’1 per cento del mercato ma in Borsa ha una valutazione di gran lunga superiore a quella dei produttori tradizionali”. “Il motivo di questa differenza valutazione è il fatto che in questo momento non si guardano i volumi produttivi ma, con la discontinuità che sta conoscendo il mercato dell’auto, si va a vedere chi è capace di cogliere le correnti ascensionali e le tendenze giuste”, ha spiegato il manager. Proprio nel percorso della transizione tecnologica trova le sue ragioni l’ipotesi di una separazione dalla casa madre delle attività nei motori termici e di quelle relative all’architettura elettrica delle auto, dai motori ai software, che potrebbe portare nel prossimo autunno a una riorganizzazione del gruppo: “In autunno vedremo se si sono create le condizioni per descrivere questa strategia”.

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“Una holding in stile Lvmh”

Nel caso dei motori termini Renault “potrebbe decidere di mettere le proprie attività a fattor comune con altri produttori tradizionali”, mentre per quelli elettrici il gruppo francese starebbe valutando l’ipotesi di far entrare “un produttore di tecnologia”. Il modello citato da de Meo è quello della holding del lusso Lvmh, che detiene il controllo dei singoli brand con cui opera. Per quel che riguarda i motori termici, il numero uno di Renault ha spiegato le difficoltà dei produttori automobilistici di fronte al possibile bando delle vendite nell’Unione Europea dal prossimo 2035: “Renault è stato uno dei produttori a lanciare un’auto solo elettrica, la Zoe già nove anni fa, e a lungo siamo stati derisi per questo. Oggi però, proprio perché siamo più avanti degli altri, siamo autorizzati a rimarcare le difficoltà di fronte a cui la nostra industria viene messa”, ha detto. Fra i vari punti sottolineati dal manager c’è il fatto che è la prima volta che l’Unione Europea non è neutrale di fronte alle tecnologie ma punta specificatamente su elettrico e idrogeno: “Finora si erano sempre dati degli obiettivi, lasciando però agli ingegneri la libertà di come raggiungerli”, ha spiegato.

“Non sarà facile trovare auto da meno di 20 mila euro”

Per de Meo un rinvio del bando dal 2035 al 2040 sarebbe opportuno per non mettere in eccessiva difficoltà i produttori, che negli ultimi hanno investito risorse consistenti nei motori ibridi e avrebbero bisogno di ammortizzare questi investimenti su almeno due cicli di prodotto, per un totale che in genera si aggira sui 14 anni. Così, invece, i produttori europei dovranno dirottare tutti gli investimenti sui motori elettrici, mentre a livello mondiale il mercato dei motori a combustione continuerà a crescere “raggiungendo un picco solo fra qualche anno”. “Ciò che non viene detto è che, in questa situazione, le automobili costeranno sempre di più, perché gli investimenti dovranno essere su entrambe le tecnologie e i motori dovranno rispettare normative sempre più stringenti. Trovare un’auto che cosa meno di 20 mila euro non sarà facile”, ha aggiunto de Meo, che ha definito “pericoloso questo fondamentalismo dogmatico nei sistemi complessi”. Con tempi adeguati, tuttavia, il manager ha detto che il Green New Deal per l’Europa è una grande opportunità, perché permetterà di acquisire una leadership globale nell’auto elettrica.

“Fiducioso sui fornitori italiani”

È in questo scenario che de Meo ha incontrato oltre 200 industre italiane del settore automotive, riunite a Milano dall’associazione di settore Anfia. Il numero uno di Renault ha detto che le opportunità per i fornitori italiani, in questo contesto, non mancano “considerando sia la storica qualità dell’industria italiana sia il processo di deglobalizzazione che si è innescato, che spinge molti produttori a puntare sulla prossimità della supply chain. È importante però che le aziende italiane comprendano bene la trasformazione in corso”. “Non sarà una passeggiata di salute”, ha spiegato, dicendo che anche in Francia si calcola che potranno perdere il posto di lavoro 75 mila persone: “Quello che non si dice, però, è che lo sviluppo delle nuove tecnologie potrà creare mezzo milione di posti di lavoro. Anche per l’Italia sono molto fiducioso sulla capacità degli imprenditori di cambiare e adattarsi al nuovo contesto. L’Italia è un grande Paese, caratterizzato da sempre da grande flessibilità e agilità, sono sicuro che ci sono tanti imprenditori che si stanno già organizzando”.

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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