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Renault Captur è ibrido ricaricabile con la tecnologia della Formula 1

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Innovazione. Il suv compatto francese è spinto dalla declinazione plug-in del powertrain E-Tech. Ci sono due motori elettrici che aiutano il propulsore a benzina per una potenza totale di 160 cavalli

di Massimo Mambretti

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Innovazione. Il suv compatto francese è spinto dalla declinazione plug-in del powertrain E-Tech. Ci sono due motori elettrici che aiutano il propulsore a benzina per una potenza totale di 160 cavalli


3′ di lettura

La visione dell’ibrido secondo la Renault trae ispirazioni e soluzioni dal mondo dal mondo delle corse. Il suv compatto Captur E-Tech Plug-In è spinto dalla visione più potente e sofisticata di questa interpretazione, battezzata Multimode e destinata con altro picco di potenza anche alle ibride pure.

Il sistema si basa su un motore a benzina di 1,6 litri da 91 cv, da due motori elettrici integrati in una trasmissione elettroattuata a innesti frontali con quattro marce per il motore a benzina e due per le emissioni zero priva di sincronizzatori e di frizione, nonché una gestione elettronica dei flussi energetici frutto delle esperienze acquisite in Formula 1.

La radiografia del sistema è completata dalla batteria agli ioni di litio da 9,8 kWh ricaricabile in tempi che vanno da tre a cinque ore, oltre che dalla potenza complessiva del sistema di 160 cv originata dai 67 cv dell’unità elettrica principale, mentre l’latro motorino secondario che fa da starter, generatore e sincronizzatore è da 34 cavalli. L’originalità del sistema è dovuta dal fatto che il motore elettrico principale muove sempre da fermo la vettura, spinta solo in seguito secondo gli input di moltissimi parametri o della configurazione di guida impostata dall’unità termica che viene avviata dal motore elettrico meno potente. Quest’ultimo innalza il regime di rotazione al punto giusto per innestare la seconda marcia e, in seguito, replica l’operazione per le altre variazioni di rapporto.

Il cuore della Captur E-Tech può funzionare in modalità parallela sfruttando il lavoro del motore a benzina e dell’elettrico più potente, in serie con l’unità termica che trascina l’elettrico più piccolo per fornire energia al più grosso cosicché aiuti a spingere la vettura e, infine, in tutti e due modi. Con il 1.600 che trascina il generatore più grosso per essere più green, status che la Captur raggiunge pienamente quando viaggia a emissioni zero in città per 65 chilometri e in ambito extra-urbano per 50 chilometri fino a 135 all’ora. Ovviamente, quando la batteria è ben rifornita anche grazie al recupero di energia nei rallentamenti accentuabile con la modalità B della trasmissione. Insomma, le molteplici funzionalità dell’ibrido Renault poggiano sulla solerte regia dell’elettronica, a prescindere che si utilizzi la configurazione Pure per viaggiare a emissioni zero che è forzabile anche con quella Ev, My Sense che rende questa Captur una vettura full-hybrid e che può interagire con la modalità E-Save per preservare la carica residua nella batteria e Sport, che mette all’opera tutti i motori.

Naturalmente, mandando per aria ogni velleità di impiegare solo 1,4 litri di benzina ogni 100 chilometri emettendo 32 g/km di CO2.

Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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