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Regola 2G, cos’è il protocollo Covid adottato in Germania e Austria

Con l’aumento dei casi di Covid nel nostro Paese e il timore di nuovi restrizioni, alcuni governatori hanno proposto di adottare un modello simile a quello tedesco delle 2G: negli alberghi e nei ristoranti entrano solo vaccinati (geimptf) e guariti (genesen). Ecco di cosa si tratta

In tutta Europa stanno salendo i nuovi casi giornalieri di Covid-19: siamo nella quarta ondata. Alcuni Paesi, in cui la curva dei contagi ha preso a salire vertiginosamente, hanno già adottato nuove restrizioni per cercare di invertire la rotta.

L’Austria, per esempio, ha attuato un lockdown solo per le persone che non si sono vaccinate contro il Covid. La Germania
potrebbe adottare a livello federale la cosiddetta regola delle «2G», che prevede l’accesso ai luoghi pubblici solo per chi è vaccinato (geimpft) o guarito (genesen) dal Covid. Al momento solo alcuni land hanno adottato queste restrizioni, ma è attesa una decisione da parte del governo per tutta la Germania. A Berlino la regola delle «2G» è in vigore da lunedì 15 novembre, in Sassonia ancor prima.

In Italia, al momento, la curva dei contagi è in crescita, ma i numeri non hanno ancora raggiunto i livelli ben più alti di Francia, Germania e Austria, per citarne alcuni. Attualmente nel nostro Paese vige l’obbligo di green pass per accedere ai luoghi pubblici come ristoranti, cinema, teatri, università e scuole, sul luogo di lavoro, ma anche treni ad Alta velocità, navi, aerei. Il green pass può essere ottenuto tramite la doppia vaccinazione contro il Covid, la guarigione dalla malattia e l’esito negativo di un tampone (molecolare, antigenico rapido o salivare molecolare). Le regole quindi non escludono chi non è vaccinato dalla vita sociale del Paese. Ma con l’aumento dei casi giornalieri di Covid e il timore di nuovi restrizioni, alcuni governatori hanno proposto di adottare un modello simile a quello tedesco delle «2G».

Ma come funziona, nel dettaglio il sistema «2G»?

Il sistema si divide tra «3G» e «2G»: «3G» sta per «geimpft, genesen oder getestet» (vaccinati, guariti o testati, ndr), mentre 2G sta solo per «geimpft, genesen» (vaccinati o guariti, ndr). Quindi queste sono le categorie di persone che, a seconda del protocollo in vigore («2G» o «3G») nell’ambiente (per esempio, sul posto di lavoro o nei locali pubblici), non sarebbero sottoposte a restrizioni. Restrizioni che invece riguardano in entrambi i casi le persone che non sono vaccinate.

E per le persone che hanno solo una dose di vaccino e sono in attesa della seconda? Come spiegava sul Corriere Elena Tebano, «il certificato di vaccinazione della prima dose insieme a un test molecolare (72 ore) è prova valida del 2G» anche se non dà diritto al passaporto verde (perché ha una durata di 72 ore).

Con la regola «2G» solo le persone che sono appunto vaccinate o guarite dal Covid possono accedere a determinate aree o luoghi, come cinema, teatri, istituzioni culturali, ristoranti, palestre. Per provare uno dei due requisiti, bisogna esibire un certificato di vaccinazione o un certificato di guarigione (della validità di 180 giorni). La regola «2G», prevedendo un livello di restrizione più alto, consente di far salire il numero dei partecipanti a un evento o delle persone che possono riunirsi in un unico spazio e di eliminare l’obbligo della mascherina.

Le regole in Austria

Nel Paese è stata adottata la regola delle «2G» a livello nazionale, quello che è stato definito anche un lockdown selettivo solo per i non vaccinati. Questo perché, appunto, nei luoghi pubblici possono accedere solo le persone che sono completamente vaccinate o guarite. Si parla di «servizi che richiedono vicinanza corporea, gastronomia, ristorazione notturna, mercatini di Natale, hotel e ambienti simili, settore culturale (teatri, cinema e opere, ma non i musei), strutture sportive e per il tempo libero, visite agli ospedali e alle case di riposo e di cura, ad eccezione delle visite nel contesto delle cure palliative e dell’hospice, per esempio, o dell’assistenza al parto». In tutti questi luoghi non c’è l’obbligo di usare la mascherina tranne che negli esercizi commerciali, sui mezzi di trasporto pubblico e nelle strutture culturali come musei e biblioteche. Per gli eventi, se ci sono più di 25 partecipanti vale la regola delle 2G, mentre se ci sono più di 50 persone bisogna notificare l’evento all’autorità amministrativa distrettuale almeno una settimana prima, nominare un responsabile Covid 19 e presentare anche un piano di prevenzione.Se ci sono più di 250 partecipanti all’evento, è obbligatorio chiedere l’approvazione dell’autorità amministrativa distrettuale.

Sul lavoro, invece, vale la regola «3G»: possono entrare anche le persone che esibiscono l’esito negativo di un tampone molecolare rapido (e quindi non un test antigenico rapido, come invece accade in Italia) e che indossano una mascherina Ffp2.

Le regole in Germania

Sono sempre più i Lander che scelgono di adottare la regole delle «2G», escludendo i non vaccinati da ristoranti, bar ed eventi culturali. La Sassonia è stato uno dei primi Land, Berlino lo ha introdotto lunedì 15 novembre e prevede di introdurre ulteriori restrizioni con la regola «2G+» (l’accesso sarà consentito ai vaccinati e guariti che sono in possesso anche di un test negativo attuale). Da oggi viene adottata in Baviera, da sabato ad Amburgo, mentre nella prossima settimana varrà anche nel Nordreno-Vestfalia. In Sassonia inoltre, vista la criticità della situazione Covid, la regola delle «2G» è stata estesa anche ai negozi al dettaglio, da cui sono esclusi soltanto i supermercati e le drogherie. Ma c’è dibattito sulla possibile estensione a livello federale del protocollo che prevede l’esclusione dei non vaccinati dai luoghi pubblici: la decisione dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

E in Italia?

Il modello delle restrizioni «2G» non convince il governo italiano, ma come scrivono Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul Corriere di oggi, le restrizioni potrebbero scattare se si arriverà in fascia arancione o rossa. Alcuni governatori delle regioni, come quello della Liguria Toti e quello del Friuli-Venezia Giulia Fedriga, hanno avanzato l’ipotesi di introdurre nuove restrizioni solo per le persone che hanno scelto volontariamente di non vaccinarsi. Contrari sono il capo del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e i leader del centrodestra Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), mentre Matteo Renzi di Italia viva è favorevole a un lockdown su modello austriaco.

Per l’adozione del protocollo tedesco delle «2G», inoltre, si porrebbe un ulteriore problema: al momento l’applicazione che viene usata nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro per controllare la veridicità del green pass, VerificaC19, non legge la motivazione per cui è stata rilasciata la certificazione verde Covid-19. Quindi il lettore del Qr code non vede se il green pass è legato alla vaccinazione, alla guarigione o all’esito negativo di un tampone. Questo perché il Garante per la Privacy ha stabilito che il sistema di verifica non dovrà estrarre altre informazioni dal codice che non siano la validità o meno del green pass. Servirebbe quindi una modifica delle norme attualmente in vigore per attuare anche da noi la regola delle «2G».

17 novembre 2021 (modifica il 17 novembre 2021 | 15:08)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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