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Regioni in zona bianca: ipotesi coprifuoco alle ore 24

I punti chiave

3′ di lettura

Tutta l’Italia è in zona gialla, ma l’orizzonte al quale ormai si guarda è la fascia bianca. Il 31 maggio Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna saranno le prime tre regione ad approdare in questa area di rischio “minimo”, nella quale non è previsto il coprifuoco e si contempla l’apertura di quasi tutte le attività. Ma entro metà giugno la maggior parte delle regioni dovrebbe essere promossa in questa fascia, nella quale le misure anti Covid da rispettare sono essenzialmente tre: obbligo della mascherina, distanziamento e sanificazione.

Le Regioni, però, sono al lavoro per definire linee guida precise, con regole dettagliate, valide in maniera uniforme tutto il Paese, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Con l’obiettivo di “evitare l’effetto Sardegna”, l’unica regione ad aver sperimentato la zona bianca per tre settimane a marzo, prima che un brusco aumento dei contagi conseguente alle riaperture facesse risalire il livello di rischio segnando rapidamente il ritorno dell’isola prima in zona arancione e infine in fascia rossa. Ecco perché per esempio il coprifuoco, invece che subito abolito, potrebbe scattare a partire da mazzanotte (in anticipo sulla data del 7 giugno stabilita a livello nazionale), in attesa della eliminazione per tutti dal 21 giugno.

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Ipotesi ‘zona bianca rafforzata’ con aumento contagi

Alcuni governatori, in vista della Conferenza delle Regioni prevista mercoledì 26 maggio, potrebbero proporre di introdurre nuovi meccanismi condivisi a livello nazionale nel caso di un eventuale aumento dei contagi in zona bianca. Tra questi, la possibiiltà di inserire misure più restrittive per una sorta di ‘zona bianca rafforzata’ oltre alla possibilità di rientrare in questa fascia senza dover aspettare necessariamente tre settimane, qualora i dati lo consentano.

Le norme in vigore per la fascia bianca

In base a quanto previsto dal Dpcm 2 marzo 2021, in zona bianca si applicano non solo le misure anti contagio (distanziamento, igiene e mascherine), ma anche le linee guida approvate per i diversi settori. E restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese fiere e congressi, nonché le attività in discoteche e locali, all’aperto o al chiuso, e la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive al chiuso. Gli ultimi due decreti legge sulle riaperture (22 aprile n. 52 e 18 maggio n.65 sulle riaperture) prevedono che fiere e congressi riapriranno a livello nazionale, in zona sia gialla che bianca il 15 giugno. Mentre il pubblico nei palazzetti al chiuso sarà ammesso a partire dal 1° luglio (fino al 25% della capienza, fino a un massimo di 500 persone).

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Le richieste dei governatori

Ma è probabile che i governatori chiederanno per le regioni bianche di riaprire le discoteche o l’accesso ad altri eventi. Nonché di allentare i protocolli di sicurezza per alcuni settori: ad oggi, a esempio, non è possibile mangiare in più di 4 al ristorante a meno che non si sia conviventi. Il green pass italiano potrebbe così diventare il “lasciapassare” per frequentare locali e ristoranti senza particolari restrizioni. Altro tema sul tappeto, la possibilità di togliere la mascherina all’aperto, anche se gli esperti hanno già detto che dovremo tenerle almeno fino a luglio.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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