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Regeni, sul web spunta un documentario egiziano che getta ombre sulla figura di Giulio

La ricostruzione è intervallata da una serie di interviste in cui compaiono anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta e l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare Leonardo Tricarico. Raggiunta da Open, la Trenta ha dichiarato di essere stata ingannata “in quanto contattata da un presunto giornalista dell’emittente saudita Al Arabiya intenzionato a coinvolgerla in un documentario sulle relazioni tra Italia ed Egitto”.

Il video, in lingua araba con sottotitoli in italiano, è costellato di errori, anche grossolani, come il nome dello stesso Regeni che viene storpiato. Riporta fatti già noti, ma ricostruiti con l’apparente intento di gettare discredito sul ricercatore e di sostenere la tesi egiziana che le autorità del Cairo siano estranee alla morte di Giulio.

 In particolare nel “documentario” un avvocato egiziano parla di una presunta “lettera” che “l’Interpol italiano” inviò a quello egiziano “il primo febbraio 2016”, ossia due giorni prima del ritrovamento al Cairo del corpo martoriato del ricercatore friulano, per dire che “Regeni era scomparso nell’ottobre 2015 in Turchia”: “Ciò significa – si dice nel video – che Regeni è entrato in Italia ed è uscito senza che le autorità italiane lo sapessero”, sostiene il legale Wesam Ismail parlando di “una realtà molto strana” che la Procura di Roma avrebbe “trascurato”.

Un depistaggio egiziano? –  Non è chiaro, al momento, chi abbia realizzato il video. Nelle immagini e nelle pagine social non sono indicati né la produzione, né il regista o gli autori. Da fonti inquirenti citate dalla agenzia Ansa non si esclude che questa operazione egiziana possa rientrare nell’attività di depistaggio messa in atto già in passato per delegittimare l’attività di indagine svolta dalla Procura di Roma proprio alla vigilia del’iter giudiziario. Nel documentario tutti gli elementi di indagine acquisiti vengono, di fatto, stravolti arrivando a cambiarne totalmente il significato.

Inizia a Roma  il procedimento contro cinque egiziani – Giovedì mattina intanto si apre il procedimento a carico di Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Per loro le accuse variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Nell’atto di chiusura delle indagini i pm parlano di sevizie durate giorni che causarono a Regeni acute sofferenze fisiche messe in atto anche attraverso oggetti roventi, calci, pugni, lame e bastoni. Torture avvenute nella stanza n.13 di una villetta al Cairo nella disponibilità degli 007 nordafricani.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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