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Reddito di cittadinanza alla mafia: soldi all’ala stragista

CATANIA – Reddito di cittadinanza, i carabinieri hanno smascherato l’ultimo scandalo: i soldi destinati ai poveri sono finiti nelle tasche di killer, boss e appartenenti al clan Mazzei, l’ala stragista di cosa nostra.

Maxi truffa

Un raggiro da 600mila euro, ben 76 gli uomini di spessore della mafia segnalati per “aver ottenuto indebitamente il beneficio utilizzando false dichiarazioni”.

Per scovarli, grazie alla sinergia con l’Inps, i carabinieri hanno indagato sulla cupola di cosa nostra etnea e sui componenti dell’ala stragista di Cosa nostra, in particolare, gli appartenenti al clan Mazzei. Si tratta di una famiglia guidata dal boss Santo Mazzei, al 41 bis, divenuto uomo d’onore per volere di Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina.

Non solo l’ala “stragista”

Tra i beneficiari del reddito di cittadinanza, i carabinieri hanno scoperto “uomini d’onore”, che hanno ricevuto i fondi personalmente. Nell’elenco anche affiliati, ben 50, ai clan Santapaola – Ercolano, con boss dei Mazzei, Cappello, Laudani, Corsoti Milanesi, Pillera, Scalisi e Santangelo – Taccuni.

Il summit e il killer

Tra i beneficiari del reddito di cittadinanza anche i partecipanti al summit mafioso del 2009, alla presenza dell’allora capo militare Santo La Causa, super latitante oggi pentito.

Soldi anche a un killer di spessore della mafia, a un boss che ha rinnegato il figlio collaboratore di giustizia.

In totale si tratta di un “raggiro” da 600mila euro. L’Inps sta tentando il recupero delle somme.

Mafiosi e reddito di cittadinanza: i precedenti

IL PRECEDENTE A PALERMO

IL PRECEDENTE A LERCARA FRIDDI

IL PRECEDENTE AD AGRIGENTO

IL PRECEDENTE A MESSINA

IL PRECEDENTE A CORLEONE

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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