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Reddito dei politici 2020, Conte più “povero”: guadagna 150mila euro, un milione in meno rispetto al 2019

Il 2020 è stato davvero annus horribilis per Giuseppe Conte, anche per il suo portafoglio. Non bastava infatti l’emergenza Covid, ora anche la sua maggioranza è in bilico, scossa da continue fibrillazioni che ora rischiano di portare a una crisi di governo. In più anche i suoi guadagni ne hanno risentito. E così dopo ‘l’impennata’ degli anni precedenti, nel 2020, il crollo: in un anno Conte si è “impoverito”, perdendo quasi 1 milione di euro.

Luciana Lamorgese è la piu’ ‘ricca’ del governo. Il più ‘povero’ è il titolare degli Affari europei Enzo Amendola, con 33.375 euro dichiarati (periodo d’imposta 2019). Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha dichiarato un imponibile inferiore del collega Amendola, di 31.874 euro, ma a questi vanno aggiunti i 78.760 euro percepiti da parlamentare europeo fino al 5 settembre del 2019.

Al secondo posto dei ministri più ricchi si piazza Lorenzo Guerini. La titolare del Viminale ha dichiarato nel 2020 (periodo d’imposta 2019) 228.494 mila euro, risultando più ricca rispetto all’anno precedente, quando aveva dichiarato 160.876 mila euro. Nelle note di variazione, la ministra ha spiegato di aver liquidato tra aprile e maggio tutte le azioni e i derivati. Il ministro della Difesa ha invece dichiarato 128.687 mila euro. Al terzo posto dei ministri più ‘ricchi’ il titolare dell’Ambiente Sergio Costa, che ha dichiarato 100.377 (‘impoverendosi’ rispetto all’anno precedente, quando aveva dichiarato 104.272).

Si ‘impoverisce’ nel 2020 il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: nel 2020 dichiara 78.565 mila euro, a fronte degli oltre 200 mila euro dichiarati nel 2019 (periodo d’imposta 2018). A seguire gli altri ministri, con redditi dichiarati che vanno dagli 80.542 del titolare della Salute, Roberto Speranza, ai 95.075 della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, fino ai 98.471 del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, stesso reddito imponibile (98.471) del titolare della Farnesina, Luigi Di Maio (che ha dichiarato la stessa cifra anche nel 2019).

Non è invece ancora consultabile online la dichiarazione dei redditi dei ministri Stefano Patuanelli, Gaetano Manfredi, Teresa Bellanova, Paola De Micheli e Nunzia Catalfo.

Conte: da quando è premier, il reddito si è ridotto

Da quando “l’avvocato del popolo” si è insediato a Palazzo Chigi, il 1 giugno 2018, smettendo di svolgere la sua professione, il suo reddito complessivo si è ridotto. Spulciando le dichiarazioni dei redditi di tre anni, compresa l’ultima, quella dell’anno scorso pubblicata online, si scopre che i guadagni dell’attuale presidente del Consiglio, al suo secondo mandato dopo l’esperienza gialloverde hanno subito un netto calo. Se nel 2018, infatti, Conte dichiarava al fisco un imponibile di 370mila 314 euro che nel 2019 era balzato a 1 milione 155mila 229 euro, nel 2020 le entrate sono fortemente diminuite, attestandosi a 158mila 474 euro, quindi circa un milione di euro in meno rispetto all’anno precedente.

Documento alla mano, non è intervenuta ”nessuna variazione della situazione patrimoniale” di Conte rispetto all’ultima dichiarazione presentata. Questo significa che l’attuale capo del governo giallorosso conserva la proprietà di un fabbricato a Roma e di una vecchia Jaguar XJ6, immatricolata nel ’96, un’auto di lusso acquistata molto prima dell’inizio della sua carriere istituzionale, con un valore di mercato che oscilla tra i 5 e i 10mila euro a seconda delle condizioni e degli optional.

Nel dettaglio, prima del suo ingresso in politica, come professore universitario e avvocato civilista Conte (come riportato nella dichiarazione dei redditi del 2018 e in riferimento al periodo d’imposta 2017), denunciava al Fisco 380mila euro. Secondo la dichiarazione successiva, quella del 2019 relativa quindi al 2018, anno in cui è diventato premier, il reddito complessivo è salito a un milione 155mila 229 euro. Un aumento consistente dell’imponibile, dovuto (secondo quanto precisato a suo tempo da fonti governative) al fatto che Conte, appena nominato presidente del Consiglio, ha dovuto chiudere tutti gli incarichi pendenti fatturando così in un solo anno importi che altrimenti sarebbero stati diluiti nel corso del tempo.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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