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Recovery, le richieste delle Regioni

Recovery Plan e Regioni. La principale richiesta, avanzata da queste ultime al premier Draghi, durante l’incontro di oggi con il governo, è di “semplificare” altrimenti, dicono, “rischiamo di perdere un’occasione storica”.  

Le sfide che abbiamo davanti si vincono solo insieme, replica Draghi. Voi siete le nostre antenne sul territorio, quelli più vicini ai cittadini. Il rapporto tra Governo e Regioni deve essere di collaborazione altrimenti queste sfide non si vincono. 

”Ho sottolineato insieme a tutte le Regioni del Sud l’importanza di recuperare il gap infrastrutturale non solo tra Nord e Sud, ma anche tra Adriatico e Tirreno. Le Regioni che sono al centro-sud adriatico sono quelle più in difficoltà da questo punto di vista” dice all’Adnkronos il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio, aggiungendo che ”sarebbe utile si facesse conoscere una programmazione anche dei fondi ordinari”. 

“Il Recovery Plan è un’occasione unica e formidabile per la ripartenza del nostro Paese, dopo l’emergenza Covid” dice il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome Stefano Bonaccini. “Le Regioni sono pronte a collaborare con il Governo, ribadendo la necessità di un coinvolgimento nella messa a terra di investimenti decisivi per il futuro dell’Italia”. “Ringraziamo il premier per questa occasione di confronto e a lui abbiamo ribadito che le Regioni sono pronte a dare una mano, perché ci preme più di ogni altra cosa il bene del Paese e la sua ripartenza”, ha detto Bonaccini. Il Recovery Plan è un passaggio fondamentale per il nostro futuro, “e tutti i livelli istituzionali saranno giudicati in base alla loro effettiva capacità di spendere e spendere bene le risorse messe a disposizione dall’Unione europea”. In questa ottica, “il raggiungimento dell’obiettivo di mettere a terra investimenti per oltre 200 miliardi di euro ha bisogno della partecipazione e della massima collaborazione di Regioni, Province e Comuni”. 

“Il premier ha evidenziato quanto importante sia il ruolo delle Regioni per i programmi di rilancio del Paese, a partire dalla storica occasione che ci viene offerta con il Recovery Plan” ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine dell’incontro di oggi con il presidente del Consiglio, Mario Draghi e i rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni che ha definito “utile e positivo”. Secondo Fontana “La centralità delle Regioni, sottolineata dal presidente Draghi è fondamentale e non deve mai essere persa di vista. Oggi dobbiamo lavorare insieme per un progetto che disegnerà il futuro delle nostre generazioni, fattore questo che ci richiama a un grande senso di responsabilità”. 

“Regioni ed Enti locali, oltre a essere il primo riferimento dei cittadini sui territori, sono anche e soprattutto il principale strumento operativo per poter rendere concreti i progetti di ammodernamento del Paese, in qualità di veri e propri ‘soggetti attuatori’”. “Ciò dovrà avvenire in tempi rapidi e attraverso un cambio di passo, possibile solo partendo dalla semplificazione e dalla sburocratizzazione delle procedure”. 

“È stato un incontro molto importante e per niente scontato” ha commentato il presidente dell’Upi Michele de Pascale al termine della Conferenza Unificata straordinaria. “Il Presidente Draghi ha confermato il suo impegno ad assicurare il pieno coinvolgimento di Regioni, Province e Comuni nell’attuazione del Pnrr. D’altronde questa è una sfida che si può vincere solo se tutto il sistema è coinvolto, per dare risposte ai territori e ai cittadini, perché il nostro è un Paese che sa spendere, ma non investire e seve una rivoluzione per imparare ad investire, e a farlo bene”.  

“Noi come Province abbiamo presentato al Presidente le nostre proposte progettuali, che si muovono sui tre assi chiave di intervento – ha aggiunto – gli interventi per rendere le scuole superiori moderne e sicure, un monitoraggio dei 30mila ponti provinciali perché non si debbano più verificare tragedie come quella di Genova, un piano di gestione degli interventi per la coesione territoriale che eviti dispersioni e gli sprechi di interventi a pioggia. Ma ci sono alcune questioni che sono propedeutiche alla riuscita stessa del Piano: serve avviare la riforma della PA all’interno della quale prevedere un Piano straordinario di assunzioni per gli enti locali, e per le Province in particolare di almeno 1000 nuovi specialisti, per la progettazione e la realizzazione degli investimenti. Così come è necessario fare un passo in avanti sulle semplificazioni burocratiche e procedimentali del Codice degli Appalti, altrimenti non potremo rispettare i tempi che ci impone l’Europa”. 

”Ringraziando il Governo per l’interlocuzione necessaria per il successo di questa sfida impegnativa e importante per il Paese, poniamo alcune questioni soprattutto di metodo” dice il presidente dell’Anci Antonio Decaro. “Ravvisiamo una eccessiva frammentazione degli interventi destinati ai Comuni (infrastrutture sociali, mobilità, rigenerazione, efficientamento energetico) e alcuni nodi non sciolti rispetto a come si governerà questa grande operazione. Il rischio è che tra accordi interministeriali, ripartizione delle risorse alle Regioni e successivi bandi o avvisi pubblici per i Comuni si allunghino di molto i tempi di realizzazione dei progetti. Proprio quello che si vorrebbe evitare per non sprecare l’occasione unica del Pnrr”.  

”Lo dice il passato recente – ha spiegato – molti piani nazionali che sono anche richiamati nel Pnrr, restano per anni sulla carta per via del lunghissimo iter per l’assegnazione delle risorse. Chiediamo inoltre finanziamenti diretti e non intermediati, norme di semplificazione specifiche per la realizzazione delle opere previste nel Piano, riduzione dei passaggi formali, coordinamento degli investimenti che hanno una dimensione urbana e piano straordinario di assunzioni di personale a tempo determinato”. 

Fonte: lifestyleblog.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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