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Recovery Fund, Gualtieri avverte Conte: “Così perdiamo tutti i soldi”

Una serie di provvedimenti straordinari per rispondere alle sfide del Next Generation Eu e rendere subito realizzabili gli investimenti: chiede questo Roberto Gualtieri, che si è appellato direttamente al premier Giuseppe Conte per sollecitarlo ad azionarsi affinché il nostro Paese si faccia trovare pronto a raccogliere tutte le opportunità in campo. Il ministro dell’Economia ha da poco incontrato le delegazioni di Movimento 5 Stelle e Partito democratico per discutere dei contenuti del Recovery Fund: la linea da lui indicata è quella del decreto Semplificazioni, sveltendo le procedure e dando assoluta certezza ai fondi stanziati. “Il contenuto più profondo della governance è proprio questo. La task force è una questione davvero secondaria“, ha dichiarato il titolare del Mef.

Sarà pertanto fondamentale identificare delle corsie preferenziali sulle procedure coinvolte nell’uso del Recovery Fund: “Bisogna chiarire quali possano essere le innovazioni procedurali. Di questo abbiamo bisogno“. Il passo successivo – sottolinea in un’intervista rilasciata a La Repubblica – riguarderà invece “procedure ordinarie semplificate e in norme semplificate“. Senza dimenticare l’importanza rivestita da quella che viene definita la “meta-riforma“, ovvero la riforma della Pubblica amministrazione: “Perché l’esigenza di stare nei tempi è certamente sfidante, ma si tratta di una sfida positiva. E, direi, anche utile“. Che per certi aspetti viene giudicata di importanza superiore.

L’allarme sul Recovery

L’avvertimento lanciato da Gualtieri è stato chiarissimo: “Se non facciamo le opere e gli investimenti nei tempi e secondo i criteri indicati, non è che riceviamo i soldi in ritardo. Li perdiamo proprio. Non funziona come per i fondi ordinari. Se non realizziamo i progetti, perdiamo i soldi. E paradossalmente li perdiamo doppiamente perché il meccanismo prevede che noi li anticipiamo e poi ce li rimborsano“. Il tutto è dettato da un calendario di verifiche che procede sulla base di traguardi intermedi. Ma si faranno i conti con il risultato fallimentare anche se gli stanziamenti “vengono spesi male“.

Il ministro dell’Economia oggi si confronterà con Italia Viva per dare un seguito alla verifica di governo in corso avviata dal presidente del Consiglio prima di Natale. Oltre al cruciale tema dell’attivazione del Mes sanitario, c’è da tenere sempre sotto controllo il debito pubblico: “Dobbiamo sempre ricordarcelo. Non possiamo pensare di modificare i saldi di bilancio ignorando a quanto ammonta il nostro fardello“. L’impegno dell’esecutivo giallorosso è ovviamente quello di tenere bassa la curva del debito anche mediante la crescita. Ecco perché non verranno chiesti subito i Loans, cioè i prestiti contenuti del Recovery Fund: “A differenza dei ‘grants’ vanno a formare il debito e se le utilizzassimo tutti, ci ritroveremmo presto con il rapporto debito-pil al 155%. Non ce lo possiamo permettere“.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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